20 Novembre, 2009

“LIBERO”, l’ultimo romanzo di Luca Rota (Giraldi Editore), è in tutte le librerie!

20 Novembre, 2009

Bagatto-baratto, oggetto 24: continua il “progetto” di Clara Luiselli

Bagatto-Baratto, il bellissimo progetto “oggettivo” di Clara Luiselli continua… Scrive oggi, Clara:

Ciao,
è arrivato qualche giorno fa il nuovo oggetto baratto: una piccola campana eolica (senza una bacchetta).
Vi racconto brevemente la sua storia.
Apparteneva ad un gruppo di donne che stanno vivendo in una comunità.
Mi è stato detto che era l’oggetto che in qualche modo le univa pur essendo tutte diverse… La campana stava alla porta, chiunque entrava ed usciva veniva segnalato dal suo suono. Ognuna di loro ha sentito questo suono la prima volta che è entrata in comunità ed era anche l’ultimo suono che sentivano prima di uscire una volta terminato il programma di residenza.
A loro piacerebbe che il nuovo custode dell’oggetto lo posizioni in modo da farlo suonare con il vento…
Il resto della storia a chi vorrà barattarlo con un’altro oggetto che
racconti una nuova storia
“.

Per chi fosse interessato, commenti questo post o scriva al blog.

20 Novembre, 2009

E’ uscito il nuovo numero di ” 10 ANNI Caoszine”: punk/hardcore never dies!”

É disponibile il n.11 di “10 ANNI DI MUCCHI SELVAGGI E OSSA ROTTE IN ITALIA” CAOSZINE!!!

Intervista doppia a Dome La Muerte e Antonio dei C.C.M. di Pisa.
Inoltre news, scoop, recensioni, gossip e hardcore di una volta.

Potete richiedere la vostra copia inviando un francobollo da 0,60 euro a: Radiation Records
Circ.ne Casilina, 44
00176 Roma – Italy

oppure a:
Hellnation Store
Via Nomentana, 113
00161 Roma – Italy

IMPORTANTE!!! La fanzine è gratuita ma ricordatevi di inviare a Radiation – o Hellnation – il bollo per la risposta. Chi non invia il bollo non riceverà la fanzine.

Per continuare a vivere la caoszine 10 ANNI DI MUCCHI SELVAGGI E OSSA ROTTE IN ITALIA 1980-1989 ha bisogno della vostra pubblicità.
10 ANNI… è una fanzine cartacea GRATUITA a uscita casuale ideata e realizzata dallo staff di LoveHate80.it. Stampata in tipografia, quattro pagine in bianco e nero zeppe di informazioni e immagini sulla prima scena Hardcore Punk italiana. La distribuzione, come sempre, è curata da Radiation Records e Hellnation Store.
TIRATURA 4.000 COPIE.

Cerchiamo inserzioni di BAND, DISTRO, FANZINE, ETICHETTE, SITI WEB, NEGOZI… e di altre realtà che abbiano a che fare con l’HARDCORE PUNK. Dovete fornirci la grafica in alta risoluzione (300 dpi) in bianco e nero o in scala di grigi.
IMPORTANTE: Prima di inviare il file definitivo fate una prova di stampa a dimensione reale (100%) per verificare che i testi si leggano bene!!! Alla fanzine NON sarà allegata alcuna lente di ingrandimento!!! Occhio, niente colori o quadricromia!
Bisogna necessariamente attenersi alle misure che vi indichiamo – con i relativi prezzi – qui sotto:
SPAZIO PICCOLO INTERNO: 6,5 cm (larghezza) x 5,4 cm (altezza) prezzo 25 euro
SPAZIO MEDIO INTERNO: 6,5 cm (larghezza) x 11 cm (altezza) prezzo 35 euro
SPAZIO GRANDE INTERNO: 6,5 cm (larghezza) x 16,6 cm (altezza) prezzo 55 euro
SPAZIO ORIZZONTALE RETRO COPERTINA: 13 cm (larghezza) x 4,6 cm (altezza) 60 euro

Sul numero 12, in lavorazione, intervista ai milanesi WRETCHED, news, recensioni, curiosità e altro…
SE SIETE INTERESSATI CONTATTATECI AL PIU’ PRESTO PER PRENOTARE IL VOSTRO SPAZIO!!!
USCITA PREVISTA: FEBBRAIO 2010.
Chi compra lo spazio riceverà un po’ di copie della fanzine.

