Archivi del mese: novembre 2007

A Cherasco, Piero Rasero

Ricevo&segnalo dall’attivissima “evvivanoé esposizioni d’arte”, galleria nel cuore del centro storico medievale di Cherasco, sotto i portici di via Vittorio Emanuele, al civico 56, abilmente diretta da Sara Merlini tanto da apparire come esemplare nella sua essenza e sostanza in un luogo come Cherasco, ricco di storia e cultura se pur “minuscolo” (7.000 abitati!) rispetto ad altri, e col quale denota un profondo legame fin dal particolare nome, un antico grido beneaugurante un tempo scambiato tra i cheraschesi, di cui parla Gina Lagorio nel suo libro “Tra le mura stellate”, definendolo «la benedizione sottointesa per tutto l’anno».

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Verso il mare di Liguria, olio su tela, cm 70×50

Piero Rasero in mostra a Cherasco
Dall’1 al 23 dicembre personale del Maestro paesaggista nella galleria “evvivanoè esposizioni d’arte” di Cherasco (Cuneo).
Vernissage sabato 1/12 ore 16.

Piero Rasero, di origini monferrine, è nato a Torino nel 1947; oggi vive e opera a Carmagnola (Torino), dopo aver vissuto per anni in diverse regioni d’Italia, con soggiorni nei principali paesi europei.
Predilige la pittura a olio, ma lavora anche in “olio magro” (un’antica tecnica risalente all’inizio del Novecento in cui i colori a olio sono diluiti fino a ottenere un effetto simile all’acquerello), litografie e serigrafie. Sei sue opere sono state riprodotte in poster, distribuiti in tutto il mondo.
Il Maestro è presente sulla scena pittorica nazionale da oltre quarant’anni, con la partecipazione a prestigiose Fiere ed Expo d’arte (l’ultima in ordine di tempo è ArtePadova, svoltasi a novembre), e ha allestito numerose personali anche all’estero: Francia, Monte Carlo, Germania, Finlandia, Regno Unito, Irlanda, Stati Uniti d’America.
Sue opere fanno parte di svariate collezioni private, anche al di fuori dell’Europa (Australia, Canada, Sudafrica, Stati Uniti, Venezuela) e sono presentate al Sharjah Art Museum degli Emirati Arabi Uniti, su invito del direttore Hisam Al Madhloum.
Centinaia di pubblicazioni tra volumi d’arte, enciclopedie, cataloghi e riviste specializzate -così come numerosi quotidiani e periodici- hanno parlato di lui; della sua attività artistica si sono interessati critici, giornalisti e scrittori.
La mostra ospitata da “evvivanoè esposizioni d’arte” propone alcune delle principali tematiche affrontate negli ultimi anni dal Maestro: le Langhe, dai caldi colori dell’autunno alla tranquillità delle nevicate invernali; assolati scorci della costa ligure e provenzale, tra vivaci bouganville in fiore e l’azzurro profondo del mare, e vedute della pianura piemontese, tanto cara all’artista.
Il pittore si presenta inoltre con alcune litografie dedicate a Cherasco, raffiguranti gli angoli più poetici della città.
L’esposizione inaugura sabato 1 dicembre alle ore 16 e prosegue fino a domenica 23 dicembre, con orario 16-19 dal mercoledì al sabato e 10-13; 15-19 la domenica. Ingresso libero; presente l’artista tutti i sabati e le domeniche.
La mostra è accompagnata da un folder informativo con riproduzioni delle principali opere esposte e testi critici selezionati.
Piero Rasero è rappresentato in permanenza da “evvivanoè esposizioni d’arte”, che ha già allestito le personali “Cielo, alberi, acqua – Il linguaggio degli elementi naturali viaggiando tra Langhe e Mediterraneo” e “Nel bel mezzo di un gelido inverno”.

