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La recensione di “The City of Simulation | La Città della Simulazione” su ChainDLK.com, il più grande sito web di musica elettronica del suo genere

Il website ChainDLK.com, il più grande nel suo genere per la musica elettronica e le arti collegate con ben 30.000 contatti unici mensili, ha pubblicato un’altra e moooolto bella recensione di The City of Simulation | La Città della Simulazione, a firma Adern X:

Cliccando sull’immagine potete leggere la pagina web originale nel sito di ChainDLK, oppure potete anche scaricare la recensione QUI, in file pdf.

Ogni utile dettaglio, testi critici, credits, rassegna stampa completa, immagini, video, audiosamples e molto altro nel sito web del progetto, www.lacittadellasimulazione.com. Visitatelo!

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La recensione di LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA su Napolimisteriosa-Autori

Cliccando sull’immagine potrete leggere la recensione di LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA pubblicata sul blog di cultura e arti Napolimisteriosa.

Per sapere tutto su LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA, cliccate QUI.

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Achille Campanile, “Celestino e la Famiglia Gentilissimi”

Leggere Achille Campanile è imprescindibile per chiunque voglia conoscere in modo considerabilmente valido la letteratura italiana, e non solo quella di natura umoristica. E se Campanile divenne noto soprattutto come grande umorista, il pensarlo e identificarlo solo in questa maniera sminuirebbe oltre ogni accettabile limite uno dei più grandi scrittori in lingua italiana del Novecento, maestro in quella particolare virtù letteraria del far ridere e al contempo far pensare – così come dovrebbe sempre essere lo humor: non un giochetto di battute fini a sé stesse, gettate lì soltanto per strappare una mera e sovente risata, ma viceversa una delle più affilate e letali armi di critica sociale (e non solo) che l’arsenale letterario presenta, efficace come forse nessun altra quando si tratti di puntare l’indice contro qualcosa che altrimenti la mente comune confonderebbe in mezzo a tutta l’altra becera normalità…
Celestino e la Famiglia Gentilissimi (BUR, con introduzione di Barbara Silvia Anglani) è un delizioso esempio di quanto appena affermato, un’opera tanto leggera e “tranquilla” all’apparenza quanto feroce e mordace appena si vada oltre la prima superficiale lettura e il sorriso che essa suscita. E’ un umorismo che si può ben definire “d’altri tempi” (uscì nel 1942), quasi da testo fumettistico nella sua forma fatta da tanti capitoletti brevi e veloci come sketch teatrali – “ideale punto d’incontro tra teatro e narrativa” come giustamente recita la quarta di copertina – nei quali si raccontano le vicende di tale Celestino Rompiscatole (!) e del suo rapporto con la famiglia Gentilissimi, nobile e agiata famiglia di antico lignaggio, certo, ma anche di gran codardia e pochezza umana, tanto da non riuscire a liberarsi del seccatore Celestino pur tentando di farlo in tutti i modi, e avendo sempre la peggio… Un tema semplice, insomma, da raccontino per ragazzi, e infatti tanto banale parrebbe ad una lettura disattenta e svolta a mente spenta: ma dietro tale semplicità si vede perfettamente, e per prima cosa, tutta la grande fantasia e l’inventiva umoristica vulcanica di Campanile; poi, appena dopo, lo sguardo invero attentissimo, sagace e sarcastico su una certa parte della società italiana (si noti che siamo nel 1942, in piena era fascista!), sulla sua pusillanimità, su certe sue peculiarità che a tutt’oggi si possono facilmente ritrovare nel cosiddetto “italiano medio” (o italiota, come avrebbe detto Gianni Brera)… Mi è parso anche di capire che Campanile, col prendere di mira una tal famiglia aristocratica con tutta la propria vuota vita di rendita, punti lo sguardo sulla decadenza di una italica alta borghesia, tutto sommato a quei tempi ancora importante nella società, probabilmente ben ammanicata col potere dittatoriale fascista, ma in realtà priva di quel nerbo necessario alla costruzione di una civiltà nazionale forte e moderna; nerbo che in fondo manca anche a Celestino, il rompiscatole di cognome e di fatto che vive a scrocco dei Gentilissimi senza pudore alcuno – e quanti simili individui si possono trovare anche oggi, nella società italiana, bravi ed efficaci parassiti attaccati saldamente al “corpo” del potere dominante?
Non si può poi dimenticare il gustoso stile di scrittura di Campanile, la sua bellezza, il continuo gioco degli equivoci, i doppi sensi, le situazioni surreali, e tutto il resto che compone il suo umorismo: d’altri tempi, certo, da apparire candido rispetto a quello contemporaneo, ma quanto in verità meno banale, più raffinato ed elegante, e mille volte più intelligente?
Una lettura caldamente consigliata, insomma! Per quanto mi riguarda continuerò con assiduità l’esplorazione della produzione di Campanile, meraviglioso esempio di autore del quale il panorama letterario italiano contemporaneo DEVE sentire la mancanza…

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La recensione di “The City of Simulation | La Città della Simulazione” su Sands-zine

Anche Sands-zine, la webzine dedicata alla musica indipendente (e ad altre storie di (stra)ordinaria follia!) ha pubblicato una recensione – come uscita Top Now! – su The City of Simulation | La Città della Simulazione, a firma Etero Genio.

