Archivi del mese: luglio 2010

Lo spot radio di LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA, il nuovo romanzo di Luca Rota!

Clicca sull’immagine e ascolta lo spot radio di LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA, il mio nuovo romanzo, in onda su RCI Radio e da ora anche sul web!
Ascoltate, scaricate e diffondete!!!

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THE CITY OF SIMULATION | LA CITTA’ DELLA SIMULAZIONE: il sito web è on line!

The City of Simulation | La Città della Simulazione, il progetto di poesia audio-visuale su CDr frutto della collaborazione compositiva tra lo scrivente per i testi e Tiziano Milani per i suoni – il tutto prodotto da Setola di Maiale – è nel suo complesso un progetto composito e potenzialmente multiforme.
Come supporto primario abbiamo appunto deciso di affidarci al CD, quale media contemporaneo, originale o quanto meno non usuale per un progetto letterario/musicale come il nostro (che supera l’ordinario formato “libro+CD” utilizzato in questo casi) e dunque innovativo, con il supporto produttivo di una realtà apprezzata come Setola di Maiale, come visto.

Ora, come prima evoluzione, o primo step in progress del progetto, è on line il sito web ufficiale di The City of Simulation | La Città della Simulazione, il quale da oggi diventa il principale “biglietto da visita” dell’opera e il miglior prologo per conoscerla e apprezzarla, oltre che la principale piattaforma per ogni futura evoluzione multimediale nella quale il progetto si manifesterà e per ogni possibile interazione con i visitatori/fruitori di esso.
Ciò è evidente fin da subito, dal momento che il sito presenta una pre-home page che offre il primo dei video creati da Tiziano Milani per The City of Simulation | La Città della Simulazione; sono inoltre ascoltabili samples di alcuni dei brani sonori e versioni a qualità ridotta delle poesie visuali, si possono leggere e scaricare i testi critici (anche in lingua inglese), la rassegna stampa, i credits e le informazioni utili per l’acquisto del CD, e vi si trovano i riferimenti web degli autori.

Ci tengo tuttavia ancora a ribadire come il sito sia un vero e proprio “recipiente aperto”, nel quale potranno essere usufruibili ulteriori futuri contenuti (audio, video e altro di multimediale), ugualmente a come “The City of Simulation | La Città della Simulazione” è a tutti gli effetti un progetto “aperto”, che non si esaurisce certamente nelle concretizzazioni sopra citate ma che, potenzialmente, resta un percorso artistico in progress, pronto ad evolvere seguendo gli impulsi che verranno dal pubblico che lo conoscerà così come dalle realtà considerate nelle sue tematiche – per certi versi evolvendo, insomma, come evolve la città post-moderna e la scena sociale che la vive.

Per accedere al sito http://www.lacittadellasimulazione.com, cliccate sull’immagine della home page in testa a questo post!
E buona navigazione, nella Città della Simulazione…

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Ian Sansom, “Che cosa è successo a Mr.Dixon?”

