Andrew Vachss, “The Getaway Man – L’uomo della fuga” (Fanucci)

Non conosco granché il genere hard boiled, almeno al punto da poter confermare quanto scrive Joe R. Lansdale nell’introduzione a questo The Getaway Man – L’uomo della fuga, romanzo di Andrew Vachss edito da Fanucci (con traduzione di Luca Conti), del quale Lansdale ritiene che abbia “tutti gli ingredienti di un romanzo hard-boiled della Gold Medal, tipico prodotto degli anni Cinquanta”, appunto. Ma l’esplorazione già da tempo intrapresa del mondo letterario americano contemporaneo mi consente di poter affermare che, in verità, buona parte della scrittura americana d’oggi presenti in sé elementi hard boiled, anche – e soprattutto, direi – al di fuori del romanzo giallo, del quale lo stesso è un sottogenere – si veda Palahniuk, ad illuminante esempio. Toni spesso violenti, non tanto nelle parole quanto nelle ambientazioni e nelle tematiche, atmosfere cupe, personaggi spesso al limite, una certa propensione al sangue che, posso immaginare, deriva direttamente dalla realtà quotidiana di molte periferie americane: è in effetti più hard boiled la cronaca nera su certi giornali (e non solo in USA, sia chiaro…) che molti romanzi ritenuti tali. Quindi, in fin dei (personali) conti, mi viene quasi da ritenere che questo libro di Vachss si divincoli dalla bollatura hard boiled della quale Lansdale lo omaggia, per andare a esplorare anche altri ambienti letterari, e facendolo con un piglio decisamente attraente al punto da dissipare anche il cielo noir sotto il quale si dipana la vicenda narrata…
The Getaway Man – L’uomo della fuga: il titolo già la dice lunga… Eddie è un ragazzo “difficile” che mira sul proprio oscuro orizzonte di vita due obiettivi fondamentali: entrare nel mondo del crimine, e guidare. Più quest’ultimo, di obiettivo: ha una immensa passione per la guida spericolata, ma non per quella agonistica, da autodromo, troppo addomesticata per i suoi gusti… No, per la guida sulle strade vere, con tutti gli ostacoli e le difficoltà che qualsiasi strada pubblica può presentare. E come dunque unire quei due obiettivi, di modo che il principale possa servire per conseguire anche l’altro? E’ presto detto: diventare uno specialista della fuga al servizio di bande criminali, che dopo un colpo abbiano la fondamentale esigenza di fuggire il più velocemente possibile dal luogo del reato e, se possibile, seminando eventuali inseguitori. Eddie diventerà questo, finendo alle “dipendenze” di uno dei più efferati e leggendari ladri in circolazione, con il quale progetterà un colpo sensazionale che consentirà loro di ritirarsi a vita onesta; ma una conturbante donna si metterà di mezzo, e diverrà la causa d’un finale che ci si ritrova un po’ troppo all’improvviso davanti, ma certamente inatteso e “scenicamente” notevole.
Questo è The Getaway Man – L’uomo della fuga. Andrew Vachss conosce bene la materia di cui tratta, essendo stato investigatore federale, direttore d’un carcere per minorenni e avvocato specializzato in cause coinvolgenti minori; forse per questo riesce a costruire il personaggio principale di Eddie con grande capacità sia letteraria che sociologica, tratteggiando un individuo il quale, pur essendo il fulcro attorno a cui ruota la storia, appunto, è in realtà il primo e più evidente elemento che allontana il romanzo dallo stereotipo hard boiler. Eddie, infatti, è certamente un criminale, partecipa a numerosi furti con diversi malviventi, non ha rimorsi verso le vittime degli stessi, ma si approccia a questa sua “professione” con fare tanto ingenuo quanto disincantato, ovvero “colposo”. Il suo scopo non è commettere reati, è guidare auto il più velocemente possibile, e non gli importa che, per farlo, debba mettere le proprie capacità al servizio del crimine. Pare quasi che Vachss instilli in Eddie già una sorta di genetica e inopinata autoredenzione dalle proprie colpe, come se nella sua semplicità d’animo l’onestà sia certamente messa da parte dalla passione per la guida e dagli scopi per i quali la vive ma tutto sommato non più di tanto – ad esempio riesce ad acquistare un’auto sportiva d’epoca da sempre agognata da una vecchia signora, convinta solamente dalla lealtà che Eddie dimostra confessandole che quell’auto vale molto di più di quanto la stessa vorrebbe venderla, ritenendola solo un catorcio-retaggio del defunto marito.
In tal modo Vachss pone in indiretto contrasto la figura di Eddie con quella di J.C., il ladro che lo ingaggerà per il proprio colpo sensazionale – questa seconda sì, una figura hard boiled, di uomo senza scrupoli capace solo di architettare piani criminali e perseguire le propri losche mire di ricchezza. Intorno ad esso, più che su altre comparse della storia, l’atmosfera si fa’ nera e dura; Eddie, viceversa, è una di quelle tante luci che potrebbero brillare ben più fulgidamente, se lo volessero, ma che sceglie – per una sorta di apatia che lo coglie appena si esca d’un niente dal mondo delle auto e della guida spericolata – di emanare una luminosità obliqua, intermittente e inquietante, eppure non priva di “brillantezza”… Di sicuro in ciò Eddie è “aiutato” dal suo autore, e dalla grande capacità scrittoria e stilistica che Vachss dimostra nel libro, il quale veramente corre che è un piacere, non stanca mai e riesce pressoché sempre a coinvolgere il lettore nelle scenografie che le parole creano e vivificano; inevitabile, per questo motivo, complimentarsi anche con la traduzione di Luca Conti, che riesce a mantenere un ritmo sostenuto evitando cali di tensione di sorta.
Hard boiled o meno che sia, The Getaway Man – L’uomo della fuga è un romanzo che può godere della gran virtù di non essere mainstream ma di piacere a tanti; le atmosfere grigie e polverose della sua storia irritano lo sguardo ma attirano la mente, e coinvolgono parecchio, appunto, fanno salire il lettore in auto con Eddie o lo fanno accomodare accanto al ponte della sua autorimessa, cosicché gli si possa dare dello stupido farabutto senza futuro e al contempo aspettare con trepidazione che riaccenda il motore e riparta in qualche sua nuova folle corsa sulle strade.
Un bel libro; leggetelo, perché merita che siate direttamente voi a stabilire se concordare con queste mie opinioni, oppure no.

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