Una lettera aperta al Sig. Magdi Allam… Maggio 17, 2008
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Egregio Sig. Magdi Cristiano Allam,
con la presente “lettera aperta”, che le rimarco fin d’ora assai pregna in ogni sua parte del più naturale e cordiale rispetto nei Suoi confronti, vorrei rimarcarLe il grande sconcerto che le Sue più recenti e personali vicende spirituali hanno causato nello scrivente – vicende che qui è inutile riassumere, visto il notevole battage pubblicitario di cui hanno goduto sui media nazionali. Mi permetta, sig.Cristiano: la conversione, la cerimonia di battesimo in Vaticano officiata addirittura dal pontefice, i già citati articoli sui media (nazionali, si ribadisce, dacché quelli esteri per la quasi totalità hanno evidentemente ritenuto di dover e poter parlare d’altro), ora il volume Grazie Gesù… Oibò, mi scusi: a quando il merchandise stile-Disney, le t-shirts, i pupazzetti, il DVD o altro di similmente e sfacciatamente promozionale?…
Mi scusi ancora, Sig. Allam, voglio soltanto stemperare il tono generale della presente e non certo apparire insolente, ma di contro non ritenga il senso di queste mie parole sminuito nemmeno per un istante, e anzi rinforzato e ben palese; sono parole che Le scrivo con personale e spero non boriosa cognizione di causa perché anch’io ho attuato, qualche tempo fa, una scelta spirituale simile alla Sua nel principio seppur assai diversa nella sostanza, una scelta che fin da quando cominciò a balenarmi in mente reputai subito e inequivocabilmente libera, personale, dunque assolutamente intima, unicamente parte della mia sfera vitale personale anche perché, di fatto, agente soltanto in essa, come naturale e giusto (tant’è che rifiutai più volte inviti da parte di giornalisti locali per articoli sulla mia scelta). Ciò non toglie che altri i quali compiano simili scelte non possano essere liberi di manifestarle pubblicamente; ma da qui a giungere alla vera e propria spettacolarizzazione mediatica (come ha rimarcato il professor Claudio Magris sul Corriere della Sera anche a proposito della logica politica di una tale mediatizzazione, e ricordando la natura precipuamente interiore del rito del battesimo, non solo in ambito cristiano-cattolico – salvo eventuali celebrazioni) con la quale Lei ha caratterizzato così fortemente tale Sua “scelta” – virgolette ora necessarie – ne passa parecchia di strada, sia o meno quella per Damasco… E queste mie considerazioni non vogliono peraltro toccare anche la questione (eventuale) della sfida all’Islam generata dal Suo gesto, dacché non è questa di sicuro la sede più competente per farlo, e semmai rimanere nella più semplice analisi “spirituale” della questione stessa, che è poi in effetti la principale. Spiritualità, appunto: sig. Magdi, dal momento che Lei riterrà sicuramente di vederla nella sua vicenda, vuole spiegare anche al sottoscritto dove sia, la spiritualità, nei gesti che ha compiuto, che invece appaiono – e, ripeto, non solo al sottoscritto, vedi El Pais del 25 Marzo scorso – assai artificiosamente immanenti, cioè, insomma, tutto fuorché mossi da autentica spiritualità e viceversa programmati da una inopinata e razionalissima progettazione?