Testi Critici
…Piero Rasero scandaglia le potenzialità del rapporto tra l’idea di solarità e la natura nella resa di paesaggi, sistemati sul piano compositivo con un equilibrio di toni cromatici che danno voce alle presenze fisiche del quadro, in mezzo a un silenzio melodioso di quelle porzioni di natura. L’opera invita lo sguardo a distendersi dalle evidenze in primo piano sulle prospettive lunghe dell’orizzonte, dove luce e colore convergono in una sintesi dagli effetti seducenti.
L’artista muove dalla consapevolezza di fissare la realtà sulla tela imprimendole quel guizzo lirico che la sospende in una posizione di incanto per I luoghi evocati, ma soprattutto di estraniazione dal mondo fisico proprio partendo da quei medesimi siti. In questo la pittura di Rasero realizza quel tratto di congiunzione fra la memoria e la fantasia, tra le esperienze acquisite e le sorprese del contemporaneo, così come egli lo vive a contatto con il reale…
”. Enzo Santese.
…Piero Rasero si esprime tramite l’affrontare la bellezza del mare e le sue case assolate, estive, dove le bouganvillee avvolgono, in uno scialle rosso-giallo, i muri. Si direbbe che gli esterni di Rasero siano impregnati di un’atmosfera, di una sensibilità così segrete e toccanti per cui all’osservatore è chiaro quanta civiltà interiore vi sia in questi lavori, composizioni dov’è esaltata la semplicità della natura, mai declamata.
Dalle sue opere viene incontro un dolce presagio di serenità, grazie a una luce impalpabile e diffusa, intessuta da un senso di sospensione, di attesa misteriosa, di dolcezza calda, estiva…
”. Paolo Levi

Piero Rasero – Personale
Dal 1 al 23 Dicembre 2007
evvivanoè esposizioni d’arte
via Vittorio Emanuele 56, Cherasco (Cuneo)
telefono 0172-489508
Con il patrocinio della Città di Cherasco
web: www.evvivanoe.it, www.pierorasero.it
email: esposizioni@evvivanoe.it
Vernissage: Sabato 1 Dicembre 2007, ore 16
Orari: Mercoledì-Sabato 16-19; Domenica 10-13 e 15-19
Ingresso libero

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Radio Thule #5 in download

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Radio Thule anno IV, nr.5, 26 Novembre 2007: “Cronache da Thule”, ovvero il magazine di Radio Thule, un interessante e originale mix di argomentazioni tra cultura, arte, musica, letteratura, cronaca. Radio Thule torna al format radiofonico in cui è nata e in cui ascoltare alcune di quelle realtà che tutti gli altri probabilmente non vi rivelano…
In questo numero/puntata del magazine Cronache da Thule, si disserta…:
– Dell’anniversario, piuttosto ignorato, di un movimento fondamentale per lo sviluppo sociale negli ultimi trent’anni;
– Di un’ennesima brutta figura italiana in tema di difesa ambientale, e delle sue conseguenze;
– Di un particolarissimo libro di viaggio;
– Di interessanti novità dagli USA su UFO e indagini governative ufficiali;
– Della mostra a Lecco di uno dei più importanti pittori italiani…
… e di molto altro ancora, il tutto inframezzato dalla consueta selezione musicale di alta qualità e “mixato” in puro stile Thuleano!…
E per i nostalgici, c’è sempre la “tradizionale” replica su RCI Radio ogni domenica alle ore 13.00!

N.B.: Prossimo appuntamento con Radio Thule, lunedì 10 Dicembre 2007.

