Andrea Camilleri, “La Concessione del Telefono”

Ho acquistato questo volume direttamente nello stand della Sellerio al salone del Libro di Torino, chiedendo espressamente alla gentile mia interlocutrice dell’editore palermitano di consigliarmi un’opera di Andrea Camilleri – che non fosse della saga del Commissario Montalbano: ciò per non farmi influenzare dalla celebrità di essa e dalle suggestioni televisive della bella serie con Luca Zingaretti – che mi potesse far appassionare allo stile di scrittura dell’autore siciliano…
Comprenderete, con ciò, che già manifestavo una certa positiva predisposizione al godimento della letteratura di Camilleri, personaggio squisito che è un piacere ascoltare ad ogni sua ospitata televisiva per la simpatia e l’intelligenza che dimostra… Ecco qui, in ogni caso, La Concessione del Telefono: multiforme romanzo che narra una storia ambientata nella Sicilia di fino Ottocento, ovvero la vicenda di tal Filippo “Pippo” Genuardi e di tutti i rocamboleschi eventi conseguenti alla sua richiesta di ottenimento d’una linea telefonica. Una trama tutto sommato elementare, che Camilleri sviluppa splendidamente incesellandola di fatti bizzarri, strampalate coincidenze, equivoci, colpi di scena, eppoi rifinendola con una girandola di personaggi d’ogni sorta, dai più probi rappresentanti del Real Stato fino a proto-mafiosi del tutto uguali a quelli odierni… Per questo La Concessione del Telefono diviene anche una sorta di divertente tanto quanto illuminante saggio storico su di una Sicilia di più d’un secolo fa ma poi non così lontana, nell’effettivo, e di rimando si una società italiana da “tutto il mondo è paese”, che Camilleri tratteggia con uno stile insieme raffinato e popolano, capace di cogliere pur senza alcuna ridondanza le peculiarità di cose, fatti e persone, e di illuminare nel profondo la genesi d’una realtà la cui attualità, appunto, oggi è possibile constatare in tutta la sua contraddittoria sostanza.
Il tutto, Camilleri lo offre in uno scritto multiforme, come ho già denotato, ovvero riscoprendo in parte l’antiquata eppure affascinante forma del romanzo epistolare (il cui vertice fu sicuramente in Les Liaisons Dangereuses di Choderlos De Laclos, capolavoro del settecento letterario europeo) e in parte utilizzando una forma tipica più del copione teatrale che della prosa ordinaria (non a caso esiste anche una versione teatrale de La Concessione del Telefono)…
Insomma: è stato un buon consiglio, quello della gentile signora della Sellerio che mi indicò questo libro per soddisfare la mia richiesta su Camilleri? Sì, senza dubbio! La Concessione del Telefono è un libro veramente delizioso, scritto in modo splendido da uno dei migliori scrittori italiani. Mi viene quasi da esclamare: beh, non ci voleva molto per appassionarsi ad un autore tanto bravo come è Camilleri! Sì, vero, ma ci vuole ancora meno a stancarsi di certi (numerosi) scrittori imposti come “grandi” dalle logiche del mercato editoriale dominante, e in realtà dal valore letterario pressoché nullo… E in fondo, dunque, l’appassionarsi alla scrittura di Andrea Camilleri non può che essere salutare per ogni lettore, perché chiunque potrà trovare in un’opera come La Concessione del Telefono, per un motivo o per l’altro, il più autentico piacere della lettura.

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