Spiritualità, appunto, che come dicevo Lei sicuramente ritroverà nella sua scenograficissima scelta, di cui peraltro ribadisco (e difendo) la legittimità, ma che mi sembra sia Lei, per primo, a mettere in serio dubbio, sia con l’attuazione della scelta stessa di cui si è già detto – e pure, mi consenta, per quella celebrazione in Vaticano col papa davanti alle telecamere, prova lapalissiana di come tutti gli uomini saranno pur uguali di fronte a dio, ma alla chiesa ovvero alla sua gerarchia di potere mica tanto… - sia con le Sue parole, riprese nelle presentazione del suo volume Grazie Gesù rintracciabili, ad esempio, nelle librerie web dove esso sia in vendita… Per citare direttamente: “…un grido d’allarme in difesa della sacralità della vita e della dignità e libertà della persona…”: beh, sig. Cristiano, ove la dignità e libertà della persona sia precipuamente attinente alla sfera interiore individuale, e questa sia violata infrangendone in primis la sua interiorità, per motivi “spirituali” poi ancor più, la stessa dignità e libertà, sappia, non sono già più così assolute e preservate… “Una cultura che non può fondarsi sul relativismo etico e sul ‘politicamente corretto’, ma solo sulla condivisione dei valori inalienabili e inviolabili della nostra umanità…”: uh, che confusione, quell’accostamento tra relativismo etico e politically correct! Come mettere in relazione salcicce e gelati, e sostenere che entrambi fanno male perché fatti con identici ingredienti! E poi, anche Lei, con ‘sta storia trita e ritrita dei “valori” ancora una volta sbandierata ai quattro venti, martellata per conficcare nella testa dei più la falsità che i “valori inalienabili e inviolabili” siano solo merito della religione cristiana e della sua evangelizzazione!… Nuovamente la storia ringrazia, con sarcasmo, per come venga sistematicamente calpestata e traviata – ma fortunatamente del passato non si può cancellare l’evidenza storica, ovvero il danno che le religioni di potere hanno cagionato alla civiltà umana… E ancora: “…si debba dialogare con tutti i musulmani che, in partenza, condividono, senza se e senza ma, i diritti fondamentali della persona e perseguono il traguardo di una comune civiltà dell’uomo.”: oh, caspita, forse le luci e flash della stampa le hanno confuso la memoria… Lei, ora da cristiano e dunque in nome della sua religione (ovvero, non si sia ipocriti, della Sua rappresentanza gerarchica terrena), parla di condivisione di diritti fondamentali della persona, quando la Sua religione ha imposto al Suo clero di non firmare molte delle convenzioni ONU sui diritti fondamentali della persona, e ciò per mere motivazioni ideologiche che definire integraliste è persino educato? E, mi permetta sig. Allam, i diritti dei non cristiani (o meglio dei non praticanti in senso “catechistico”) qui, in Italia? Le sembrano assolutamente difesi e posti su un equo livello di parità civica, giuridica e istituzionale con quelli dei credenti/praticanti, anche in confronto con gli altri paesi europei? E ancora – e poi concludo – la bella favola della comune civiltà dell’uomo! Eh, la cosa più antitetica agli scopi fondanti e fondamentali di ogni religione di potere! “Accomunata civiltà dell’uomo” forse doveva scrivere! Non è uno solo dio, e una sola la chiesa che lo rappresenta sulla Terra? Non è per ciò che si è “inventata” l’evangelizzazione dei popoli affinché tutti siano accomunati sotto un solo dio (una sola chiesa)? Vede, sig. Magdi, forse nel cammino di preparazione sacramentale al battesimo Le hanno omesso le tante contraddizioni esistenti tra dottrina e “politica” cristiana – quelle, per intenderci, che hanno poi generato nella saggezza popolare il ben noto detto “predicar bene e razzolar male”, che la chiesa da sempre non perde occasione di ribadire e confermare!…
No, sig. Cristiano… Mi permetta: difendo a spada tratta ogni Sua scelta (sì, io non sono cristiano, e apprezzo molto Voltaire, il quale peraltro scrisse nel Dizionario Filosofico: “A Roma si dice che se la gente si mettesse a pensare, per la chiesa sarebbe finita”…) ma non del suo senso ma della sua manifestazione resto totalmente sconcertato e profondamente nauseato, per come si rivela ai miei occhi (e al mio libero pensiero, vedi sopra) quanto di più vuoto, finto e artificioso abbia avuto modo di vedere da parecchio tempo a questa parte – nonché, lo ri-rimarco quanto di più antispirituale e irreligioso mai fatto da un “credente”.