ATTENZIONE!!! Prima di inviare la grafica della vostra pubblicità contattateci – info@lovehate80.it – per sapere
se lo spazio che volete utilizzare è ancora disponibile. Il pagamento, anticipato, potete effettuarlo con Postepay (se interessati vi invieremo le coordinate).
Per vedere le copertine dei numeri già usciti scorrete la nostra pagina di MySpace: www.myspace.com/rob_hate

Per ogni altra infos:
info@lovehate80.it
giorgio@lovehate80.it
Sul web:
http://www.lovehate80.it/
http://www.myspace.com/rob_hate

20 Novembre, 2009

L’ARS ELECTRONICA CENTER di Linz, ovvero: benvenuti nel museo del futuro!

L’AECArs Electronica Center di Linz, in Austria, è probabilmente ad oggi il museo più moderno del mondo, perfetto contenitore contemporaneo per l’analoga arte che offre, cioè quella elettronica. E, appunto, un simile edificio non poteva che essere qualcosa di veramente particolare, architettonicamente innovativo e sovversivo: una sorta di astronave luminosa incredibilmente atterrata nel centro della barocca Linz, con le proprie facciate esterne – complessivamente 5.100 mq. – che rappresentano una delle più grandi superfici LED esistenti al mondo, cambiando continuamente colore e mutando olisticamente l’intero paesaggio urbano…

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Un luogo assolutamente da visitare, e da vivere

Il sito web dell’AEC: http://www.aec.at/index_en.php
Sul nuovo edificio: http://www.aec.at/center_building_en.php
QUI ogni utile informazione per la visita, e QUI la brochure del museo (in PDF).

20 Novembre, 2009

Influenza Suina, la prima “malattia mediatica” della storia: un altro interessante documento per riflettere…

Cronache da Thule si è già occupato più volte della questione Influenza H1N1, o “Influenza Suina”, cercando di stimolare la riflessione su una realtà che non pare così ben illuminata come dovrebbe essere – ancor più, quando si tratta di salute… Insomma, qui a Thule si ha l’impressione che, più che una pandemia del corpo, si stia diffondendo una pandemia della mente, per certi versi anche più pericolosa…
In questo post pubblico un ulteriore interessante documento in merito, estratto dal sito web della onlus A.N.FI.SC.
L’associazione opera nel campo del sostegno sanitario (e in particolare “ha il compito di fare corretta informazione sulle patologie, sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni promuovendo seminari, convegni e corsi di aggiornamento per i medici, oltre a diffondere le notizie attraverso i media nazionali“, come si legge nel sito) dunque ne ha ben donde di esprimere un parere qualificato sull’argomento – parere che si ritrova in accordo con le osservazioni giù pubblicate qui sul blog…
Lo scritto è a cura di Prof. C.F. Perno, Virologia, Università Tor Vergata, Roma.

LE NOSTRE DOMANDE SULL’INFLUENZA H1N1

Influenza H1N1: ormai è un termine non più circoscritto agli addetti ai lavori, ma esteso ai “media”, e comprensibile alla maggioranza della popolazione, che ha creato un sistema, non si sa se virtuoso o vizioso, di ipercomunicazione che ha coinvolto milioni di persone. L’organizzazione mondiale della Sanità’ ha caratterizzato l’epidemia influenzale come una vera pandemia, ed effettivamente non mancano gli elementi epidemiologici che autorizzino tale definizione. La situazione si presta tuttavia ad alcune riflessioni, che contribuiscono a capire un po’ meglio quale è la situazione in cui ci troviamo.

