Archivi del mese: febbraio 2009

“Libero”, il nuovo romanzo di Luca Rota, in tutte le librerie

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(clicca sull’immagine per avere ulteriori dettagli su “Libero” e su come acquistarlo…)

Sul web:
http://www.lucarota.it
http://www.giraldieditore.it/
Su Facebook:
http://it-it.facebook.com/pages/Libero-Il-romanzo-di-Luca-Rota/45769294092

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Dal 03/03 al 03/04/09 la Galleria 18 di Bologna espone a San Pietroburgo

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Galleria 18, Bologna,
3 marzo – 3 aprile 2009:

SAN PIETROBURGO
presso
Galleria Arka
(www.arkartgallery.ru)

dario ballantini – stefano ballantini – maddalena barletta – giuseppe cavallini – o.b. de alessi – daniela domenichini – luca ghielmi – livio lovisone – matthew lauretti – lietta morsiani – andrea scaranaro – stefano solimani – mario vidor – laura caramelli – stefano fanara – varrè

[…] Questi artisti scoprono nell’arte la magia della parola, del racconto che sa cogliere la bellezza delle forme “classiche” e degli oggetti della quotidianità mettendo, senza artifici retorici, in evidenza la sofferenza intima di ciò che non vive più con noi o è fonte struggente di continue illusioni. Sono artisti che vogliono essere protagonisti di un fare e non di un disfare. E’ a loro che ci si rivolge perché, senza essere famosi, sono ideali interpreti della realtà che non trova più lo “specchio” e rischia di non far parte del nostro immaginario e della nostra fantasia. […]
Dal testo critico del Prof. Franchino Falsetti – Critico d’Arte

Catalogo in Mostra.
Testo critico: prof. Franchino Falsetti – Critico d’Arte

> Scarica qui il comunicato stampa ufficiale dell’evento.
> Scarica qui il testo critico sull’evento.

Infos:
ARKA GALLERY
Russia, Saint-Petersburg
191186, Bolshaya Morskaya 6
T. (812) 312-40-12
www.arkagallery.ru

Galleria d’Arte 18
Via San Felice, 18 – Bologna
T. 051 4187476 C. 335 6334008
www.galleriadarte18.it

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Modo Infoshop, Bologna: venerdì 27/02 presentazione del progetto “CROQUER BOLOGNA” e incontro con gli artisti; sabato 28/02 “Ottimismo Democratico”, cortometraggi di Flavia Mastrella e Antonio Rezza

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VENERDI’ 27 FEBBRAIO 2009, ORE 19.30:

«CROQUER» BOLOGNA
Presentazione del progetto e incontro con gli artisti

Dal 25 febbraio al 3 marzo Bologna ospiterà gli illustratori Barbara Malleville (FR), Benoit Guillaume (FR), Renaud Perrin (FR) e Mr. Pimpant (Belgio), che con le loro matite impazzite daranno vita a una vera e propria maratona del disegno.
Frutto dello sguardo di ciascun artista sulla città, i loro lavori saranno esposti dal 4 all’11 marzo presso il Sesto Senso di Bologna.
Occasione unica per cogliere l’universo di questi giovani artisti di talento.

Inaugurazione mostra: 4 marzo ore 17.30 presso il Circolo Arci Sesto Senso

Monsieur Pimpant
Monsieur Pimpant o Nicolas Marcon é nato nel 1986.
La sua gradevole infanzia é cullata dalla TV. Il club « Dorothée » e Casimir.
Poi, viene il giorno in cui fa le belle arti di Tournai in 2005, crea il « FrenchFourch », piccola casa editrice assieme a Tristan Pernet e Maxime Francout.
http://monsieur-pimpant.blogspot.com/

Barbara Malleville
Prima di frequentare la scuola di film d’animazione “La Poudrière” Barbara Malleville ha disegnato motivi per l’industria tessile. Oggi lavora per l’industria del cartone animato. Anima personaggi carini e stupidi come asinelli e maiali coi pantaloni.
Abita tra Valencia (FR) e Parigi e sta lavorando ad alcuni cortometraggi d’animazione.

