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“Installazione modulare”: un video per conoscere e comprendere meglio il progetto “scatolare” di Alex Dorici

Cronache da Thule si è occupato più volte della ricerca artistica di Alex Dorici: ultima occasione per farlo è stato il progetto Installazione Modulare con la relativa esposizione. Ora, per comprendere ancora meglio tale progetto anche e soprattutto da parte di chi non ha potuto visitare l’esposizione, ecco un illuminante video che gira su youtube, grazie al quale lo studio di vere e proprie elaborazioni strutturali tridimensionali compiuto da Alex Dorici per il suddetto progetto diventa, grazie alle immagini, assolutamente chiaro!
Buona visione…:

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Dal 17 al 24/06 allo Spazio PRIMA MATERIA di Milano “Indagini sul presente”, la nuova mostra del collettivo Figurazione Indipendente


IED (improvised explosive device), stampa ink jet, collage, acrilico, lettere adesive, gessetti,acetato, vernici, scotch, acrilico su tavola, cm.38,4×102,5

Spazio PRIMA MATERIA
Via Giacosa 39, Milano:

INDAGINI SUL PRESENTE
a cura di Elisa Genna

Luciano Evarchi
Lorenzo Manenti
Maria Turner
Carmelo Violi
Renè Pascal

Opening: 17 giugno 2010, ore 19.00
(concerto di musica classica del Maestro Damiano di Gangi, Flauto, accompagnato dal Maestro Lucio Nanni, Clavicembalo )

Figurazione Indipendente è un’avanguardia senza manifesto, un’avanguardia contemporanea. Quindi niente programmi, teoremi, dogmi a cui rimanere fedeli per raggiungere un qualsivoglia scopo. I ragazzi (prima che artisti, o in quanto tale artisti) rimangono fedeli a se stessi e alla contemporaneità, e su questi due poli si sviluppa un lavoro/tanti lavori che spontaneamente convergono. La mia sensazione, nel breve tragitto che ho percorso insieme a loro, è che si tratti appunto di un nuovo genere di avanguardia: rizomatica, non concentrata ma sparsa, imbevuta e penetrata-penetrante totalmente nel multistrato del nostro inafferrabile presente. E in quanto tale anche aperta, a nuove influenze, nuove amicizie, nuove compenetrazioni, in un continuo definirsi e ridefinirsi. Ogni anno si presenta, fatale e fortuito, un momento non cercato ma accolto e cavalcato, per rincontrarsi e confrontarsi. Indagini sul Presente è la nuova mostra di Figurazione Indipendente: nello spazio al 39 di via Giacosa a Milano lo spettatore si trova di fronte ad una molteplicità di opere, che sono molteplici visioni del reale: i lavori si susseguono senza una logica stilistica o cromatica, enfatizzando un senso del caos che pensavamo di aver lasciato fuori dalla porta.
Questo spazio espositivo non è uno spazio protetto, ma estremamente esposto. Ci sono immagini di maschere che risalgono la corrente del tempo e portano addosso l’odore della polvere, bambole mutilate e coloratissime, paesaggi di guerra in formato pop, volti in un primo piano imbarazzante, dove la carne e i lineamenti sembrano esplodere sotto il peso di un’interiorità fatta di troppa vita vissuta, esperienze, gioie e dolori, e teche che nascondono rose e parole di sofferenza, come piccole tombe, di neonati mai nati, solo vite rubate; matite scarnificate o colorate e un vasetto traboccante di semi mai piantati e caduti su un terreno sterile, o abbarbicati e destinati a non portare frutto. Con un tocco di sarcasmo altri oggetti scattano istantanee sulla nostra società e due monitor ci raccontano di un presente sfalsato, in cui immagini lontane narrano di guerre sconosciute di cui siamo tutti colpevoli, o un corto circuito ci rivela quanto la realtà, o quello che ci viene dato in pasto come tale, sia fittizia e non univoca. Damiano e Lucio suonano all’inaugurazione il flauto dolce e il clavicembalo, e io mi trovo qua a scrivere questo testo chiacchierando con Maria Turner e Fabio, ascoltando musica spagnola e mangiando su un tavolino basso, coperto da una stoffa etnica. E’ tutto estremamente chiaro in tutta questa confusione e più che guardare la corrente da lontano è un tuffarsi dentro, quello che stanno facendo questi artisti, per non vedere tutto, ma un singolo frammento, che però sia vero e custodibile, e che qualcuno possa ricordare. Grazie a Figurazione Indipendente (Luciano Evarchi, Fabio Loda, Lorenzo Manenti, Maria Turner, Carmelo Violi), René Pascal, Damiano e Lucio.

