Influenza suina: non dovevamo morire a milioni? No, sono morte solo l’etica e l’onestà…

Ve la ricordate l’Influenza Suina, la H1N1?
Ma sì, la peste del XXI secolo, la terrificante pandemia, decine di milioni di contagiati, milioni di morti… Lo annunciava la stessa OMS!…
Ricordate?
No? Beh, è normale: non c’è stato nulla del genere, e la percentuale di casi letali si è rivelata addirittura minore rispetto alla comune influenza, tant’é che la stessa OMS ora istituisce una commissione d’inchiesta per indagare sulla propria condotta – per farsi dire come mai si sia dimostrata così inetta, in parole povere…
Cronache da Thule ha fin da subito intuito e denunciato l’enorme mistificazione che si vedeva benissimo dietro la questione: tutta una gran panzana, costruita ancora una volta a favore della potente lobby delle case farmaceutiche, in base al principio assai valido nella società contemporanea che più persone si credono malate, più soldi grazie ad esse si possono fareQUI potete leggere tutti i post dedicati all’argomento dal blog.

Il giorno 20 scorso, su www.tio.ch, ecco che bella notizia si poteva leggere, a riprova di tutto quanto detto – uff, come se ce ne fosse ancora bisogno di conferme in merito!…:
Novartis ha annunciato oggi risultati in forte rialzo per il primo trimestre del 2010. Il fatturato del colosso farmaceutico elvetico è aumentato del 25% a 12,1 miliardi di dollari, mentre l’utile netto è progredito del 49% a 2,9 miliardi, indica una nota odierna del gruppo.
L’utile operativo EBIT ha registrato un incremento del 50% a 3,5 miliardi di dollari (3,7 miliardi di franchi). I risultati sono superiori alle previsioni degli analisti.
“.
E attenzione, siore e siori:
L’azienda sta ancora beneficiando della vendita del vaccino contro la H1N1. Soltanto la vendita del vaccino ha fruttato 1,1 miliardi di dollari“. (qui il link all’articolo originario).
Capito?
Più ammalati saremo – e se non lo saremo ce lo faranno credere, o ci ammaleranno con chissà quale veleno – vaccini in primis… – più soldi loro faranno!
E dulcis in fundo, chicca finale:
Per l’esercizio in corso, l’azienda prevede di continuare ad aumentare il giro d’affari (circa il 5%)“.
Quale malattia si inventeranno ora?
Di cosa ci faranno credere ammalati?
Quale vaccino pretenderanno di vendere e di iniettarci?
In che modo, insomma, ci vorranno nuovamente prendere per il c..o per fare ancora più soldi di quanti già ne fanno, alla faccia nostra e della nostra vera salute?

Scusate la scurrilità, ma tali personaggi meritano solo parole di livello pari al loro…

Sperando che tutti quanti si possa essere meno allocchi e più avveduti, così da non farci prendere ancora in giro da quegli immondi personaggi, non resta che concludere citano il blog di Minimum Fax Minima et Moralia, che sagacemente in questo post pubblica il sonetto 1115 del geniale Giuseppe Gioachino Belli, assolutamente in tema pur se scritto quasi due secoli or sono…:

Li bbeccamorti
18 marzo 1834

E cc’affari vòi fà? ggnisuno more:
sto po’ d’aria cattiva è ggià ffinita:
tutti attaccati a sta mazzata vita…
Oh vva’ a ffà er beccamorto con amore!

Povera cortra [1] mia! sta llí ammuffita.
E ssi [2] vva de sto passo, e cqua er Ziggnore
nun allúmina un po’ cquarche ddottore,
la profession der beccamorto è ita.

L’annata bbona fu in ner disciassette. [3]
Allora sí, in sta piazza, era un ber vive, [4]
ché li morti fioccaveno a ccarrette.

Bbasta…; chi ssa! Mmatteo disse jjerzera
c’un beccamorto amico suo je [5] scrive
che cc’è cquarche speranza in sto Collèra.

[1] Coltre.
[2] E se.
[3] Nel 1817, anno del tifo petecchiale.
[4] Era un bel vivere.
[5] Gli.

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