L’Italia condanna Google per un video violento, ovvero: quando il web, per alcuni, continua ad essere un anacronismo…

Benvenuti nel Paleolitico superiore
Un tribunale italiano ha condannato tre dirigenti di Google per violazione della privacy, per non avere impedito nel 2006 la pubblicazione sul motore di ricerca di un video che mostrava un minore affetto da autismo insultato e picchiato da quattro studenti di un istituto tecnico di Torino.
Questi i fatti. Ora, sia chiaro, CHIARISSIMO: non si vuole qui mettere in discussione la terribile demenza del gesto ripreso nel video e la condanna inflitta (1 anno e servizi sociali) ai colpevoli, pena in tali casi che appare sempre troppo lieve e senza la certezza che possa efficacemente agire sul cervello di quelli… Ma condannare Google per non aver impedito di mettere pubblicamente on line un video su una propria piattaforma – video ovviamente subito rimosso, dopo la sua scoperta – è esattamente come condannare tutti i titolari di armerie ed esercizi affini perché qualcuno, un giorno, ha utilizzato un fucile acquistato presso di essi per ammazzare qualcuno. Il principio è assolutamente lo stesso, ovvero un atteggiamento, ancora una volta in Italia, assolutamente neanderthaliano nel trattate le nuove tecnologie e, in particolare, il web – questa volta, purtroppo, da un elemento istituzionale (la giustizia) che, a differenza di quasi tutti gli altri, può in tanti casi ancora meritare una lodevole considerazione… Insomma, quelli che comandano, in Italia, con il web si comportano proprio come degli uomini di Neanderthal che si trovassero in mano una spada laser! Inebetiti, osservano ciò che non comprendono e per tale propria lacuna lo considerano potenzialmente pericoloso – come l’ignoranza, cioè il non capire qualcosa (e il non cercare di farlo), finisce inevitabilmente per comportare – quando viceversa il pericolo è proprio dall’altra parte… Ormai in Italia vi è una società degradata al punto da palesare innumerevoli e vari esempi di imbecillità, come i miserrimi ragazzini del video incriminato hanno ben dimostrato (Grazie TV!!!) e, non sapendo come risolvere tale situazione, istupidita tanto da scaricare la colpa su altri, ritenuti colpevoli solo per non avere il coraggio di incolpare sé stessa
Sarà più chiaro, ora – un esempio a tema ma tra i tanti possibili – perché in Italia si ha ancora a che fare con linee internet di livello tale che nemmeno più nei paesi sottosviluppati (o cosiddetti tali) ci si ritrova a utilizzare… In fatto di progresso, e di conseguente evoluzione civile e sociale, l’Italia non si smentisce mai…

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