Potete leggerla nella sua completezza visitando il sito di Sands-zine oppure scaricarne direttamente il pdf cliccando sull’immagine qui sopra.
QUI potete invece trovare la cartella Press/Media completa con tutte le recensioni e gli articoli dedicati al progetto The City of Simulation | La Città della Simulazione.

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La recensione di “The City of Simulation | La Città della Simulazione” su sodapop.it

Dopo Rockerilla, anche sodapop.it, uno dei principali website italiani dedicati a musica e arti alternative, si è occupata di The City of Simulation | La Città della Simulazione, con una recensione a firma Andrea Ferraris

(Clicca sull’immagine qui sopra per leggere e scaricare la recensione in file pdf, oppure visita il sito sodapop.it cliccando sui link inseriti nel post)

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“The City of Simulation | La Città della Simulazione” su Rockerilla #357, Mag-Giu/2010

Sul numero 357 – 15 Maggio/15 Giugno 2010 di Rockerilla, la storica rivista italiana di musica, cinema, letteratura e arte, è pubblicata una recensione di The City of Simulation | La Città della Simulazione, a firma Vincenzo Santarcangelo.
Il numero 357 è già in tutte le edicole! Dategli un occhio!

Rockerilla sul web:
http://www.rockerilla.com
http://www.myspace.com/rockerillaweb
http://www.facebook.com/pages/Cairo-Montenotte-Italy/ROCKERILLA/

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Eduardo Mendoza, “Il Tempio delle Signore”

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Eduardo Mendoza è uno dei più rinomati e apprezzati scrittori spagnoli contemporanei, considerato una sorta di memoria critica della Spagna contemporanea ovvero dalla caduta della dittatura di Franco fino a oggi: e per questa visione della realtà iberica Mendoza ha sicuramente eletto la città di Barcellona come modello, facendola divenire lo sfondo di molte delle sue opere. Il Tempio delle Signore (Feltrinelli, traduzione di Michela Finassi Parolo), a sua volta, è piuttosto peculiare del suo modo di scrivere, che utilizza uno stile comico/ironico, a tratti surreale e strampalato, per evidenziare e acuire certe peculiarità della Spagna contemporanea, denunciandone certe ipocrisie e al contempo sbeffeggiandole con il citato umorismo fondante la sua scrittura.
Il Tempio delle Signore (ennesimo titolo non così attinente all’opera e piuttosto brutto, mi si consenta…) è la storia di un detective per caso, un uomo comune ex-detenuto in un manicomio criminale (ma bel lungi dal poter essere considerato un malvivente) che, ritrovatosi libero per un colpo di fortuna e reinventatosi coiffeur per signore nel negozio del cognato, si ritrova coinvolto nell’omicidio di un facoltoso uomo d’affari della cui figlia si infatua; in compagnia di industriali ambigui dal parentado ancor più ambiguo, politici corrotti, donne fascinose per secondi fini, sicari sfortunati e molti altri bizzarri personaggi, cercherà di risolvere il mistero del colpevole, in un susseguirsi di avventure inopinate e strampalati colpi di scena fino all’inaspettato epilogo finale…
Mendoza ricorda un Tom Sharpe molto più educato ed edulcorato; il suo umorismo è tranquillo, pacato e spesso surreale, e la nota sarcastica che lo contraddistingue è sicuramente immediata, più leggera che pungente – vuoi anche per una scrittura assai facile, scorrevole e sempre comprensibile. Forse la trama de Il Tempio delle Signore risulta in certi tratti un poco contorta, e viene a volte da tornare indietro per rimembrare la genesi di alcune delle situazioni narrate; inoltre può confondere anche l’ondeggiare costante tra comicità quotidiana – da satira politica, per intenderci – e ironia più surreale e campata per aria, evocativa ma meno ordinaria. Viene anche da pensare che Mendoza voglia mettere alla berlina le classi dominanti della città/modello Barcellona (vedi sopra) ma non la città stessa, tenuta sì sullo sfondo ma mai coinvolta in maniera più evidente: un segno di affetto per la (sua) città, insomma, e un rimprovero a chi le faccia rischiare una qualche caduta del fango – soprattutto alla parte politica, che più delle altre egli prende di mira nella storia…
In ogni caso, nel complesso Mendoza ha molti numeri per farsi apprezzare, certamente più che demeriti: Il Tempio delle Signore è divertente da leggere, a tratti (rari) anche spassoso; non è un capolavoro e nemmeno pretende di esserlo, tuttavia – anche grazie alla sua forma di “giallo umoristico” – potrà trovare molti fans, che troveranno la lettura gustosa e magari anche illuminante su certe realtà contemporanee comuni a tutto il nostro mondo, sulle quali risaputamente viene da ridere, sovente, per non dover piangere… E per quanto mi riguarda: sì,di Mendoza leggerò di sicuro ancora qualcosa, più avanti!

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