Benoît Guillaume
Nato nel 1976 in Francia, Benoit Guillaume ha studiato disegno alla Scuola d’Arte e d’Architettura di Parigi e alla “Parsone School of Design di New York”. E’ grafico e realizza animazioni in flash per agenzie online.
Nel tempo libero realizza fumetti e film d’animazione.
http://www.benoitguillaume.blogspot.com/

Renaud Perrin
E’ nato nell’Est della Francia 31 anni fa. Disegna e dipinge dall’adolescenza, poi frequenta la scuola delle arti decorative di Strasbourg e si diploma in illustrazione nel 2000.
Di base a Marsiglia, realizza libri d’immagine per adulti pubblicati da “Les oiseaux de passage”. Illustra ugualmente libri per bambini per Albin Michel, Thierry Magnier, Actes Sud.
Concepisce progetti personali in incisione (mostra alla “Hall Saint Pierre” di Parigi, al “Teatro della Minoterie” a Marsiglia), elabora delle scenografie per dei spettacoli della compagnia “Gli attori della buone fede”, e realizza dei film d’animazione.
http://perrin.renaud.free.fr/

Associazione CALAMAR
Leila Chik e Francis Rigal
051/6730020
lilichik@free.fr

Sesto Senso
Via G.Petroni, 9/c
40125 Bologna
Orari: lunedi-sabato 13.00-01.00
www.circolosestosenso.it
www.myspace.com/sestosenso

* * *

Storie
SABATO 28 FEBBRAIO 2009, ore 18.00:

Ottimismo democratico
cortometraggi di Flavia Mastrella e Antonio Rezza
(kiwido)

Incontro con gli autori Flavia Mastrella, Antonio Rezza e Federico Carra di kiwido.
Nel corso dell’incontro verrà proiettata una puntata di Troppolitani.

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A seguire: ore 20.15, presso il Cinema Lumière, Sala Officinema/Mastroianni, via Azzo Gardino, 65:

Proiezione di alcuni lavori di Flavia Mastrella e Antonio Rezza:
Confusus (1993, 50′)
Virus (1997, 2′)
Hai mangiato? (1997, 3′)
Schizzopatia (1995, 11′)

Al termine incontro con Flavia Mastrella e Antonio Rezza

Ingresso € 3,50.
L’incontro è organizzato in collaborazione con la Cineteca del Comune di Bologna.

Alla base di Troppolitani c’è l’interazione fittizia e momentanea tipica dei posti super affollati: le interviste vengono chiamate “a corpo libero” poiché un corpo, apparentemente libero, si tuffa a corpo morto tra ultra corpi rigidi. Gli intervistati, che vivono in uno spazio normale (stazioni, ippodromi, cimiteri), rispondono alle domande con la loro più schietta anormalità. Il magnetismo sprigionato dal corpo e dalla personalità dell’intervistatore (Antonio) attrae tutti coloro che hanno qualcosa da dire o, più semplicemente, sono incuriositi da un evento interessante. Il microfono sul dito nega la “solennità” del classico strumento erettile: il braccio diviene armatura, fasciato da cerchi come maglie di un guerriero. Le falangi, torte su se stesse, presentano alla bocca dell’intervistato il palmo aperto pronto a raccogliere invettive che scivolano lungo l’avambraccio. Che l’interlocutore diventi protagonista ci sembra cosa ovvia; in lui splende il contenuto nella forma più semplice, non viene mai messo alla berlina anche se, in un paese che vive sullo squallore imitativo, è difficile far emergere la nostra mala fede. Mala fede è qualità, avidità da dividere con chi non ci è vicino eppur si muove. Le domande incalzanti frantumano la concentrazione: chi si concentra presta attenzione e noi non viviamo di prestiti bensì di regali. Ogni puntata mostra stracci di Roma in trasformazione; ogni set si addice a rappresentare la confusione, l’identità di una popolazione a tratti primitiva e, in altri momenti, miracolos amente evoluta. Le immagini aberranti mostrano i corpi e raccontano gli ambienti: attraverso il montaggio costruiamo la storia ricreando ritmi che rendono giustizia all’astrazione. Durante le riprese la troupe si muove attorno all’evento facendone parte, spesso gli intervistati parlano fuori campo sfogandosi con i componenti dello staff. Quando lasciamo l’intervistato al centro del quadro lo facciamo per ricordarci e ricordare qual’è la televisione. Quando spostiamo verso i margini il bencapitato lo facciamo per auspicare ed auspicarci una televisione più astratta e in altro loco.