Come si fa a riassumere, o anche solo a dare un’idea a chiunque di quanto sia esilarante un’opera esilarante? E’ un’impresa impossibile. Suggerisco perciò sulla parola di leggere questo libro.” Luigi Sampietro, IL SOLE 24 ORE.
Questo si recita in quarta di copertina, citando lo stimato critico del quotidiano economico italiano e a far seguito dalla prima dove invece si evidenzia: “Dopo Il caso dei libri scomparsi, una nuova esilarante avventura di Israel Armstrong”…
Bene. Dopo tale premessa, posso finalmente dire che il libro di cui sto disquisendo è Che cosa è successo a Mr.Dixon?, di Ian Sansom, edito da Tea con la traduzione di Claudio Carcano: un libro che già da tempo avevo adocchiato sugli scaffali in libreria, ma al cui acquisto, caso vuole, ne avevo sempre preferito altri; poi, ricapitatomi in mano, essendo andato anche oltre l’occhiata alla copertina e avendo anteposto all’intuito letterario il ricordo visivo, l’ho finalmente letto.
Che cosa è successo a Mr.Dixon? è un altro “capitolo” delle “Storie del Bibliobus di Tundrum” (il primo è, appunto, Il caso dei libri scomparsi), ovvero delle avventure del già sopra citato bibliotecario Israel Armstrong, cui tocca improvvisarsi detective fai da te per risolvere casi misteriosi – in questo caso la scomparsa di un facoltoso imprenditore di Tundrum, la località dell’Irlanda del Nord nella quale Sansom ambienta le sue storie – e per trarsi d’impiccio dai numerosi equivoci nel quale viene puntualmente coinvolto.
Una storia abbastanza “ordinaria”, insomma, con uno svolgimento regolare come una strada poco trafficata in una piatta brughiera nordirlandese lungo la quale si susseguono eventi come pali delle linee telefoniche; strada che il lettore percorre con la speranza che il paesaggio d’intorno, interessante ma alla lunga un poco monotono, possa finalmente aprirsi, d’un tratto, su qualche più affascinante scorcio; strada che alla fine giunge in un luogo che, tutto sommato, è quello che ci si sarebbe aspettato di trovare quale meta d’un viaggio del genere…
Dunque? Dunque Che cosa è successo a Mr.Dixon? non è di sicuro un brutto libro: è simpatico, lo si legge gradevolmente se non si ha dell’altro di meglio da leggere, non stanca come alcuni di quei romanzi che (inopinato, inestricabile mistero!) raggiungono le alte vette delle classifiche di vendita… Insomma, ci sono tanti libri peggiori in circolazione, e ce ne sono anche tanti altri migliori, ma… Perché esilarante? Dove? In che senso?
In soldoni: volete leggere del grande e geniale umorismo tipicamente british? Bene, leggete Tom Sharpe, o Douglas Adams, o il “papà” di tutti Wodehouse… Poi, se vi resta del tempo e il fiato non sarà stato consumato completamente dalle risate, leggete anche Ian Sansom – ma sì, lo ripeto, i libri brutti sono altri, ma sappiate che, a volte, quelle altisonanti, intriganti e in certi casi un poco altezzose diciture che per merito degli editori le copertine dei libri presentano sono una delle ultime cose da considerare per decidersi sull’acquisto di un libro…

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LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA, il nuovo romanzo di Luca Rota, è uscito!

Eccolo qui, dunque, LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA, il mio nuovo romanzo edito nel Giugno 2010 da SENSOINVERSO Edizioni!

Che dire di questo libro? Beh, essendo questo un testo di presentazione, si potrebbe dire che è un libro assolutamente diverso rispetto a buona parte di tutti gli altri, un libro che di simili ve ne sono pochi, in circolazione… Si potrebbe dire che è un storia che vi farà ridere parecchio – ma non è un romanzo umoristico – e parimenti vi farà anche parecchio meditare – ma non è un’opera seriosa o drammatica… Si potrebbe anche dire che in essa vi ritrovereste l’eco delle voci di parecchia gente, come idealmente colte tra il trambusto d’un affollato bar – ad esempio Nietzsche, Calvino, Douglas Adams, Tom Sharpe, Arto Paasilinna, Chuck Palahniuk – eppure è un libro con un proprio ben identificabile stile, personalità, originalità… Oppure si potrebbe dire che è un romanzo fantasioso, folle, surreale, scoppiettante, ma è anche intenso, profondo, coinvolgente e appassionato…
Si potrebbero dire tutte queste cose e anche molto di più, in una presentazione come questa… E invece no! Questa volta no, tutte le cose sopra dette si potrebbero dire ma non le dirò, perché questa è la presentazione d’un libro speciale e dunque sarà speciale anch’essa, diversa! Per ciò vi dico – anzi, vi chiedo una cosa soltanto:

LEGGETELO!

Solo così potrete scoprirlo, conoscerlo e apprezzarlo completamente! Solo in questo modo vi ritroverete ad un tratto a ridere a crepapelle, come dei matti, e solo qualche pagina dopo a meditare profondamente, come seriosi pensatori… Solo così conoscerete Tizio Tratanti e la sua “straordinaria” vita fatta di tanti normalissimi fatti quotidiani, di quelli che chiunque si può ritrovare ad affrontare giorno dopo giorno; e conoscerete una ragazza bellissima, affascinante come nessun altra, formosa,sexy, perfetta – o forse non così tanto, non come sembra… Conoscerete Sandro, il cane-filosofo orgoglioso delle proprie pulci ma che sa guidare un’auto, e conoscerete tutti gli altri personaggi di una storia traboccante di esilaranti avventure, incredibili colpi di scena e di fantasiosa, spicciola, pragmatica filosofia quotidiana…
Ma, soprattutto, vi divertirete tanto e al contempo vi ritroverete a riflettere sulle cose veramente importanti della vita, su cosa conta realmente, su ciò per cui vale la pena lottare e vivere giorno per giorno, anche affrontando i più imprevedibili e folli contrattempi… Leggete LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA, anzi, leggetelo due volte: la prima per ridere e divertirvi, la seconda per pensare e meditare… Oh, ma ovviamente anche se lo leggete solo una volta oppure dieci o venti volte va bene lo stesso!
Anche per tutto quanto sopra detto LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA è pubblicato da SENSOINVERSO: una casa editrice brillante e dinamica che si propone di offrire qualcosa di diverso e di nuovo nel panorama editoriale italiano, qualcosa che vada in senso inverso, appunto, rispetto alle solite cose, pubblicando libri di qualità e curando in maniera maniacale sia la sostanza che la forma del libro…