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Dagli ’80 con furore…

Ah, che nostalgia, gli anni ’80, quando in TV e nelle radio vedevi/sentivi tipi strani vestiti e pettinati in modo (per oggi) orripilante che cantavano Wild Boys, Vamos a la playa, You spin me around e amenità simili, mentre pochi altri tra cui lo scrivente, sbarbatelli, si infilavano in negozi-tugurio da 3 metri quadri a Milano traboccanti di vinili d’ogni formato – 7, 10, 12 pollici – e dalle copertine le più strampalate, ma bene o male tutti urlanti – una volta messi sul piatto del giradischi, che il CD era ancora quasi roba da Star Trek – potentissima musica Hardcore!
Al seguito del Punk ’77, probabilmente l’Hardcore è stato il genere musicale che più di ogni altro ha fatto fruttare quanto di buono fuoriusciva pur impetuosamente e spesso incontrollabilmente dal vulcano Punk, soprattutto in chiave socio-politica (politica, non partitica ovvero ideologica…) e innanzi tutto in America – anche se bands Hardcore ce n’erano ovunque – quasi sempre trasformando la furente iconoclastia autodistruttiva del Punk in altrettanto furente assalto, ma più diretto e paradossalmente più ragionato, al “sistema”… Gruppi ormai mitici, personaggi carismatici, musicisti che sovente, dietro alla violenza musicale cannoneggiata a destra e a manca, mostravano capacità tecniche notevolissime, dischi di una tale potenza che metterebbero tutt’oggi i brividi a tanti parvenu della musica “estrema” contemporanea e, mica da dimenticare, in generale una evoluzione/rivoluzione musicale che ha appunto “raffinato” il punk, anche ove lo estremizzava in modo assoluto, mettendo le basi di buona parte del rock successivo e odierno.
Un evento veramente “da nostalgici” come il sottoscritto – almeno anagraficamente, ma lo dico in chiave del tutto positiva – celebra in più modi in questi giorni a Bologna (città che fu una delle capitali italiane del movimento) l’Hardcore,ad esempio attraverso uno dei suoi simboli più diffusi: i flyers, ovvero i “manifestini”, a volte artigianali e casalinghi, altre volte quasi opere d’arte, con cui si annunciavano nella scena Hardcore concerti, raduni, uscite discografiche e quant’altro…Non posso non segnalarvelo qui su “Cronache da Thule”, anche perché non solo di flyers si tratterà: c’è molto altro, e assai gustoso, in vista…:

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GIOVEDI 29 NOVEMBRE 2007, ore 21,30,
Modo Infoshop Interno 4, via Mascarella 24/b e 26/a, 40126 Bologna

Presentazione della mostra:
AMERICAN HC FLYERS
una mostra realizzata da ShaKe in collaborazione con FOA Boccaccio di Monza.
Dopo il successo di Monza, Palermo e Roma, la mostra American Hardcore Flyers approda a Bologna. Più di 130 pannelli dei concerti di Black Flag (realizzate dal mitico Raymond Pettibon), DOA, Dead Kennedys, Minor Threat, MDC, Agent Orange,per ripercorrere la storia di questa scena musicale e culturale.
A cura di Gomma e Kix (ShaKe), Vittorio “Linea Diritta”, Mungo (Declino).
Una vera e propria chicca di street-art, tratta dal libro American Punk Hardcore di Steven Blush (ShaKe edizioni), pubblicato a marzo 2007, subito diventato best seller, con tantissime recensioni, segnalazioni e già ristampato.
…del libro:
Steven Blush
AMERICAN PUNK HARDCORE (ShaKe Edizioni)
464 pagine con centinaia di interviste, decine di foto e manifesti
Il libro più bello, documentato e completo che sia mai uscito sulla scena harcore punk americana.
Con interviste, aneddoti e racconti riguardanti:
Black Flag, Minor Threat, Bad Brains, Bad Religion, Misfits, SS Decontrol, Adolescents, 7 seconds, Agnostic Front, Faith, Tsol, Youth Brigade, Void, Saccharine Trust, Scream, Negative Fx, Adolescents, Necros, MDC, D.O.A., Dead Kennedys, Dicks, Cro-Mags, Circle Jearks e centinaia di altri gruppi della scena hardcore americana. Con una DISCOGRAFIA completa di oltre 40 pagine!
…e pure del DVD:
AMERICAN HARDCORE IL FILM (ShaKe Edizioni)
La storia del punk americano 1980-1986
un film di Paul Rachman, scritto da Steven Blush
Film+libro di 64 pp., durata 3 ore, interviste, foto, musica, contenuti speciali. Negli extra interviste integrali + inediti. E inoltre un contributo di Mungo (Declino) sulla scena hardcore italiana. Sottotitoli in italiano. Edizione italiana tradotta da SYD MIGX.
Con una feroce colonna sonora e introvabili filmati inediti questo documentario è il racconto definitivo per i fan del genere e per tutti i curiosi della scena punk statunitense. Un fenomeno esplosivo che ha influenzato il grunge, il metalcore e l’emo arrivando a gruppi come Red Hot Chili Peppers, Nirvana, Beastie Boys.
PIÙ DURO, PIÙ VELOCE, PIÙ AD ALTO VOLUME!“… Ma l’hardcore punk non fu solo musica, ma una forma di protesta contro il regime conservatore del presidente americano Ronald Reagan, che qui viene raccontato dalla viva voce dei componenti delle punk band più importanti e da noti artisti quali Moby e Matthew Barney. Una scena che fu un vero e proprio pugno in faccia alle multinazionali della musica e al mainstream. Grazie al DO IT YOURSELF, si diffuse selvaggiamente in pochi mesi in tutti gli Stati Uniti costituendo il nuovo underground americano.
Di tutto ciò ne parleranno DeeMo e Laure de Lauris:
DeeMo, pseudonimo di Nicola Peressoni, artista della comunicazione e figura storica della scena hiphop italiana, ha vissuto in prima persona la scena hardcore italiana ed europea della seconda metà degli anni ottanta. In quel contesto, ha realizzato loghi, flyers, poster e copertine di album per Negazione, Declino, Peggio Punk, Combat not Conform (Berlino), Everything Falls Apart e Challenger Crew ( Monaco). Parallelamente sperimentava con la graffiti art, dipingendo in vari ambiti controculturali e ponendo le basi per quella che diventerà una parte molto importante del suo percorso:la pratica del writing di cui è stato uno dei pionieri in ambito italiano, il primo a Bologna. Ha partecipato attivamente alla storia dell’ Isola nel Kantiere.
Laure de Lauris, ex batterista dei Raf Punk, gruppo storico punk bolognese, cofondatrice dell’Attack Punk Records, etichetta discografica autoprodotta, membro delle Nuove Justine, gruppo di teatro e cabaret, filmaker. Attualmente conduce un programma a Radio Città Fujiko insieme a Vevè: “Please kill me”.