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Per ogni ulteriore dettaglio:
MODO infoshop – Interno 4 Bologna
Via Mascarella, 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
info@modoinfoshop.com
www.modoinfoshop.com
www.myspace.com/modoinfoshop

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Booknews da Nottetempo: “Nudità”, di Giorgio Agamben

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Nudità
di Giorgio Agamben

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Come in Profanazioni, Giorgio Agamben ha raccolto qui in una serie di saggi brevi i motivi piú urgenti e attuali delle sue ricerche: dalla festa, messa inaspettatamente in relazione con la bulimia contemporanea, alla nudità, di cui vengono indagate le nascoste implicazioni teologiche; dal problema del corpo glorioso dei beati, che hanno stomaco e organi sessuali, e tuttavia non si nutrono e non fanno all’amore, a quello della nuova figura dell’identità impersonale che i dispositivi biometrici stanno imponendo all’umanità. Il punto di fuga verso cui convergono tutti questi temi è l’inoperosità, intesa non come ozio e inerzia, ma come il paradigma dell’azione umana e di una nuova politica. Ed è questo fare inoperoso a definire la terra di nessuno in cui si muove una scrittura che ha bruciato le sue carte d’identità ed è, insieme, pensiero e letteratura, divagazione e scheda filologica, trattato di metafisica e nota di costume.

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Giorgio Agamben, docente di Filosofia teoretica all’Università di Venezia, ha pubblicato un’ampia opera tradotta in tutto il mondo, di cui ricordiamo Homo sacer (Einaudi, 1995), La comunità che viene (Bollati, 2001), L’aperto (Bollati, 2002), Stato di eccezione (Bollati, 2003), Il sacramento del linguaggio (Laterza, 2008). Con nottetempo ha pubblicato il libro di saggi Profanazioni (2005) e nella collana sassi Il giorno del Giudizio, Genius, Che cos’è un dispositivo?, L’amico e Che cos’è il contemporaneo?.

Infos:
collana: figure
pagine: 172
euro: 15,00
Su nottetempo: http://www.edizioninottetempo.it/

nottetempo, via Zanardelli 34, 00186 Roma, tel/fax 06.68308320
www.edizioninottetempo.it

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Norman Nawrocki, “L’Anarchico e il Diavolo fanno cabaret”

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Un bel tipo, questo Norman Nawrocki, essere “multiforme” – musicista, discografico, poeta, performer, cabarettista, non ultimo scrittore, ma soprattutto – per identificarlo come certamente meglio egli preferirebbe – anarchico, al punto da aver redatto il proprio primo scritto, intitolato programmaticamente Why i am an anarchist, a 14 anni!… L’Anarchico e il Diavolo fanno cabaret, (titolo molto bello e suggestivo!) è il volume edito in Italia (al momento l’unico, se non erro, degli 8 pubblicati dall’artista canadese, con traduzione di Giampiero Cordisco) dalla case editrice Il Sirente, notevole realtà editoriale “alternativa” (lo scrivo con l’accezione migliore possibile) capace di presentare opere particolari e originali; e appunto tale è l’opera di Nawrocki, sorta di diario di viaggio/scorribanda musicale dell’autore con la propria band Rhythm Activism, collettivo musicale underground di base a Montreal, attivo dal 1985 e autore di un rock ‘n’ roll cabaret politicamente radicale, impegnato in un tour europeo per locali d’ogni sorta e massacrante tanto da toccare nove diversi stati in sole sette settimane…