Elisa Genna

Dettagli generali:
Fino al 24 giugno 2010
Dal lunedì al venerdi dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00; sabato e domenica chiuso.
Catalogo edizioni PISCINA COMUNALE, grafica a cura di Fabio Loda.
Info:
tel.3663210746
e-mail: marelli_maurizio@libero.it

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“Prospettive informali” e “Installazione modulare”: tra Maggio e Giugno, a Lugano e Castagnola, due nuove mostre per Alex Dorici

Durante il mese di maggio e giugno Alex Dorici presenta due esposizioni che avranno luogo contemporaneamente.
La prima dal titolo “Prospettive informali” si svolge presso lo spazio espositivo e atelier personale dell’artista “Artelier” in via Bosi 12 a Lugano.
Dorici presenta al pubblico le sue ultime opere pittoriche dove l’artista torna alla riflessione sul tema geometrico, seguendo una sua personale visione di spazio e prospettiva, un tema già affrontato da Dorici e ora ripreso con maggiore consapevolezza e occhio critico.
L’esposizione pittorica crea un ponte ideale con la seconda esposizione allestita, a partire da venerdì 28 maggio presso l’Ex sala del Municipio di Castagnola, dal titolo “Installazione modulare”.
Questa disciplina ha assunto un ruolo importante nella ricerca artistica di Dorici poiché attraverso l’installazione riesce a lavorare sulla tridimensionalità e sull’evoluzione di un elemento anche ripetuto all’interno o all’esterno di uno spazio.
Da che l’artista ha iniziato a lavorare nell’ambito delle installazioni ad oggi il suo metodo di lavoro è sempre stato in continua evoluzione .
L’artista desidera dunque invitare il pubblico a scoprire questa sua nuova installazione diversa dalle altre proposte sin qui.

Dorici, sin dall’infanzia, nutre una singolare curiosità rivolta alla creazione di ambienti e alla loro modificazione; con instancabile tenacia da bambino trascorre intere giornate a inventare costruzioni di ogni sorta, per poi disfarli e ricrearli in modo sempre diverso. Nel percorso artistico di Alex Dorici questo comune gioco infantile si trasforma tuttavia in qualcosa che oltrepassa il mero divertimento, delineandosi in un’attenta indagine sulle molteplici forme che definiscono gli spazi in cui ci inseriamo e l’impatto che esse sprigionano sull’ambiente e sulla percezione dello stesso. Con un metodo compositivo affine al gioco sopracitato Dorici trova un personale modulo di partenza che si presta perfettamente all’allestimento delle sue suggestive installazioni, identificandolo in una semplice scatola di cartone. Non a caso l’intero progetto di questa serie di opere, di cui l’installazione in mostra costituisce la quinta tappa, è chiamato ”Moduli in movimento”. In quest’opera Dorici riduce l’azione artistica alla pura composizione per elementi modulari tralasciando l’intervento pittorico che invece connota le prime esperienze in questo campo. La pregnanza dell’opera e l’impatto all’interno dell’ambiente è quindi costituito dalla ricerca compositiva che si articola nel gioco di volumi, nell’assemblaggio di moduli identici tra loro, anonimi e neutri, che via via danno vita ad una trasformazione dello spazio dell’ex-Municipio di Castagnola. In questo caso particolare, la suddetta trasformazione non si limita ad agire unicamente nell’ambiente, ma sull’installazione stessa: si tratta infatti di un’opera in movimento. Nel corso delle due settimane di esposizione l’artista, partendo dalla forma originaria visibile nei primi giorni della mostra, interverrà sull’opera modificandone l’ossatura, al fine di produrre un nuovo ambiente finale. Con questo tipo di azione in progress – che si potrebbe quasi individuare come una fusione dei concetti di installazione ambientale e performance – Dorici pone l’attenzione sulla sorprendente e talvolta quasi inafferrabile rapidità con cui il mondo, lo spazio in cui scorre la vita muta davanti allo sguardo stupefatto dei nostri occhi. Arricchendo l’Opera d’Arte e la sua fruizione di dinamismo e intrigante imprevedibilità, l’artista le conferisce in questo modo un potenziale di eterno mutamento. Si annullano così i concetti di scomposizione come condizioni irreversibili, poiché esse esistono solo in qualità di strumenti per attuare una rinascita, lo sbocciare di una nuova opera, a sua volta protratta verso ulteriori possibili forme. Un’opera impegnativa e coinvolgente che necessita di una presenza ripetuta da parte del pubblico per essere completa, poiché solo attraverso la percezione esterna è possibile rendere reale il cambiamento e concretizzare l’essenza cangiante della sua natura.