Informazioni:
MODO Infoshop
Interno 4 Bologna
Via Mascarella 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
info@modoinfoshop.com
www.modoinfoshop.com
www.myspace.com/modoinfoshop

E per chi volesse approfondire la conoscenza dell’Hardcore soprattutto italiano – attuale e di quello che fu – faccia un giro nel sito lovehate80.it di Stiv Valli, fin dai primi tempi uno dei guru della scena Hardcore italiana!

2 commenti

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Libri libri libri!

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(foto tratta da: http://www.liceocornaro.com)

…Vorrete mica buttare via un’intera serata davanti alla TV o in altro modo similmente vacuo?!?…
E dunque, se non avete ancor di meglio e più proficuo da fare…:

Mercoledì 28 Novembre, ore 18.00,
presso la Galleria d’arte 18, Via San Felice n.18, Bologna,
il Prof. Franchino Falsetti presenta:
Càlata
Un libro di Ester Aparo
Seguirà un piccolo aperitivo con l’autore.
Info:
tel. +39.051.4070368
fax +39.051.4070369
info@galleriadarte18.it
www.galleriadarte18.it

…di seguito…

Mercoledì 28 Novembre 2007, ore 21,30
in collaborazione con
Archivio Storico “Marco Pezzi”
Storie in movimento:
C’era una volta il mondo nuovo
La metafora sovietica nello sviluppo emiliano