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Ma L’Anarchico… non si esaurisce soltanto tra gli appunti di viaggio di Nawrocki circa le avventure più o meno ortodosse della band; in effetti il libro si presenta come una sorta di collage di tre diversi livelli di scrittura: oltre al citato diario di viaggio, dotato ovviamente di un proprio senso cronologico, Nawrocki riporta le lettere dello zio Harry, del quale il padre dell’autore ha preso ogni contatto diretto da prima della seconda guerra mondiale e che il padre stesso chiede a Nawrocki di ricercare, giusto in occasione del viaggio europeo con la band – lettere che nel loro complesso tracciano una storia autonoma che si intreccia geograficamente con il diario di viaggio dei Rhythm Activism, oltre che tematicamente; tematiche che sono poi quelle che gli stessi brani/testi della band trattano, politicamente impegnati e radicali come detto, e che si possono ritrovare anche nel terzo livello di scrittura del libro, un compendio di brevi racconti disseminati tra gli altri capitoli, dotati di propria indipendenza letteraria ma comunque connessi con le altre parti, anche in questo caso, attraverso riferimenti geografici e temporali – racconti in certi casi un poco scialbi, in altri casi veramente belli e coinvolgenti (Il clown, il violinista, il padre, ad esempio, oppure La pompa, il burattino, il piano per citarne un altro…). Nel complesso, dunque, L’Anarchico… è come se raccogliesse in sé tre diversi volumetti, tutti mirati a illustrare la filosofia di fondo di Nawrocki e della sua band, e l’impegno a diffondere, sostenere e mettere alla prova le proprie idee politiche attraverso una forma d’arte che possa essere capace di smuovere un poco le coscienze, e quanto meno tentare di cambiare certe cose non troppo eque del mondo contemporaneo.
Norman Nawrocki, come detto, non è in primis uno scrittore, ma di certo scrive molto bene, con stile tanto semplice quanto profondo e articolato; forse il libro non riesce nemmeno a mettere in luce tutta la particolarità del personaggio, e tutto l’attivismo politico (e intellettuale) di uno stampo anarchico che non mi ha trovato sempre in accordo con il suo pensiero – Nawrocki più classicamente comunitario e bakuniniano, lo scrivente essenzialmente individualista e di genesi stirneriana (con sviluppi personali, vedi L’Utopia Possibile) – ma che risulta notevole per qualità e in certi casi anche per profondità critico-filosofica (seppur mai troppo seriosa e impegnata/impegnativa), ciò anche per la sensibilità e la carica di umanità che contraddistinguono le sue azioni (sottolineata dalle vicende relative alla ricerca dello zio Harry e del rapporto col padre, ma non solo), le quali in alcuni frangenti sembrano quasi avulse dall’accezione comune che al movimento anarchico si conferisce; nella narrazione è come se Nawrocki, per suprema modestia e/o umiltà, preferisse nascondersi, o meglio amalgamarsi, con le vicende della band e del viaggio, quando invece se si visita il sito web dell’artista, salta fuori in tutta la sua dirompenza ciò che Nawrocki è e fa.
In ogni caso è il libro è gradevole, forse giocoforza mirato (limitato) ai cultori dell’arte e delle idee alla base del personaggio e degli eventi relativi, e sicuramente il suo valore può essere adeguatamente accresciuto dalla conoscenza non solo letteraria ma anche musicale, video e artistica in genere (oltre che, per gli interessati, politica) di Norman Nawrocki, della quale una buona introduzione la si può avere già dalle pagine dedicate al libro e all’autore da Il Sirente. Per conto mio, ora, dopo averlo letto, sono curioso di ascoltarlo, questo bizzarro violinista raffinatamente anarco-punk canadese tanto alternativo quanto intelligente.

