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Radio Thule # 15-09/10 in download: “VERDI RIFLESSI IRANIANI”: Iran, un anno dopo l’inizio della “rivolta verde”…

Radio Thule, anno VI, nr.15, lunedì 31 Maggio 2010:
VERDI RIFLESSI IRANIANI
Ovvero: Iran, un anno dopo la cosiddetta “rivolta verde” che ha scosso il paese dopo le contestate elezioni presidenziali del 12 Giugno 2009… Cos’è accaduto veramente? Perchè è accaduto? E qual’è la situazione reale ora che i riflettori dei media internazionali si sono pressoché spenti?

> Per ascoltare o scaricare il file audio, clicca sul logo di Radio Thule o sul titolo della puntata qui sopra.

Ospiti in studio: Lorenzo Manenti e Mehdi, esponente dell’Associazione degli Studenti Iraniani di Milano (A.S.I.MI)

Gli argomenti: è trascorso un anno dall’inizio della cosiddetta “Rivoluzione Verde”, ovvero dalle proteste popolari che hanno fatto seguito alle contestate votazioni presidenziali del Giugno 2009 e alla rielezione di Mahmud Ahmadinejad alla guida della Repubblica Islamica dell’Iran. Tutto il mondo ha potuto vedere quanto di tragico accadde in quei giorni a Teheran e nelle principali città iraniane, grazie soprattutto ai social network del web e ai nuovi media che seppero aggirare le varie censure del potere, ma anche la stampa “istituzionale” dette parecchio spazio alle vicende in corso. Poi, come sovente accade, i riflettori della stampa si sono via via spenti, l’attenzione si è spostata soprattutto sulla questione nucleare dando l’impressione che la situazione sociale si sia sostanzialmente calmata e normalizzata…
Ma cosa è successo veramente in Iran nell’ultimo anno? Cosa ha causato i fatti e le violenze che hanno scosso uno dei più importanti paesi mediorientali e turbato le coscienze di molti in Occidente? Qual’era la situazione sociale iraniana prima del Giugno 2009, e qual’è quella attuale? E tale situazione si è veramente calmata, o le proteste continuano tutt’oggi?
Per rispondere a tutto questo Radio Thule, grazie al prezioso aiuto di Lorenzo Manenti, artista bergamasco che ha basata la propria ricerca artistica proprio sulla storia, la cultura e la società mediorientale, in questa puntata ospita un esponente dell’Associazione degli Studenti Iraniani di Milano (A.S.I.MI), testimoni autoctoni e diretti della situazione iraniana e dunque, più di chiunque altro, in grado (e in diritto) di poter raccontare la realtà dei fatti…
Il tutto come sempre, in perfetto stile Radio Thule: con chiarezza, semplicità, un pizzico di necessaria ironia, e la consueta selezione musicale (per di più locale, questa volta!) di alta qualità.

> Guarda qui l’elenco di alcuni dei post che Cronache da Thule ha dedicato alla “questione Iran”.

Inoltre, per i nostalgici, da non dimenticare la “tradizionale” replica della puntata su RCI Radio ogni domenica alle ore 13.00!

N.B.: prossimo appuntamento (ultimo della stagione!) con Radio Thule, lunedì 14 Giugno 2010.

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Questa sera, ore 21.00, live su RCI Radio e in streaming, RADIO THULE: “VERDI RIFLESSI IRANIANI”, Iran, un anno dopo l’inizio della Rivolta Verde…”

Questa sera, ore 21.00, live su RCI Radio e in streaming:
RADIO THULE, anno VI, puntata #15:
“VERDI RIFLESSI IRANIANI”
Ovvero: Iran, un anno dopo la cosiddetta “rivolta verde” che ha scosso il paese dopo le contestate elezioni presidenziali del 12 Giugno 2009… Cos’è accaduto veramente? Perchè è accaduto? E qual’è la situazione reale ora che i riflettori dei media internazionali si sono pressoché spenti?

Per ascoltare RADIO THULE in streaming dal tuo pc clicca QUI. E da domani, qui sul blog, il podcast della puntata! Quindi, in un modo o nell’altro: stay tuned!

