La Sindone, l’ostensione, e l’ostentazione…


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La Sindone di Torino, altrimenti denominata sacra Sindone, la cui ostensione è in corso in questo periodo nel duomo del capoluogo torinese, è ormai da decenni risaputo come sia un “falso storico”, essendo un oggetto creato intorno al XIII/XIV secolo. Questo naturalmente non vieta a chicchessia la libertà di recarsi a Torino per rimirarla, a prescindere dalle suggestioni religiose che essa porta con sé e pur di fronte ai risultati scientifici che ne decretano la falsità – o meglio, la non-verità di quanto di essa viene fatto comunemente credere. In fondo la Sindone è anche un oggetto storico e, per certi versi, artistico, che può ben meritare l’interesse di chiunque: è allora assai peggiore colui che “rimira” un programma TV palesemente falso credendolo autentico!
Ma a parte ciò, qui in discussione non è la simbologia sindonica, ma la presunta verità che viene imposta e creduta, sulla quale molto spesso non si accettano discussioni in base al classico sistema dogmatico in uso presso le gerarchie religiose… Lo si ribadisce: chiunque è libero di vedere in qualsiasi cosa ciò che preferisce vedere, ma se si tira in ballo la VERITA’ (quella vera, maiuscola!), è bene mettere in chiaro le cose e sgombrare il campo da qualsiasi contraffazione, e da ogni relativo contraffattore…
Per capire come effettivamente – o scientificamente – stanno le cose, ecco alcune utili risorse.

Micromega, innanzi tutto, dedica alla “questione Sindone” l’intero numero 4/2010, intitolandolo significativamente “L’inganno della Sindone”; a prescindere da un titolo così netto, tale numero speciale è ricco di contributi molto interessanti, utili a farsi un’idea sulla questione e ancor più su come è stata trattata, soprattutto in epoca moderna.
Tra i maggiori studiosi a livello mondiale del telo sindonico vi è il prof.Luigi Garlaschelli: non certo un ateo mangiapreti, ma in realtà docente del Dipartimento di Chimica Organica dell’Università di Pavia, dunque una persona altamente specializzata nella disciplina scientifica a cui fanno capo le ricerche sindoniche. Già nel 1998 il prof.Garlaschelli ha confermato l’età del telo (con una fiducia del 95%) al periodo compreso fra il 1260 e il 1390 (risultati pubblicato nell’articolo Il Mistero del Telo Sindonico), ma poi ha fatto ancor di più, riproducendo nel 2009 una copia del telo uguale all’originale con tecniche e materie prime disponibili nel 1300, ovvero proprio nel periodo nel quale i test scientifici hanno fissato l’origine di esso.
Un’altra preziosa fonte di informazioni scientifiche è il sito del CICAP, nel quale varie sezioni sono dedicate alla Sindone e in particolare una riporta il resoconto del convegno “Le origini della Sindone” promosso al Politecnico di Torino dal CICAP Piemonte nel 2001. Accordo sulla datazione, dibattito aperto sul meccanismo di formazione: queste, in poche parole, le conclusioni di quel convegno tra i più titolati organizzati da sempre sull’argomento.
La stessa Wikipedia, infine, nell’articolo dedicato alla Sindone, giunge con inevitabile obiettività alle stesse conclusioni; l’articolo è utile anche per informarsi sugli altri teli sindonici che ci sono un po’ ovunque in Europa – altra questione che rivela dove stia effettivamente la realtà dei fatti… E molto bella è la citazione dello studioso Yves Delage – del 1902! – che lo stesso articolo pubblica: “Si è introdotta senza necessità una questione religiosa in un problema che, in sé, è puramente scientifico, con il risultato che le passioni si sono scaldate e la ragione è stata fuorviata“.

