Douglas Adams, “Praticamente innocuo”

Ed eccomi qui, all’ultimo capitolo della “trilogia in cinque parti” creata da Douglas Adams e universalmente nota come la serie della Guida Galattica per Autostoppisti, il titolo del primo libro che non mi stancherò mai di definire una delle più fenomenali letture che si possano affrontare, e non solo dal punto di vista prettamente umoristico…
Prima di disquisire su Praticamente innocuo (Piccola Biblioteca Oscar Mondatori, con traduzione di Laura Serra) dovrei gioco forza rimandare chi sta leggendo questo articolo ai precedenti dedicati agli altri libri della serie (e a Douglas Adams in generale); in essi si trova già la peculiarità che ne caratterizza lo sviluppo nei suoi cinque capitoli, ovvero l’andare in calando della meravigliosa, geniale, probabilmente irripetibile carica umoristica della Guida Galattica…, per fare spazio ad una costruzione narrativa più strutturata ovvero meno immediata, e a una più marcata natura surreale e, per certi versi, più classicamente fantascientifica delle vicende dei protagonisti della saga. Naturalmente questo non significa che leggendo il primo libro si rida a crepapelle mentre leggendo i seguenti non ci si possa più divertire: semmai, Adams ha voluto (forse dovuto) tenere più a freno l’iniziale struttura a sketch della storia – struttura mooooolto montypythoniana, l’ho già rimarcato più volte – al fine di meglio sviluppare una vicenda già di propria natura e concezione non certo semplice e lineare e portarla avanti con una pur stravagante logica fino alla sua conclusione… Praticamente innocuo, in effetti, è probabilmente il libro della serie che meno basa il proprio quid umoristico sulla gag, sulla trovata d’effetto divertente e immediata, per basarlo invece sull’assurdo, sull’incredibile/inverosimile e sul bizzarro, che diverte per come stravolge totalmente qualsiasi ipotizzabile realtà scagliandola nella fantasia a volte come un sasso contro un vetro… Ed è il libro la cui lettura evidenzia chiaramente, al lettore che già abbia letto i precedenti libri della serie, come la logica creativa con la quale Adams ha scritto le sue opere debba non inevitabilmente ma quasi necessariamente richiedere una lettura di esse in senso ordinato e possibilmente cronologico: non solo e non tanto per seguire correttamente l’evolversi delle vicende dei protagonisti – anche perché in fondo ogni libro si può reggere da sé, come lettura a sé stante, pur lasciando qualche punto oscuro nel lettore – ma proprio e soprattutto per star dietro all’evoluzione narrativa, stilistica e “atmosferica” della serie, dalla Guida Galattica… con le proprie peculiarità fino a questo ultimo Praticamente innocuo con le proprie altre.
Dunque, nel caso abbia dichiarato altro nelle precedenti “recensioni” – a ragione per quanto ne potessi avere, allora – ora, forte della lettura dell’intera serie, devo dire che chi la voglia affrontare lo debba preferibilmente fare nell’ordine di uscita dei suoi libri, appunto, e pur rimarcando l’indipendenza l’un dall’altro: il che vuole rimarcare anche il complessivo valore della serie della Guida Galattica… e di Douglas Adams suo autore, un piccolo/grande monumento della scrittura umoristica e non solo, anglosassone certamente ma non solo… Da leggere e conoscere in ogni caso, dacché viceversa si ignorerebbe un elemento fondante e grandemente ispiratore della letteratura contemporanea.

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