Con il quinto intervento del Progetto Scatole Alex Dorici si appropria degli interni dell’ex-municipio di Castagnola plasmandone lo spazio attraverso un’installazione in continuo movimento. L’artista invita il pubblico ad esplorare il nuovo corpo di una stanza dell’edificio e a partecipare all’evoluzione che di giorno in giorno porta una struttura spaziale composta da 7000 (QUANTE?) scatole di cartone a fondere i suoi volumi con l’architettura esistente stravolgerne la percezione. Come in una città moderna strade, spazi e forme si alterano, si spostano, si ingrandiscono creando nuove atmosfere e imboccando direzioni di cui prima s’ignorava l’esistenza. Così l’opera si fa metafora dell’istinto che spinge l’uomo a reinventare gli spazi in cui abita, a farli propri e a plasmarli secondo i bisogni e lo spirito del Tempo in cui vive, in un continuo mutamento che si protrae verso infinite possiblità. Nel piccolo mondo di una stanza l’interiorità dell’artista e l’espressione di una necessità collettiva si concretizzano in un lavoro in progress, una performance che chiamerà le persone ad assistere al lavoro di Dorici e all’evolversi dell’opera, che potrà dirsi definitivamente completa nella sua essenza cangiante solo dinnanzi agli occhi del pubblico, senza il quale essa rimarrebbe un cenno sfuggito, un’idea impolverita, un bellissimo oggetto privato del suo significato, degli sguardi e dei corpi che lo fanno esistere.“.
(Dal testo critico scritto da Viviana Rossi)

Dettagli:

Prospettive informali
c/o Artelier, via Bossi 12, Lugano.
Dal 27 maggio al 19 giugno 2010.
Vernissage: giovedì 27 maggio dalle ore 18.
Orari di apertura dal lunedì al mercoledì dalle 15 alle 18.
Su appuntamento allo +41 (0)76-398.43.77.

Istallazione modulare
Castagnola, ex sala del Municipio, via Rivera 36.
Dal 28 maggio al 12 giugno 2010.
Vernissage: venerdì 28 maggio – finissage sabato 12 giugno.
Orari di apertura: dal giovedì al sabato dalle 18 alle 21.
Su appuntamento allo +41 (0)76-398.43.77.

Per ogni ulteriore informazione:
www.alexdorici.ch
info@alexdorici.ch
Tel.: +41 (0) 76-398.43.77

> Scarica qui il testo ALEX DORICI – Frammenti lineari di un’arte incisiva sulla sua opera artistica, a firma dello scrivente.

> Leggi tutti i post che Cronache da Thule ha dedicato ad Alex Dorici.

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A arte Studio Invernizzi, Milano: dal 20/05 al 16/07/2010 “Ricostruttivi. Progetto Invernizzi 2009-2010”, mostra personale site-specific di Nicola Carrino

A arte Studio Invernizzi inaugura giovedì 20 maggio una mostra personale di Nicola Carrino che presenta Ricostruttivi. Progetto Invernizzi 2009-2010, un lavoro appositamente creato per gli ambienti della galleria.

Nicola Carrino (Taranto, 1932) inizia ad esporre nel 1952 dopo gli studi di ingegneria e nel 1962 è uno dei fondatori, insieme a Giuseppe Uncini, del Gruppo I di Roma. A partire da quegli anni sviluppa progetti di sculture con risoluzioni ambientali in relazione al contesto urbano, al paesaggio e agli edifici pubblici. È invitato con una sala personale alla Biennale di Venezia nel 1970 e nel 1986. Dal 2009 è presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca di Roma.