Lo si ribadisce ancora: quanto sopra non toglie e non deve togliere a nessuno la libertà di visitare l’ostensione della Sindone a Torino, e di lasciarsi suggestionare dal valore tradizionale che ad essa è stato conferito. Tuttavia, quando la realtà dei fatti viene tirata per i capelli, strattonata e anche gettata via per fare spazio a una verità di comodo, più funzionale a certi fini, l’ostensione rischia di diventare ostentazione: il monsignore presidente della Commissione per la Sindone della diocesi di Torino, ad esempio, il quale dichiara che “la forza della Sindone sta proprio nella povertà di certezze“… Un controsenso totale che palesa perfettamente quanto la gerarchia ecclesiastica tenti di arrampicarsi sui vetri pur di imporre la Sindone come ennesimo emblema di potere, di dominio e assoggettamento religiosi, peraltro in questo modo essendo la prima a mancarvi di rispetto e a disprezzare il suo valore storico…

Non resta che augurarsi che chiunque si recherà a Torino per ammirare il telo sindonico lo faccia con la mente ben libera dalle fanfaluche monsignorili qui sopra citate, così che possa godere della sua suggestione e non subirne la sottomissione, e perché sia ostensione, appunto, e non ostentazione… E per concludere proprio sul tema, ecco un bell’articolo tratto da Riforma del 13 Giugno 2008, a firma di Giuseppe Platone e intitolato, guarda caso…

L’ostentazione della Sindone
Nella primavera del 2010 ci sarà l’ostensione della Sindone a Torino. La notizia pronunciata direttamente dal papa ha incontrato il pieno accordo di tutti i vertici istituzionali piemontesi. Per il sindaco di Torino Chiamparino è una «bella notizia che attendevamo da tempo». Come dargli torto? In effetti la Sindone muove milioni di pellegrini. O meglio: turisti attratti dal fascino misterioso che emana quel «sacro lino» che avrebbe avvolto il corpo di Gesù. Autentico o non autentico? Le prove al carbonio 14 che datano il lenzuolo ai tempi dei crociati (che tornavano in Europa dalla Terra Santa con bottini carichi di reliquie) sembrano non più valide. L’autonomia della scienza è rimessa in discussione dalla pseudo scienza sindonologica.
In effetti a dar ragione ai tre laboratori che avevano radiodatato il lenzuolo nel Medioevo crollerebbe l’ipotesi dell’autenticità e con essa il potere di attrazione della Sindone. Dal punto di vista del turismo è un affare senza pari. Le istituzioni pubbliche promettono di trovare risorse. Si parla di un primo investimento di dieci milioni di euro. Insomma tutti contenti di questo evento religioso che dovrebbe portare a Torino nuove masse in una città che è sempre più visitata. La guida Michelin ha assegnato a Torino una nuova stella.
Come protestanti che non hanno né il culto delle immagini [«Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire.» (Esodo 20, 4-5)] né praticano la venerazione di oggetti o reliquie né lucrano indulgenze, prendiamo distanza da certe pratiche religiose. Dal sangue di san Gennaro al culto di Padre Pio, le cui spoglie mortali sono state riesumate e finemente restaurate a uso dei fedeli, sino al «sacro lenzuolo» di Torino emerge una teologia dell’immagine che intercetta un profondo bisogno di religione.
Le dichiarazioni d’entusiasmo riguardo all’annuncio dell’ostensione ci rendono perplessi anche in sede ecumenica. Appare, una volta di più, l’enorme distanza che ci separa dalla chiesa di Roma. Al di là della considerazione che il denaro pubblico potrebbe essere meglio investito rispetto all’alimentare queste pratiche devozionali popolari, non credo che i cristiani debbano arrendersi al prorompente bisogno religioso di toccare, vedere, sentire la divinità. Quasi che Dio fosse questione d’immagine. La Parola di Dio da sola, testimoniata nelle Scritture, non è forse sufficiente? L’immagine ha solo un valore pedagogico, didattico. Non mi sembra che l’evangelo vada nella direzione del culto o se si vuole della venerazione di raffigurazioni. Contemplare un ipotetico volto di Cristo, pregare davanti a una reliquia non aggiunge nulla alla fede.
Si dirà che fede e armamentario religioso, fatto di statue, reliquie, immagini, icone non necessariamente debbano farla a pugni. Una realtà non escluderebbe l’altra. Ma la fede evangelica esclude il culto di immagini e oggetti che dovrebbero condurci alla divinità. Ci sentiamo liberi di dissentire come credenti e come cittadini visto che l’operazione Sindone la paghiamo anche noi che cattolici non siamo. Il libro che sul tema scrisse Carlo Papini: «Sindone, una sfida alla scienza e alla fede» (Claudiana, 1998) non è mai stato smentito. Nel generale clima di consenso è rimasta una delle poche voci di controinformazione
“.

Meditate gente, meditate!…

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1 Commento

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