Nel mondo sono stati diagnosticati finora circa 210.000 casi di influenza cosiddetta “suina” (la gran parte dei virus influenzali umani ha origine suina, quindi la terminologia in realtà non è corretta).
Guardando la mortalità’ (circa 2000 casi nel mondo) la percezione può essere quella di una malattia alquanto pericolosa in termini di letalità’ (apparentemente un caso di morte ogni 100).
Un’attenta analisi della casistica mostra, però’, che quasi 1900 della totalità dei soggetti morti è presente nelle Americhe. La mortalità’ in Europa è di poco più’ di 80 casi su circa 50.000 diagnosticati, molto simile, se non inferiore, alla mortalità relativa all’influenza stagionale.

Gli elementi in nostro possesso sono pochi, anche perchè la scelta sanitaria è stata di interrompere il monitoraggio accurato della pandemia (la diagnostica a tappeto di tutti i pazienti con sintomatologia respiratoria è stata ristretta a solo coloro che richiedono l’ospedalizzazione, e in alcuni Paesi europei non si fa nemmeno questo). Questa scelta è ragionevolissima in termini di costi e impegno di risorse, ma ovviamente non ci permette di trarre conclusioni chiare riguardo il numero reale delle persone infettate.

Allora, ecco alcuni elementi per una riflessione:
a. Innanzitutto, è alquanto probabile che il virus abbia colpito un numero di persone di gran lunga superiore a quello attualmente segnalato. Questo perché tutti coloro che hanno avuto un’evoluzione benigna della malattia influenzale non hanno avuto bisogno nè dell’ospedalizzazione nè tanto meno sono stati raggiungi dalla diagnostica. Questo aumenta notevolmente il denominatore (numero di casi) della statistica, e riduce quindi, altrettanto enormemente, il rischio reale di mortalità’ di questa malattia.
b. La malattia ha un decorso sostanzialmente benigno, non dissimile da quello dell’influenza stagionale. Il numero più elevato (rispetto al solito) di casi nei giovani rispetto agli anziani è molto probabilmente da attribuire al fatto che questo virus è simile ad uno circolato decenni addietro, verso cui gli ultraquarantenni hanno sviluppato un’immunità che almeno parzialmente li ha protetti. Difficile pertanto affermare che questo virus colpisce prevalentemente i giovani. È più’ probabile che colpisca meno gli anziani per le stesse ragioni di cui sopra (e quindi la proporzione giovani/anziani risulta falsata).
c. Con l’eccezione di pochissimi casi, ceppi resistenti ai farmaci antinfluenzali non si sono generati, a fronte delle decine di milioni di dosi somministrate. Quei casi resistenti probabilmente sarebbero gli stessi che avremmo trovato se avessimo monitorato l’influenza stagionale con la stessa attenzione dell’influenza “suina”, per la stessa ragione per cui le probabilità di trovare un oggetto perduto sono direttamente proporzionali all’intensità’ e all’impegno della ricerca.
d. Insieme ai virus influenzali continuano a circolare tanti altri virus “respiratori” (coronavirus, rinovirus, parainfluenzavirus, adenovirus, ecc). Il virus influenzale, nel periodo stagionale, incide per una metà di tutte le infezioni respiratorie. Non sappiamo quante infezioni respiratorie “estive” sono causate da questi virus non influenzali.

Insomma, molto si sta dicendo, ma poco, in realtà, si sa davvero. La sensazione è che siamo di fronte alla prima “malattia mediatica” della storia dell’umanità’, in cui il grado di attenzione alla patologia è legato più alla comunicazione che al reale problema medico.
La cautela è sempre d’obbligo, e non sappiamo cosa accadrà nel futuro. Speriamo che questa influenza continui il suo naturale percorso, che è già pressoché terminato nella parte meridionale del globo terrestre (al termine dell’inverno australe), senza che abbia lasciato tracce particolarmente rilevanti. L’attenzione va sempre tenuta alta.
Una riflessione è però d’obbligo. In un momento di gravi carenze di risorse da dedicare alla Sanità, e di tagli dolorosi di ospedali e di prestazioni sanitarie, la scelta di dedicare risorse ingenti a patologie la cui reale pericolosità sanitaria è ancora da dimostrare richiede un’attenta ponderazione, e un impegno a mantenere alta l’attenzione sulle patologie veramente “killer” che, invece, potrebbero rimanere scoperte sia “mediaticamente” che da un punto di vista sanitario.