La ricerca di Nicola Carrino parte dalla premessa che “per ricostruire è necessario tornare al semplice” e i Ricostruttivi, come i precedenti Costruttivi e Decostruttivi, sono sistemi plastici aperti, componibili e trasformabili nel tempo e nello spazio e per loro natura formale si aggregano volumetricamente e distributivamente su reticoli spaziali modulari di ordine ortogonale o diagonale, muovendosi su linee di raccordo attivanti il campo di azione”.

I Ricostruttivi realizzati per questa mostra, 6 in acciaio inox e 3 in acciaio corten – ognuno del peso di kg 270 – sono costituiti da elementi modulari parallelepipedi di cm 75x75x300, ottenuti dalla scomposizione di un blocco originario di cm 225x225x300.
Al piano rialzato della galleria, il complesso formale risultante dalla successione di 3 moduli, viene presentato in modo estensivo e planimetrico secondo un semplice schema di due T mentre, al piano inferiore, lungo la diagonale di attraversamento dello spazio-luogo, si raccordano due blocchi che si sviluppano in imponente elevazione in rapporto all’altezza dell’uomo che le vive in percorribilità.
Negli altri ambienti espositivi del piano superiore vengono presentati altri 3 rilievi a muro della serie Decostruttivi, opere del 2006, realizzate in acciaio inox e ferro grecato.

In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo bilingue con un saggio introduttivo di Giorgio Verzotti, un testo di Nicola Carrino, la riproduzione delle opere esposte in mostra, una poesia di Carlo Invernizzi e un aggiornato apparato bio-bibliografico.

Informazioni generali:
MOSTRA: Nicola Carrino. Ricostruttivi. Progetto Invernizzi 2009-2010.
SEDE: A arte Studio Invernizzi Via D. Scarlatti 12 Milano.
CATALOGO CON SAGGIO DI: Giorgio Verzotti.
INAUGURAZIONE: giovedì 20 maggio 2010 ore 18.30.
PERIODO ESPOSITIVO: 21 maggio 2010 – 16 luglio 2010.
ORARI: da lunedì a venerdì 10-13; 15-19, sabato su appuntamento.

Per ogni altro dettaglio:
A arte Studio Invernizzi
Via D. Scarlatti 12 – Milano
Tel./Fax 02.29402855
info@aarteinvernizzi.it
www.aarteinvernizzi.it

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Fabbrica del Vapore, Spazio Nono 1, Milano: dal 06 al 26/06 “Le Meduse”, la mostra collettiva costitutiva di un movimento di artisti “urticanti”…

Le Meduse

Dal 6 al 26 maggio 2010 presso lo Spazio Nono 1 alla Fabbrica del Vapore di via Procaccini, 4 a Milano si terrà la prima mostra costitutiva del movimento Le Meduse.

Nel centenario del Futurismo, avvalendosi del catalogo della Giampaolo Prearo Editore, storica casa editrice che per prima ha pubblicato un libro della Transavanguardia, sei artisti si riuniscono per dare testimonianza di una tensione creativa diffusa nell’arte giovanile.
Si tratta di una presa di coscienza su una sensibilità condivisa da tutti i componenti. Le Meduse sono “gli artisti urticanti”, che vogliono lasciare il segno, smuovere gli animi nei confronti del male e del malessere della società contemporanea. Attenti all’attualità, la reinterpretano attraverso una figurazione di ispirazione classica, tragica o ironica.
Non a caso l’ente promotore della mostra è l’associazione onlus “Amici di Scarp de Tenis” che da sempre si impegna nel sociale per promuovere l’integrazione e il recupero degli emarginati.
Il movimento ha un padre spirituale, Giovanni Cerri, che fa da guida ai più giovani, insieme al teorico e fondatore del gruppo, il critico d’arte Vera Agosti. Cerri esplora la realtà della metropoli milanese che diventa simbolo di ogni città del mondo occidentale, stabilendo lo stretto legame del movimento con Milano, dove la maggior parte degli artisti in mostra studia, vive e lavora. E ancora le eroine di Anna Madia, le scherzose estroflessioni di Maurizo Cariati, i personaggi lirici e ironici di Andrea Riga, la riscoperta dei reperti trafugati dall’Iraq di Lorenzo Manenti, nel suo altare video contro la guerra e l’installazione di Jaya Cozzani, in memoria della caduta del Muro di Berlino, dedicata alla solitudine contemporanea.
Si ringrazia Alan Rizzi, l’Assessore allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano che ha reso possibile l’iniziativa.