Un libro di Marco Fincardi
(Carocci, 2007)
Partecipano:
Marco Fincardi, Università di Venezia
Mirco Dondi, Università di Bologna
Simona Urso, redazione “Zapruder-Storie in movimento”
In una ricerca condotta attraverso fonti orali, nei mesi in cui si estingueva l’Unione Sovietica, decine di comunisti e socialisti di una provincia emiliana raccontano le proprie esperienze degli anni che vanno dal primo al secondo dopoguerra e reinterpretano le onnipresenti simbologie sovietiche che contrassegnavano quotidianità e miti della passata militanza. Il paese della Rivoluzione d’Ottobre viene trattato come uno specchio in cui la loro generazione militante e quella dei loro genitori hanno a lungo guardato se stesse, traendone stimoli per realizzare una democratizzazione radicale della società regionale, da prendere a modello di ambiziosi progetti per trasformare quella nazionale. Dietro una Russia guardata come paese idealizzato del progresso e dell’eguaglianza sociale, emerge il loro pragmatismo nell’organizzare localmente nuovi spazi civili e nel costruire durante gli anni Quaranta culture largamente condivise, per nulla somiglianti all’immutabile “mondo piccolo” dipinto nei romanzi di Guareschi e nei film su Don Camillo.
Marco Fincardi, laureato a Parma e a Bologna, ha compiuto gli studi dottorali e postdottorali tra Torino, Roma (Ecole française), Parigi (Ecole des hautres études en sciences sociales) e Venezia, dove dal 1998 è ricercatore di Storia contemporanea all’Università Ca’ Foscari.
Mirco Dondi, laureato a Bologna, insegna Storia contemporanea all’Università di Bologna. E’ autore di diversi volumi: La lunga Liberazione (1999), La Resistenza tra unità e conflitto (2004), [in collaborazione con Tito Menzani] Le campagne: conflitti, strutture agrarie, associazioni (2005), L’Italia repubblicana: dalle origini alla crisi degli anni Settanta (2007).
Simona Urso ha pubblicato Margherita Sarfatti (2003) e collaborato a vari altri volumi: Tra immaginazione e programmazione: Bologna di fronte al ’68 (1998); Il lungo decenni l’Italia prima del ’68 (1999); Donne e politica (2005).
Presso:
MODO infoshop
Interno 4 Bologna
Via Mascarella 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
info@modoinfoshop.com
www.modoinfoshop.com
www.myspace.com/modoinfoshop

…E di nuovo…

Giovedì 29 Novembre 2007, ore 18.30
presso la Galleria d’arte 18, Via San Felice n.18, Bologna,
Francesco Boccalari presenta il suo libro:
Un Dio per amico
“Un Veterinario si racconta”

Seguirà un piccolo aperitivo con l’autore.
Info:
tel. +39.051.4070368
fax +39.051.4070369
info@galleriadarte18.it
www.galleriadarte18.it

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Arte all’ombra del Resegone (pt.2)…

Ri-esultanza, nuovo gaudio, ulteriore tripudio!…
Bello percepire nuovamente il dolce afflato d’aria pura che, oltre a scendere dalle splendide vette del Resegone e delle Grigne, proviene in forma più soprasensibilmente estetica dalle fonti d’arte che, rare ma attive, riescono ad emanarla tra le puzze tremende degli scarichi di SUV o il trillare molestante di cellulari all’ultimo grido ovvero tra le visioni avvilenti di pseudo-posers tacchinanti ultragriffati-a-tasso-zero-perché-altrimenti…, roba insomma abbastanza antitetica verso un “salvifico” (circa quanto appena detto, appunto) concetto di arte… Uff, accidenti, io e la mia costante e riprovevole vena critica nei confronti del modus vivendi medio in quel di Lecco soprattutto in ambito culturale – e innanzitutto, voglio dire, di vivacità culturale e intellettuale – che non riesco ancora del tutto a debellare… Eppure, dicevo, di salubre e rinvigorente aria pura artistica ce n’è, ce n’è, ed è pure “fremente” come Breva quella che emana la dinamica Galleria Melesi, che dal cuore della vecchia Lecco s’impegna a fondo per dimostrare che, primo, “arte contemporanea” non è esattamente l’ultimo goal del tal giocatore di calcio o l’ultima vittoria dell’altra squadra di cui tanti sento disquisire con impegno tra le vie cittadine ma ben altro e, secondo, che grazie anche alla stessa Galleria, devo proprio cercare di alleggerire la mia opinabile e troppo severa visione della società lecchese…
Conoscetela e visitatela, e a tal pro fornisco lumi circa l’evento artistico in corso:

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Fino al 23 dicembre 2007
Arnulf Rainer – Body Language

Linguaggio del corpo – natura, arte, natura
Il linguaggio del corpo, proprio anche di tutti quegli animali che abbiano una vita sociale, trovò in campo artistico solo nella danza espressione compiuta. Nelle arti figurative venne impiegato indirettamente in ogni rappresentazione di persone, ma in funzione subalterna. Il suo messaggio primario ed autosignificante attrae l’attenzione dell’etologia. Il mio tentativo è indirizzato a dare forma a questo fondamentale linguaggio nel suo intrinseco valore. Come tematica autonoma con dei “media” quali il video, il film, il dipinto. E’ nei quadri che la rielaborazione del documento fotografico avviene attraverso forme dell’accentuazione, dell’ampliamento o anche con il parziale smascheramento.
Nel 1951, per la prima volta, ho iniziato a creare nel senso d’un linguaggio del corpo con incisioni a occhi chiusi (“Disegni in cecità”), cercando di registrare la traccia grafica d’una eccitata attività motoria della mano. La sovrapposizione pittorica della traccia si può interpretare come dialettica negazione del corporale. Ma ciò mi condusse a forme in cui sia le teste che i corpi femminili diventarono contenuti d’immagini parzialmente occultati. Verso la metà degli anni ’60 iniziai a dare forma a una tematica fisionomica (disegni di profili e maschere). Quando notai che disegnando accennavo smorfie, in natura, parallele e simili a quelle raffigurate sulla carta, mi decisi, nel 1968, a documentare fotograficamente le deformazioni del mio volto (“Face Farces”). In seguito sviluppai, agendo con tutto il corpo, pose corporali espressive (“Body poses”). Ma dal momento che la fotografia quasi non documenta l’eccitazione nervosa che ne scaturisce, ho tentato di suggerirla con la rielaborazione grafica. Nella documentazione filmica, invece, la più piccola attività motoria, lo sviluppo del movimento, i rumori del corpo, sono trasmissibili: ed è per questo che non è necessaria una rielaborazione che li accentui. Dal 1972 sono nati film e registrazioni video attribuiti al campo dell’autodimostrazione, dell’autorappresentazione; ma il loro senso era l’autotrasformazione.. Immagini tratte da questi film, sono state da me prese come base per le rielaborazioni fotografiche. La pittura con le dita o con i piedi nasce dalla traccia del linguaggio del corpo.
Oggi (1978) m’impegna maggiormente il linguaggio del corpo di interlocutori reali o immaginari. Accanto alle “scene duo” con Dieter Roth è soprattutto il manieristico avvinghiarsi, sono le condizioni d’estatico rapimento che m’interessano. Il fascino esercitato dalla vista di un terrestre o mistico trasporto mi ha indotto a occuparmi di tutte le altre forme espressive dell’estasi. Persino di quell’estasi non più derivante da un’eccitata dedizione, ma che è puro allontanarsi – la smorfia dell’agonia. Nella maschera mortuaria, documento dell’estrema espressività umana, la lingua del corpo trapassa di nuovo alla natura
”.
Arnulf Rainer nasce a Baden, nei pressi di Vienna, nel 1929; vive e opera a Vienna.

Dal 6 ottobre al 23 dicembre 2007
Arnulf Rainer – Body language
GALLERIA MELESI
Via Mascari, 54
23900 LECCO – Italy
Tel. e Fax 0341.360.348
info@galleriamelesi.com
www.galleriamelesi.com
ingresso libero

P.S.: vai al precedente post su Arte all’ombra del Resegone, ovvero su Federico Bianchi Contemporary Art.