(A cura di Prof. C.F. Perno, Virologia, Università Tor Vergata, Roma).

N.B: clicca sull’immagine di testa del post per leggere l’articolo originale sul sito di A.N.FI.SC.

20 Novembre, 2009

Modo Infoshop, Bologna: sabato 21/11 presentazione di “Don Zauker, Santo subito”, un libro/fumetto di Emiliano Pagani e Daniele Caluri

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Presentazione fumetto,
SABATO 21 NOVEMBRE 09, ore 18.30:

Don Zauker, Santo subito
un libro di Emiliano Pagani e Daniele Caluri
(DOUble SHOt edizioni)

Ne parleranno gli autori Emiliano Pagani e Daniele Caluri.

Non appena l’uomo rifiuti il miracolo, subito rifiuterà anche Dio, giacché l’uomo va in cerca, non tanto di Dio, quanto dei miracoli e quindi, dato che rimanere senza miracoli eccede le capacità dell’uomo, questi si fabbricherà dei miracoli nuovi, a modo suo, e finirà col genuflettersi davanti al miracolo del ciarlatano, dinanzi al sortilegio della ciana, fosse pure mille volte ribelle, eretico e ateo.
Fëdor Dostoevskij – “I Fratelli Karamazov”

E se qualcuno avesse imparato il trucco?

Un piccolo paesino del profondo sud si trova al centro di uno scontro tra le due potentissime organizzazioni che da sempre controllano il territorio italiano: il Vaticano e la Malavita Organizzata. C’è differenza tra un predicatore e un imbroglione? Tra un esorcismo ed un rapporto sadomaso? Tra un politico corrotto e un criminale? Così, tra mafiosi devoti, assassini ignoranti, cardinali arroganti, contadini superstiziosi, politici speculatori e qualche culo rotto, ha origine il mito di Don Zauker.

> Per saperne di più…

Sul web: http://www.donzauker.it/

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Per ogni ulteriore dettaglio:
MODO infoshop – Interno 4 Bologna
Via Mascarella, 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
info@modoinfoshop.com
www.modoinfoshop.com
www.myspace.com/modoinfoshop

19 Novembre, 2009

Di buoni concorsi letterari: il bando del Concorso Nazionale di Poesia “Momenti di Poesia”

Irideventi, associazione culturale membro del CNIFP
(Comitato Nazionale Italiano Fair Play del CONI) ha bandito il concorso
nazionale di poesia dal titolo Momenti di Poesia, articolato nelle
seguenti sezioni:
- Poesia a tema libero
- Sport e Fair play
- Città di Roma
Il concorso è rivolto ai cittadini italiani di ogni età e residenti su
tutto il territorio nazionale come indicato nello stesso bando e
relativo regolamento qui pubblicato.

Clicca sull’immagine della locandina per leggere e scaricare il bando completo del concorso.

Per qualsiasi altra informazione: http://www.irideventi.it/

19 Novembre, 2009

Modo Infoshop, Bologna: venerdì 20/11 presentazione di “Giù la piazza non c’è nessuno”, un libro di Dolores Prato

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Presentazione libri,
VENERDI’ 20 NOVEMBRE 2009, ore 21.00:

Giù la piazza non c’è nessuno
un libro di Dolores Prato
(Quodlibet)

Per Dolores Prato:
Francesca Rossi Brunori legge alcune pagine dal romanzo Giù la piazza non c’è nessuno, accompagnata dal sassofono di Dimitri Grechi Espinoza.

Interviene Elena Frontaloni, dell’Università di Macerata.