Infos generali:
Con il patrocinio e il contributo del Comune di Milano
A cura di Vera Agosti
Promosso dall’Associazione onlus amici di Scarp de Tenis
Fabbrica del Vapore – Spazio Nono 1
Via Procaccini, 4 – 20154 Milano
6-26 maggio 2010
Inaugurazione su invito 5 maggio ore 19
orari: lunedì-venerdì: 10-13 e 15-19
sabato: 10-13 e 14:30-16:30
catalogo: Prearo Editore
info: amicidiscarpdetenis@caritas.it
ufficio stampa: gabriella.polifroni@comune.milano.it
tel: 02.884.56063
Progetto espositivo a cura di:
Stefano Vazzana, Beatrice Vazzana, Erica Rodolfi

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Galleria d’Arte 18, Bologna: dal 29/04 al 12/05 “Italians Do It Better”, rassegna collettiva Basilea/Bologna

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La Galleria 18
Via San Felice n.18, Bologna
presenta

Italians do it Better

Giovedì 29 aprile 2010, ore 20:30
Presenta: il critico d’Arte Prof. Franchino Falsetti

Dopo la rassegna di Basilea, giovedì 29 aprile alle 20:30 vernissage per la Mostra Collettiva dal titolo “Italians it to Better” presso la Galleria d’Arte 18, uno degli spazi più originali e d’avanguardia dell’Arte a Bologna. Presenta la Mostra il critico d’Arte Prof. Franchino Falsetti.

Scheda tecnica
Periodo: dal 29 aprile al 12 maggio 2010
Luogo: Galleria d’Arte 18, Via San Felice 18, 40122 Bologna
Inaugurazione: Giovedì 29 aprile 2010 ore 20:30
Ingresso: gratuito
Orari: dal lunedì al venerdì: 10.00-19.00; sabato 15.00-19.00.
Artista in mostra: Collettiva

Infos:
GALLERIA 18
via S. Felice, 18 – 40122 Bologna
Tel. 051 40 70 368
www.galleriadarte18.it Orari: mart./ven. 10.00-19.00, sab. 15.00-19.00

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Wannabee Gallery, Milano: dal 22/04 al 19/05/2010 “Cronaca Rosa”, mostra personale di Vania Elettra Tam

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(clicca sull’immagine per una versione di migliore qualità)

…Un mondo, quello immaginato da Vania Elettra Tam, dove è concesso a chiunque, con pochi mezzi e molta fantasia, di sentirsi dea o diva, santa o peccatrice, popolana o regina.
La Tam non lascia nulla al caso e compone le sue tele con una maniacale attenzione per i particolari e per la definizione degli interni, dove ogni elemento è scelto e studiato seguendo un complesso sistema di riferimenti, rimandi e nessi logici che ricordano da vicino la complessità iconografica della pittura fiamminga.
Non bisogna però farsi ingannare dall’ironia e dalla geniali trovate della nostra artista: Vania, che presta in maniera enigmatica i propri tratti somatici alle protagoniste delle sue opere, si nasconde dietro un velo di leggerezza, dietro al sorriso che increspa le labbra mentre si osservano i suoi lavori, spinta dal pudore di non dichiarare la drammatica realtà che si cela all’origine della sua ricerca.
La vera protagonista dell’opera della Tam è la solitudine, una solitudine quasi tattile che spinge alla follia, che invita a desiderare a tal punto la fuga da creare una realtà parallela ed epica dove, per una volta, si possa essere protagonisti e non anonimi spettatori.
L’eccezionalità e l’unicità del lavoro di Vania Elettra Tam, tralasciando per un momento l’alta qualità formale, risiede proprio nel difficile equilibrio che l’artista è riuscita a creare tra un linguaggio che predilige la cifra espressiva dell’ironia e una ricerca contenutistica che veicola temi dolorosi come quelli della solitudine e del ruolo della donna in seno ad alcune particolari realtà culturali e sociali…
“. Igor Zanti.

Chi è Vania Elettra Tam…

Infos:
Wannabee Gallery
via Thaon de Revel 3, Milano
be@wannabee.it
www.wannabee.it
tel. 02.365.187.33

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