Ecco, tutto qui. Mi auguro che, ora, la vostra pregiata attenzione sia coinvolta al punto da accettare l’invito (perentorio, lo so, ma anche perché caloroso!) alla lettura di LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA, e che lo riteniate meritevole di tutta la vostra considerazione.
Ah, un’ultima cosa – un avvertimento, anzi: non cercate di emulare molte delle cose che combina Tizio Tratanti, il protagonista del romanzo, se non siete sufficientemente preparati o inequivocabilmente matti: potrebbe essere pericoloso!

LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA
Sensoinverso Edizioni, Ravenna, 2010
ISBN 978-88-96838-03-7
Euro 12,00

> Scarica la presentazione de LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA (file pdf)

> Leggi la scheda sul romanzo nel sito web di Sensoinverso

Puoi già ora ordinate LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA direttamente dal sito di Sensoinverso Edizioni!
Oppure richiedilo al tuo libraio di fiducia, o acquistalo sulle principali librerie del web…

P.S.: Tizio Tratanti, il protagonista del romanzo, ha anche un proprio blog: ECCHECCAVOLO! Leggetelo, è piuttosto interessante…

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“SCEGLIETE I LIBRI, NON GLI SCONTI”: una riflessione/invito di Ginevra Bompiani (nottetempo edizioni)

Pubblico volentieri questo comunicato a firma Ginevra Bompiani, della nottetempo edizioni di Roma, non solo perché disquisisce su una tematica fondamentale per la sopravvivenza dell’editoria di qualità in Italia, ma anche – e soprattutto per quanto appena rilevato – perché rappresenta un accorato invito alla difesa della Cultura, quella con la “C” maiuscola, quella che non regala sconti alla virtuosa circolazione delle idee e che è sempre più basilare per una società contemporanea che non voglia cominciare a camminare all’indietro, e senza nemmeno vedere dove potrebbe finire in tal modo (anche se dove e come potrebbe finire è facile intuirlo), decadendo sempre più in una involuzione indegna di un vivere civile… Non a caso i libri, e la libera lettura, sono state sempre una delle prime cose che i regimi totalitari hanno controllato e represso…

Un’altra cattiva legge è passata. Con silenziosa arroganza, la legge sul prezzo del libro, deprecata dai suoi stessi difensori (secondo l’idea nata chissà dove che ‘una cattiva legge è meglio di nessuna legge’), è passata il 14 luglio in commissione alla Camera.

Questa legge finge di arginare, ma in realtà ufficializza, la trasformazione del libro in merce d’occasione e delle librerie in spazi di promozioni commerciali.

Qualsiasi prodotto del mercato viene messo in saldo due volte l’anno, per permettere a negozi e produttori di liberarsi di merce deperibile. Il libro è stato sganciato dal mercato per poter essere svenduto undici mesi l’anno, e questo dal giorno in cui esce per tutta la sua breve esistenza. Vuol dire che il libro è considerato merce altamente deperibile, marcescibile, mai adeguata al suo valore,

A detta degli autorevoli rappresentanti della cultura italiana che l’hanno elaborata, questa legge è il miglior compromesso che si poteva strappare al maggior gruppo editoriale italiano, Mondadori, e dunque al suo proprietario, presidente del consiglio. Ancora una volta i suoi interessi dettano legge.

Editori e librai indipendenti di tutta Italia hanno alzato la loro voce per denunciare una legge che minaccia la loro sopravvivenza e sono rimasti inascoltati.

Ora che è troppo tardi, possiamo sperare solo nei lettori: carissimi lettori, dovete sapere che la pioggia di sconti che ha investito il libro come una tempesta, privilegia i libri più commerciali dei gruppi editoriali nelle librerie di catene, per proteggerli dalla grande distribuzione nei supermercati. Dovete sapere che questi sconti, né gli editori né i librai indipendenti se li possono permettere. E che la legge fa sì che entrando in libreria siate spinti a comprare il libro più scontato e non il più interessante: quello che vogliono loro, non quello che volete voi.