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Booknews da Nottetempo: “Quando la rivoluzione verrà avremo tutti lo skateboard”, un libro di Said Sayrafiezadeh

logo_nottetempo

presenta:

QUANDO LA RIVOLUZIONE VERRÀ AVREMO TUTTI LO SKATEBOARD
di SAID SAYRAFIEZADEH

Uno dei dieci migliori libri del 2009 nella selezione di Dwight Garner, del New York Times.

Figlio di un iraniano e di un’ebrea statunitense, Said è nato alla fine degli anni sessanta, mangia carote e yogurt, guarda la tv di nascosto, trascorre le vacanze partecipando a incomprensibili raduni politici. E soprattutto, al contrario dei suoi coetanei, non possiede uno skateboard. Il motivo di tanta originalità? Said è figlio di comunisti: un padre che sembra Che Guevara, una madre che promette gli skate solo quando il proletariato vincerà.
Con un ritmo veloce e brillante, e la capacità di cogliere gli aspetti piú strambi dell’esistenza, l’autore ci sorprende col racconto autobiografico di una giovinezza irregolare, trascorsa in attesa di una rivoluzione sempre imminente e sempre rinviata.
Traduzione di Elisa Comito.

Il linguaggio di Sayrafiezadeh ha la ferocia e il sense of humour di un racconto di Charles Dickens”. Paula Fox.
Un libro d’esordio eccellente, preciso come un orologio”. Dwight Garner, The New York Times.

Said Sayrafiezadeh (New York, 1968), scrittore e drammaturgo statunitense, è nato da padre iraniano e madre americana, entrambi membri del Partito dei Lavoratori Socialisti. Quando verrà la rivoluzione avremo tutti lo skateboard è il suo primo romanzo, accolto con entusiasmo dalla critica.
Leggi qui sotto tutta la rassegna stampa americana: http://www.sayrafiezadeh.com/Reviews.html

Dettagli:
Collana: narrativa
Prezzo: 18 euro
Pagine: 336
Uscita: 4 febbraio

Per ogni altra informazione:
Nottetempo, via Zanardelli 34, 00186 Roma, tel/fax 06.68308320
www.edizioninottetempo.it

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Forza Iran! FREE IRAN EVER!

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Se il mondo sembra dare poca importanza e attenzione a quanto sta succedendo da mesi in Iran – dimenticandosene in fretta per seguire molte altre più futili notizie, certamente a Thule si gode di maggior memoria e lucidità su tali questioni, e dunque Cronache da Thule, che ha eletto l’Iran come esempio di quella rivendicazione di libertà che in molti luoghi del mondo viene negata e repressa con violenza da regimi dittatoriali e sanguinari (chi segue il blog ricorderà come abbia più volte trattato anche di Tibet e di Birmania, come più saltuariamente di altre situazioni geopolitiche simili) torna nuovamente a ricordare come fa ora qui che, in quei luoghi, c’è chi lotta, soffre e sovente muore per ottenere quanto noi quasi non sappiamo nemmero riconoscere e considerare, ovvero la più giusta, naturale, umana libertà vitale…
Nella speranza che l’imminente anno 2010 non debba ancora “portarsi” con sé i criminali che attualmente comandano l’Iran, e che questo meraviglioso paese ritrovi una propria dimensione di libertà e democrazia! Thule è con i ragazzi che in queste ore combattono in piazza per la libertà dell’Iran:
FREE IRAN EVER!

Per restare constantemente informati sulla situazione in Iran:
> www.osservatorioiraq.it, (qui la sezione iraniana del sito).
> http://globalvoicesonline.org/ (in inglese, ma con sezione anche in italiano)
> La sezione dedicata all’Iran nel sito del Guardian (in inglese)

> Guarda gli altri post che Cronache da Thule ha dedicato all’Iran

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Modo Infoshop, Bologna: domenica 20/09 ore 19.00, Payam Jahanmani suona il tar

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Domenica 20 Settembre 2009, ore 19.00:

Payam Jahanmani suona il tar

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Payam Jahanmani è nato a Tehran nel 1981. Diplomato presso il conservatorio musicale di Tehran e laureato in arti musicali, è stato allievo del grande maestro Hossein Alizadeh e fin dai primi esordi si è distinto come uno tra i suoi migliori allievi. Il tar, liuto persiano a sei corde, è tra gli strumenti più colti e complessi nel panorama musicale persiano. Ha pubblicato con il prestigioso “Mahoor Istitute of culure and art” di Tehran due album: Raha (Liberated) ed Didar (Encounter). Di prossima uscita un nuovo progetto. E’ in Europa per un mini tour ed a Bologna per un breve concerto promozionale. La sua energia e la giovane età lo spingono a reinterpretazioni del repertorio tradizionale che si distinguono per il virtosismo, lo stile fresco e moderno. Unica data in Italia.