«Certo che Giù la piazza non c’è nessuno è un libro di una bellezza che fa male. A “scoprirlo” ci si sente in colpa, per non essersene accorti prima.» — Elena Loewenthal

«Sono nata sotto un tavolino. Mi ci ero nascosta perché il portone aveva sbattuto, dunque lo zio rientrava. Lo zio aveva dett “Rimandala a sua madre, non vedi che ci muore in casa?”. Ambiente non c’era intorno, visi neppure, solo quella voce. Madre, muore, nessun significato, ma rimandala sì, rimandala voleva dire mettila fuori della porta. Rimandala voleva dire mettermi fuori del portone e richiuderlo.» – Dolores Prato

«Alla Ginzburg sono sempre stata, lo sono e continuerò ad esserlo, gratissima. […] Lei ha sempre amato questo libro, con quelle manomissioni voleva renderlo più accessibile. Io salto i verbi come se qualcuno mi corresse dietro; i miei passaggi sono ponti levatoi mai abbassati; lei riduceva più intellegibile il mio modo di scrivere; ma io preferivo tenermi i miei difetti. Avevamo ragione tutte e due». Sono alcune righe scritte da Dolores Prato nel 1980 al direttore dell’«Espresso», in risposta a un articolo in cui veniva definita «rabbiosa» nei confronti di Natalia Ginzburg. Alle spalle di questa precisazione c’è una vicenda editoriale divenuta pubblica: le oltre millecinquecento cartelle di Giù la piazza non c’è nessuno consegnate nel 1979, di fretta, dall’ottantenne Dolores Prato a Natalia Ginzburg, vennero ridotte, per esigenze editoriali, a sole trecento pagine, pubblicate da Einaudi nel giugno 1980. L’autrice, scontenta dell’edizione parziale, continuò a rivedere il testo e preparò un nuovo dattiloscritto, il quale venne pubblicato nel 1997 da Giorgio Zampa, nella versione integrale qui riproposta.
Giù la piazza non c’è nessuno racconta di un’infanzia primonovecentesca trascorsa ai bordi d’Italia (tra case e volti di Treia, un borgo dell’entroterra marchigiano), insieme a una miriade di oggetti e parole disperse, a uno zio mezzo prete, mezzo pittore, mezzo alchimista e a una zia nubile dalle strane acconciature, sorpresa a leggere e rileggere Madame Bovary. La bambina che guida la penna della vegliarda non ha mai saputo, non sa perché ha una madre che non si comporta da madre, essendo tale funzione esercitata da una zia che all’ufficio materno mal s’adatta. Lo zio fa da padre, manifestando un amore quieto e misterioso per la piccola che gli cresce accanto scostante, chiusa, restia a chiedere come e perché venisse allevata da quasi estranei.

Sul web: www.quodlibet.it

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Per ogni ulteriore dettaglio:
MODO infoshop – Interno 4 Bologna
Via Mascarella, 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
info@modoinfoshop.com
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19 Novembre, 2009

Eduardo Mendoza, “Il Tempio delle Signore”