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Risonanze dal futuro

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Tiziano Milani è già stato ospite di Cronache da Thule con il suo ultimo cd, Music as a second language – che ora, ultimo, discograficamente, non lo è più: è uscito da pochi giorni per la Net-label Chew-Z un suo nuovo lavoro, Suoni Oggetti Risonanti – e fin qui la “notizia” sembrerebbe molto semplice e chiara… Invece, la sua essenza va’ ben oltre la pur importante comunicazione “primaria”, ovvero l’annuncio della pubblicazione del nuovo lavoro, e per due basilari motivi, l’uno correlato all’altro: primo, l’opera è scaricabile free dal sito di Chew-Z, cioè in modo totalmente gratuito (grazie alla Creative Commons Music Sharing License), e, secondo, questo può avvenire proprio grazie alla natura di Chew-Z, una delle più attive net-label operanti oggi sul web italiano (che peraltro compie un anno proprio in questi giorni), ovvero l’avanguardia di ciò che quasi certamente sarà il futuro della distribuzione musicale e di tutto quanto ad essa correlato.

Chew-Z è un progetto di Fabio Battistetti e Daniele Pagliero, nato con l’intento di rendere possibile la diffusione di musiche alternative e di difficile distribuzione usando internet come vettore. Entrambi i promotori del progetto sono attivi da quasi un decennio nella scena underground italiana, nella doppia veste di musicisti e di produttori di musica indipendente.
Dal confronto nato tra i due sul tema della diffusione di determinate forme avanzate di musica, intesa come forma d’espressione artistica e non come mero intrattenimento, è nata l’idea di condividere le esperienze fatte ed andare oltre, eliminando la barriera dell’etichetta discografica canonica. Musicisti straordinari presenti sul territorio italiano hanno atteggiamenti rivoluzionari ed innovativi nel modo di fare arte, ma per mancanza di fondi o di “spirito imprenditoriale” spesso non hanno pubblico, se non una ristretta cerchia di addetti ai lavori e qualche appassionato che casualmente si imbatte in una pagina internet o capita ad uno degli sporadici eventi live.
Tendenzialmente un musicista italiano deve: studiare ed esercitarsi, comporre, trovare e gestire contatti ed in più, visto che queste attività non sono remunerative, deve avere anche un lavoro per poter permettersele. Tenendo ben presente questo paradosso, Chew-Z ha come idea di base il superamento delle esperienze “do it yourself” per mutarsi in una libera associazione di artisti che condividano queste difficoltà e si sostengano, nella speranza di poter raggiungere così un più vasto pubblico, mettendo insieme esperienza sia in ambito musicale che in ambito promozionale. Chew-Z vuole in primis condividere ed in seconda battuta desidera conoscere ancora di più le attività musicali indipendenti e sperimentali. Di conseguenza ha come obiettivo il far conoscere ad un pubblico più vasto di interessati opere inedite ed artisti che reputa vadano conosciuti. Chew-Z vuole dare spazio e visibilità a queste realtà, rendendo disponibile materiale gratuito, organizzando concerti, promuovendo attraverso la rete delle etichette indipendenti artisti e lavori, facendo recensioni, pubblicando compilation. Chew-Z parte da uno spazio libero ma mirato a chi produce musica, dove il valore della composizione e dell’artista hanno un peso fondamentale.
La proliferazione di nuovi spazi e modalità di diffusione stanno dando ad un numero illimitato di musicisti la possibilità di esprimersi e stanno cambiando radicalmente il modo di produrre e distribuire musica: Chew-Z ha scelto di percorrere questa strada per diffondere il “diverso”, il “futuro” ed in generale il ”non convenzionale” in ambito musicale.
Al momento attuale, questo è il mezzo: un sito internet e la presenza in spazi gratuiti online e la promozione delle opere attraverso i nostri contatti.
Non è escluso che in futuro Chew-Z diffonda le proprie pubblicazioni in altre modalità: ad esempio, sono in programma uscite periodiche dei sampler dell’etichetta in formato cd audio.