Sul web: www.payamjahanmani.com

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Per ogni ulteriore dettaglio:
MODO infoshop – Interno 4 Bologna
Via Mascarella, 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
info@modoinfoshop.com
www.modoinfoshop.com
www.myspace.com/modoinfoshop

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Free Iran ever! (#2)

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Se già il mondo ricorda con difficoltà ciò che è successo (e che sta ancora succedendo) in Iran, certamente a Thule si gode di maggior memoria e lucidità su tali questioni, e dunque Cronache da Thule, che ha eletto l’Iran come esempio di quella rivendicazione di libertà che in molti luoghi del mondo viene negata e repressa con violenza da regimi dittatoriali e sanguinari (chi segue il blog ricorderà come abbia più volte trattato anche di Tibet e di Birmania, come più saltuariamente di altre situazioni geopolitiche simili) tornerà periodicamente a ricordare come fa ora qui che, in quei luoghi, c’è chi lotta, soffre e sovente muore per ottenere quanto noi quasi non sappiamo nemmero riconoscere e considerare, ovvero la più giusta, naturale, umana libertà vitale…
Dunque:
FREE IRAN EVER!

Per restare constantemente informati sulla situazione in Iran:
> www.osservatorioiraq.it, (qui la sezione iraniana del sito).
> http://globalvoicesonline.org/ (in inglese, ma con sezione anche in italiano)
> La sezione dedicata all’Iran nel sito del Guardian (in inglese)

> Guarda gli altri post che Cronache da Thule ha dedicato all’Iran

Un video-contributo sull’Iran, a cura di Lorenzo Manenti*:

*: Cronache da Thule ringrazia Lorenzo Manenti il quale, come già anticipato nel post precedente sull’argomento, aiuterà il blog in questa opera di “illuminazione mnemonica” sull’Iran e la sua vicenda. Lorenzo Manenti ha incentrato buona parte della propria ricerca artistica sulla storia, la cultura e la simbologia mitica mediorientale, che ha più volte conosciuto direttamente: dunque, è di sicuro una persona in grado di aiutare il blog a conoscere e capire meglio quella realtà, della quale l’Iran è fulcro politico e sociale.

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Free Iran ever

bandiera_iran

Se già il mondo ricorda con difficoltà ciò che è successo (e che sta ancora succedendo) in Iran, certamente a Thule si gode di maggior memoria e lucidità su tali questioni, e dunque Cronache da Thule, che ha eletto l’Iran come esempio di quella rivendicazione di libertà che in molti luoghi del mondo viene negata e repressa con violenza da regimi dittatoriali e sanguinari (chi segue il blog ricorderà come abbia più volte trattato anche di Tibet e di Birmania, come più saltuariamente di altre situazioni geopolitiche simili) tornerà periodicamente a ricordare che, in quei luoghi, c’è chi lotta, soffre e sovente muore per ottenere quanto noi quasi non sappiamo nemmero riconoscere e considerare, ovvero la più giusta, naturale, umana libertà vitale…
Dunque: FREE IRAN EVER!

Per questo post, il blog vi segnala un interessante sito, www.osservatorioiraq.it, che si prefigge di dare le notizie sul Medioriente che non fa notizia – come recita la sua testata – e che, nonostante il nome, segue appunto l’intero Medioriente, pubblicando articoli di giornali provenienti da tutto il mondo e tradotti in italiano, riguardanti la maggior parte degli stati mediorientali, ordinati per paese e per temi.
In esso, dunque, vi potrete trovare moltissimi articoli sull’evolversi della situazione iraniana, sempre con costante aggiornamento (qui la sezione iraniana del sito).

> guarda gli altri post che Cronache da Thule ha dedicato all’Iran

N.B.: un doveroso e caloroso grazie vada fin d’ora a Lorenzo Manenti che, come constaterete in futuro, aiuterà il blog in questa opera di “illuminazione mnemonica” sull’Iran e la sua vicenda.

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