Ian Sansom, “Che cosa è successo a Mr.Dixon?”

Come si fa a riassumere, o anche solo a dare un’idea a chiunque di quanto sia esilarante un’opera esilarante? E’ un’impresa impossibile. Suggerisco perciò sulla parola di leggere questo libro.” Luigi Sampietro, IL SOLE 24 ORE.
Questo si recita in quarta di copertina, citando lo stimato critico del quotidiano economico italiano e a far seguito dalla prima dove invece si evidenzia: “Dopo Il caso dei libri scomparsi, una nuova esilarante avventura di Israel Armstrong”…
Bene. Dopo tale premessa, posso finalmente dire che il libro di cui sto disquisendo è Che cosa è successo a Mr.Dixon?, di Ian Sansom, edito da Tea con la traduzione di Claudio Carcano: un libro che già da tempo avevo adocchiato sugli scaffali in libreria, ma al cui acquisto, caso vuole, ne avevo sempre preferito altri; poi, ricapitatomi in mano, essendo andato anche oltre l’occhiata alla copertina e avendo anteposto all’intuito letterario il ricordo visivo, l’ho finalmente letto.
Che cosa è successo a Mr.Dixon? è un altro “capitolo” delle “Storie del Bibliobus di Tundrum” (il primo è, appunto, Il caso dei libri scomparsi), ovvero delle avventure del già sopra citato bibliotecario Israel Armstrong, cui tocca improvvisarsi detective fai da te per risolvere casi misteriosi – in questo caso la scomparsa di un facoltoso imprenditore di Tundrum, la località dell’Irlanda del Nord nella quale Sansom ambienta le sue storie – e per trarsi d’impiccio dai numerosi equivoci nel quale viene puntualmente coinvolto.
Una storia abbastanza “ordinaria”, insomma, con uno svolgimento regolare come una strada poco trafficata in una piatta brughiera nordirlandese lungo la quale si susseguono eventi come pali delle linee telefoniche; strada che il lettore percorre con la speranza che il paesaggio d’intorno, interessante ma alla lunga un poco monotono, possa finalmente aprirsi, d’un tratto, su qualche più affascinante scorcio; strada che alla fine giunge in un luogo che, tutto sommato, è quello che ci si sarebbe aspettato di trovare quale meta d’un viaggio del genere…
Dunque? Dunque Che cosa è successo a Mr.Dixon? non è di sicuro un brutto libro: è simpatico, lo si legge gradevolmente se non si ha dell’altro di meglio da leggere, non stanca come alcuni di quei romanzi che (inopinato, inestricabile mistero!) raggiungono le alte vette delle classifiche di vendita… Insomma, ci sono tanti libri peggiori in circolazione, e ce ne sono anche tanti altri migliori, ma… Perché esilarante? Dove? In che senso?
In soldoni: volete leggere del grande e geniale umorismo tipicamente british? Bene, leggete Tom Sharpe, o Douglas Adams, o il “papà” di tutti Wodehouse… Poi, se vi resta del tempo e il fiato non sarà stato consumato completamente dalle risate, leggete anche Ian Sansom – ma sì, lo ripeto, i libri brutti sono altri, ma sappiate che, a volte, quelle altisonanti, intriganti e in certi casi un poco altezzose diciture che per merito degli editori le copertine dei libri presentano sono una delle ultime cose da considerare per decidersi sull’acquisto di un libro…

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