Ecco come Tiziano Milani presenta, in modo succinto tanto quanto esauriente, l’essenza di Suoni Oggetti Risonanti:
Un suono nasce, perdura più o meno lungamente nel tempo, si estingue:
l’attenzione si appunta su quest’ultimo momento,
quando il suono sembra esaurirsi ma in realtà,
suoi resti sue tracce continuano a esistere,
si prolungano nello spazio,
magari nella memoria
L’attenzione,
sulla stabilità, sulla fissità, sulla permanenza di un nucleo
che può presentarsi immutato in «corpi» differenti.
Ciò significa che la molteplicità dei suoni è fin dall’inizio
attraversata da un principio di organizzazione e che il suono singolo
è sempre inteso come integrato all’interno di una molteplicità.
Il suono c’è quando risuona.
È questo esserci risonante
che può diventare metafora di un valore immaginativo.
Il suono è ricco di risonanze.
La musica consta di suoni risonanti
“.

Il download free ed ogni informazione sul cd e su Chew-Z sul sito http://www.chewz.net/default.aspx e su http://www.myspace.com/milanitiziano

1 Commento

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Dove (diavolo) è?

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immagine tratta da: www.iccomeglians.net/progetti/progettolettura.htm

Preambolo: il seguente racconto è parte di un nuovo progetto editoriale in generazione ed evoluzione, che rappresenta un qualcosa di sostanzialmente innovativo per il panorama letterario nazionale, e che ovviamente sarà svelato a tempo debito – ovvero quando la sua rifinitura lo renderà pronto per la pubblicazione. A mantenere la suspense (!), e a preservare il riserbo sul progetto, nulla di più sarà svelato, ma tale racconto e quelli precedentemente pubblicati, oltre che nel blog, resterà a disposizione di chiunque lo vorrà leggere ed apprezzare nel sito del sottoscritto

L’esorcista arrivò nel piccolo borgo tra i monti una mattina di vento teso, parandosi in centro all’unica vera strada del luogo come un cowboy che si preparasse ad un duello all’ultimo sangue, alla maniera resa da tanti film western… E in effetti era giusto qualcosa del genere per il prete, una sfida temibile da affrontare e vincere: in quel minuscolo paese c’era il demonio! – questa era la sua certezza, suffragata da “plausibili” testimonianze di pii visitatori del posto che, tra l’altro, riferivano di aver trovato la chiesetta del paese chiusa, inequivocabile segno della temporanea vittoria del male su quelle povere anime, miserrimi senzadio… Proprio in quella egli si installò, facendone la base delle sue indagini alla ricerca del covo del maligno – perché di certo aveva scelto una delle case del borgo come suo nascondiglio, infestandone i locali e possedendone i residenti come da consueto modus operandi satanico… Su tale piano d’azione il prete basò la sua urgente opera redentrice: dal giorno successivo sottopose tutti gli abitanti del paese – lattanti inclusi – ad un terzo grado inquisitorio, ingiungendovi professioni di fede a raffica e ostentando ad ognuno i più potenti simboli del sacro per indurne il demoniaco rigetto… Dovette tuttavia concludere, dopo poco, che nessun abitante del paese risultava posseduto. Certo il demonio era assai astuto – pensò il prete – e lì aveva “lavorato” veramente bene: e se non era nelle persone, doveva essere nelle cose! Dunque egli passò al sacro setaccio ogni caseggiato civile del borgo – stalle e baracche comprese – mitragliando una vastissima scelta di invocazioni e benedizioni celesti, convinto di veder emergere e fuggire da qualche crepa d’un muro il maligno, da un momento all’altro… Ma non accadde nulla, il che lo lasciò non poco perplesso. Fece un tentativo anche con gli animali – non scordando canarini e pesci rossi – ma ancora niente… Eppure c’era, il maledetto, lo sapeva, ne era certo, ne sentiva l’infernale afflato, aveva controllato ogni cosa in paese, persone, animali, case, stalle, tutto! Che accidenti restava ancora da ispezionare?… Prese a pregare fervidamente e levare le mani al cielo, colto da un evidente sconcerto…
“Beh, non avrebbe esaminato la chiesa!” gli fecero notare quelli del paese… Il prete, a sentirsi obiettare tale evidenza, restò prima di sasso, poi prese a inveire nella maniera più impensabilmente turpe contro i locali, con una tale e crescente furia che quelli dovettero chiamare il medico del paese e quindi un’ambulanza, che prese in consegna l’uomo e fece tornare al villaggio l’abituale tranquillità.

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