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Eduardo Mendoza è uno dei più rinomati e apprezzati scrittori spagnoli contemporanei, considerato una sorta di memoria critica della Spagna contemporanea ovvero dalla caduta della dittatura di Franco fino a oggi: e per questa visione della realtà iberica Mendoza ha sicuramente eletto la città di Barcellona come modello, facendola divenire lo sfondo di molte delle sue opere. Il Tempio delle Signore (Feltrinelli, traduzione di Michela Finassi Parolo), a sua volta, è piuttosto peculiare del suo modo di scrivere, che utilizza uno stile comico/ironico, a tratti surreale e strampalato, per evidenziare e acuire certe peculiarità della Spagna contemporanea, denunciandone certe ipocrisie e al contempo sbeffeggiandole con il citato umorismo fondante la sua scrittura.
Il Tempio delle Signore (ennesimo titolo non così attinente all’opera e piuttosto brutto, mi si consenta…) è la storia di un detective per caso, un uomo comune ex-detenuto in un manicomio criminale (ma bel lungi dal poter essere considerato un malvivente) che, ritrovatosi libero per un colpo di fortuna e reinventatosi coiffeur per signore nel negozio del cognato, si ritrova coinvolto nell’omicidio di un facoltoso uomo d’affari della cui figlia si infatua; in compagnia di industriali ambigui dal parentado ancor più ambiguo, politici corrotti, donne fascinose per secondi fini, sicari sfortunati e molti altri bizzarri personaggi, cercherà di risolvere il mistero del colpevole, in un susseguirsi di avventure inopinate e strampalati colpi di scena fino all’inaspettato epilogo finale…
Mendoza ricorda un Tom Sharpe molto più educato ed edulcorato; il suo umorismo è tranquillo, pacato e spesso surreale, e la nota sarcastica che lo contraddistingue è sicuramente immediata, più leggera che pungente – vuoi anche per una scrittura assai facile, scorrevole e sempre comprensibile. Forse la trama de Il Tempio delle Signore risulta in certi tratti un poco contorta, e viene a volte da tornare indietro per rimembrare la genesi di alcune delle situazioni narrate; inoltre può confondere anche l’ondeggiare costante tra comicità quotidiana – da satira politica, per intenderci – e ironia più surreale e campata per aria, evocativa ma meno ordinaria. Viene anche da pensare che Mendoza voglia mettere alla berlina le classi dominanti della città/modello Barcellona (vedi sopra) ma non la città stessa, tenuta sì sullo sfondo ma mai coinvolta in maniera più evidente: un segno di affetto per la (sua) città, insomma, e un rimprovero a chi le faccia rischiare una qualche caduta del fango – soprattutto alla parte politica, che più delle altre egli prende di mira nella storia…
In ogni caso, nel complesso Mendoza ha molti numeri per farsi apprezzare, certamente più che demeriti: Il Tempio delle Signore è divertente da leggere, a tratti (rari) anche spassoso; non è un capolavoro e nemmeno pretende di esserlo, tuttavia – anche grazie alla sua forma di “giallo umoristico” – potrà trovare molti fans, che troveranno la lettura gustosa e magari anche illuminante su certe realtà contemporanee comuni a tutto il nostro mondo, sulle quali risaputamente viene da ridere, sovente, per non dover piangere… E per quanto mi riguarda: sì,di Mendoza leggerò di sicuro ancora qualcosa, più avanti!

18 Novembre, 2009

Booknews: “Un Mondo perduto”, il nuovo libro di Walter Bonatti

Probabilmente, il nostro mondo non è solo illuminato del Sole e delle stelle, che rischiarano il cielo e colorano tutto quanto ci circonda… Probabilmente, la vita che tutti noi, nel mondo, abbiamo la fortuna di vivere, viene “illuminata” anche da altre stelle, umane proprio come noi, ma la cui esistenza travalica la mera concretezza delle azioni compiute per divenire esempio cristallino di umanità – appunto – nel senso più alto e pieno del termine, ovvero di culmine umano… Così grandi questi personaggi, forse a volte senza che nemmeno essi stessi se ne rendano del tutto conto, che non fanno semplicemente “la storia” – come si usa dire – ma è la storia che in qualche modo gli si avviluppa intorno, li segue, vi orbita intorno attratta giusto come un sistema planetario con una stella, e grazie ad essi si eleva verso nuove vette

“Vette”, appunto: Walter Bonatti è sicuramente uno di quei personaggi.

Non esistono “eroi”, “miti”, “simboli” – tutte cose che spesso si impongono soltanto in situazioni di debolezza e servono a elargire false ed effimere certezze; ma stelle sì, e assolutamente umane, che possono ben illuminare la vita di chiunque, anche di quelli che nemmeno le conoscono e le sanno “vedere”…
Un Mondo Perduto è il suo ultimo libro. Da leggere.
E forse, posto tutto quanto sopra, non si può proprio che dare ragione a Steve House, il più forte alpinista americano contemporaneo, che sulla copertura della ruota di scorta del proprio furgone ha scritto: Bonatti is God