> Clicca qui per visitare il ricchissimo web site di Norman Nawrocki

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Radio Thule # 10-08/09 in download: “CRONACHE DA THULE”, il magazine di Radio Thule

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Radio Thule, anno V, nr.10, lunedì 23 Febbraio 2009:
CRONACHE DA THULE
Ovvero: il “magazine” di Radio Thule, un interessante e originale mix di argomentazioni tra cultura, arte, musica, letteratura, cronaca. Radio Thule torna al format radiofonico in cui è nata e in cui ascoltare alcune di quelle realtà che tutti gli altri probabilmente non vi rivelano…

Gli argomenti: dopo “La Biblioteca di Thule”, nella scorsa puntata, torna anche l’altro appuntamento classico di Radio Thule, la puntata-magazine “Cronache da Thule” con la quale il programma ritorna al suo format originario di contenitore radiofonico multiforme, non solo dunque con soggetti monotematici e ospiti in studio – forma finora principale – ma anche e forse soprattutto come un vero e proprio magazine via etere diviso in rubriche e ricolmo di notizie, considerazioni, suggerimenti, idee, riflessioni, estri e quant’altro di vario e assortito, il tutto basato su informazioni che difficilmente si possono trovare sui normali mass-media, trasmesse con un taglio spensierato ma anche graffiante, audace e alternativo: un periodico, insomma, non da sfogliare ma da ascoltare… In questo numero/puntata del magazine Cronache da Thule, si disserterà di…:
• Di analfabetismo in Italia, e di uso “medio” del web;
• Di uno spettacolare oggetto celeste, ovvero del fascino insuperabile dell’osservazione del cielo;
• Di un particolare libro su una vicenda storica vicina a noi;
• Di una proposta di escursione in una località vicina intrigante e “magica”…;
• Di una nuova sensazione della musica europea (altro che Sanremo!)…;
• Di una fondamentale mostra d’arte in corso a Milano…
… e di molto altro ancora, il tutto inframmezzato dalla consueta selezione musicale di alta qualità e “mixato” in puro stile Thuleano!…

Inoltre, per i nostalgici, da non dimenticare la “tradizionale” replica della puntata su RCI Radio ogni domenica alle ore 13.00!

N.B.: prossimo appuntamento con Radio Thule, lunedì 09 Marzo 2009.

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Modo Infoshop, Bologna: mercoledì 25/02 presentazione di “Spesso mi scordo della forma”, un libro di Franco Arba

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Presentazione libri,
MERCOLEDI’ 25 FEBBRAIO 2009, ore 21.00:

Spesso mi scordo della forma
un libro di Franco Arba
(La riflessione editore)

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Reading dell’autore, con letture di Barbara Maccagni, Pier Paolo Zizi, Serena Scandellari.
Accompagnamento musicale di Michele Rizzoli, bass, Danny Marcus, guitar

Uno spaccato di vita di un trentenne che si trova alle prese con la gravidanza “fuori programma” della sua fidanzata. Riflettendo sul da farsi e sui suoi sentimenti Tommy, ripercorrerà vecchi ricordi, amori, coincidenze e tutte quelle scelte che nella vita sembrano insignificanti ma che poi ne pregiudicano irrimediabilmente il corso. Con tanta sincerità e altrettanta ironia il protagonista metterà in luce tante delle insicurezze e dei dubbi che tutti i giovani prima o poi si trovano ad affrontare.

Per ogni ulteriore dettaglio:
MODO infoshop – Interno 4 Bologna
Via Mascarella, 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
info@modoinfoshop.com
www.modoinfoshop.com
www.myspace.com/modoinfoshop

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