Perciò, cari lettori, quando entrate in una libreria, cercate i libri e non gli sconti, girate intorno alle pile delle promozioni e scoprite dietro di esse quei libri che espongono il loro modesto prezzo pieno alla vostra intelligenza prima che alle vostre tasche.

Ginevra Bompiani

Nottetempo, via Zanardelli 34, 00186 Roma, tel/fax 06.68308320
www.edizioninottetempo.it

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Achille Campanile, “Celestino e la Famiglia Gentilissimi”

Leggere Achille Campanile è imprescindibile per chiunque voglia conoscere in modo considerabilmente valido la letteratura italiana, e non solo quella di natura umoristica. E se Campanile divenne noto soprattutto come grande umorista, il pensarlo e identificarlo solo in questa maniera sminuirebbe oltre ogni accettabile limite uno dei più grandi scrittori in lingua italiana del Novecento, maestro in quella particolare virtù letteraria del far ridere e al contempo far pensare – così come dovrebbe sempre essere lo humor: non un giochetto di battute fini a sé stesse, gettate lì soltanto per strappare una mera e sovente risata, ma viceversa una delle più affilate e letali armi di critica sociale (e non solo) che l’arsenale letterario presenta, efficace come forse nessun altra quando si tratti di puntare l’indice contro qualcosa che altrimenti la mente comune confonderebbe in mezzo a tutta l’altra becera normalità…
Celestino e la Famiglia Gentilissimi (BUR, con introduzione di Barbara Silvia Anglani) è un delizioso esempio di quanto appena affermato, un’opera tanto leggera e “tranquilla” all’apparenza quanto feroce e mordace appena si vada oltre la prima superficiale lettura e il sorriso che essa suscita. E’ un umorismo che si può ben definire “d’altri tempi” (uscì nel 1942), quasi da testo fumettistico nella sua forma fatta da tanti capitoletti brevi e veloci come sketch teatrali – “ideale punto d’incontro tra teatro e narrativa” come giustamente recita la quarta di copertina – nei quali si raccontano le vicende di tale Celestino Rompiscatole (!) e del suo rapporto con la famiglia Gentilissimi, nobile e agiata famiglia di antico lignaggio, certo, ma anche di gran codardia e pochezza umana, tanto da non riuscire a liberarsi del seccatore Celestino pur tentando di farlo in tutti i modi, e avendo sempre la peggio… Un tema semplice, insomma, da raccontino per ragazzi, e infatti tanto banale parrebbe ad una lettura disattenta e svolta a mente spenta: ma dietro tale semplicità si vede perfettamente, e per prima cosa, tutta la grande fantasia e l’inventiva umoristica vulcanica di Campanile; poi, appena dopo, lo sguardo invero attentissimo, sagace e sarcastico su una certa parte della società italiana (si noti che siamo nel 1942, in piena era fascista!), sulla sua pusillanimità, su certe sue peculiarità che a tutt’oggi si possono facilmente ritrovare nel cosiddetto “italiano medio” (o italiota, come avrebbe detto Gianni Brera)… Mi è parso anche di capire che Campanile, col prendere di mira una tal famiglia aristocratica con tutta la propria vuota vita di rendita, punti lo sguardo sulla decadenza di una italica alta borghesia, tutto sommato a quei tempi ancora importante nella società, probabilmente ben ammanicata col potere dittatoriale fascista, ma in realtà priva di quel nerbo necessario alla costruzione di una civiltà nazionale forte e moderna; nerbo che in fondo manca anche a Celestino, il rompiscatole di cognome e di fatto che vive a scrocco dei Gentilissimi senza pudore alcuno – e quanti simili individui si possono trovare anche oggi, nella società italiana, bravi ed efficaci parassiti attaccati saldamente al “corpo” del potere dominante?
Non si può poi dimenticare il gustoso stile di scrittura di Campanile, la sua bellezza, il continuo gioco degli equivoci, i doppi sensi, le situazioni surreali, e tutto il resto che compone il suo umorismo: d’altri tempi, certo, da apparire candido rispetto a quello contemporaneo, ma quanto in verità meno banale, più raffinato ed elegante, e mille volte più intelligente?
Una lettura caldamente consigliata, insomma! Per quanto mi riguarda continuerò con assiduità l’esplorazione della produzione di Campanile, meraviglioso esempio di autore del quale il panorama letterario italiano contemporaneo DEVE sentire la mancanza…

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