Forse conoscerà ciò che scrisse Jean Paul Sartre, nel Il diavolo e il buon Dio: “Quando Dio tace, gli si può far dire quello che si vuole”: beh, mi pare che tale motteggio si attagli perfettamente alla sua vicenda, e a tutto quanto di scenografico gli è stato costruito sopra, e probabilmente, al credente emancipato o al dubbioso razionale la Sua conversione temo (per Voi) apparirà come un’ottima e illuminante pubblicità anti-cristiana. So bene fin d’ora che non gradirà rispondere alla presente e quindi che verosimilmente non lo farà - ma non lo dichiaro per strafottenza, per modestia semmai, e che mi risponda oppure no non varia il rispetto e la stima che ho per Lei, uomo come me a prescindere da qualsiasi divinità; tuttavia, se almeno dedicherà alla presente una lettura e una riflessione (possibilmente libera e non preconcetta, come le imporebbe la Sua religione) di sicuro da subito mi sappia alquanto riconoscente.
Cordiali saluti.
Genius (?) at work… Maggio 15, 2008
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Illustrissimi (e di gran buon gusto) frequentatori di Cronache da Thule, da questi giorni e per un certo tempo lo scrivente curatore del blog dovrà accomunare tale lavoro con l’altro, certo più impegnativo, di scrittura della prossima “fatica editoriale” (si dice così, no?!…). Dunque, chiedo fin d’ora venia se il blog non vi risulterà così aggiornato come al solito, anche se, naturalmente, le Cronache da Thule manterranno costantemente un “ragionevole” livello di aggiornamento, tale da non comprometterne certo la fruibilità che vi dedicherete. Grazie!
P.S.: e per essere sempre aggiornati circa gli ultimi consigli Thuleani su fatti, eventi, avvenimenti e quant’altro di notevole e interessante, tenete d’occhio la sezione “Ci sono buone nuove da…” nella colonna qui accanto!
Bohumil Hrabal, “Ho servito il Re d’Inghilterra” Maggio 15, 2008
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Ecco uno di quei libri - non troppo noti, di cui magari si è letto critiche positive ma poche, rare, e forse più che da queste ci si fa incuriosire dal non saperne nulla di autore e testo… - uno di quei libri, dicevo, dei quali si inizia la lettura, si leggono diciamo un trenta/quaranta pagine (più o meno quelle che qui formano il primo capitolo) e dopo lette ci si trova ad affrontare quei dubbi comuni nella pratica della lettura letteraria: oh, caspita, ma che libro è? Ho sbagliato l’acquisto? Sto forse leggendo una sòla?… Ma il buon lettore, pur con tali dubbi, continua la lettura (perché, diciamolo, quelli che leggono le prime pagine d’un libro e poi lo piantano lì, quelli che “uff, non mi ha entusiasmato… non mi ha coinvolto…” e banalità del genere, non sono buoni lettori e nemmeno veri, ma autentici scartabellatori da strapazzo! Può forse un libro suscitare una reazione del genere, ma uno su diecimila – o forse anche più, se per scegliere i libri da leggere guardate le classifiche dei più venduti… eh eh eh!…): così, lo scrivente ha continuato la lettura di Ho servito il Re d’Inghilterra di Bohumil Hrabal, scrittore ceco dallo stile personale e dalla tecnica narrativa assai particolare, e mano a mano che le pagine scorrevano ho scoperto un libro notevole, per certi versi straordinario e comunque effettivamente insolito rispetto alla media letteraria contemporanea, ricco di sfumature e di suggestioni, ironico e insieme anche tragico, apparentemente disincantato e quasi surreale ma d’altro canto illuminante e concreto circa un un’intera epoca della storia recente europea…
E’ la vicenda di un piccolo (di statura e di condizione sociale) cameriere, della sua carriera in servizio presso hotel sempre più fastosi, della sua brama di diventare ricco tanto quanto di sembrare più alto, infine del suo successo e della disfatta, il tutto sullo sfondo della Cecoslovacchia degli anni ‘30 libera e proto-capitalista, poi occupata dai nazisti, poi di nuovo e brevemente libera e poi ancora fattasi comunista; storia scritta con uno stile, dicevo, veramente personale, con periodi molto lunghi e con intrecci di vicende narrate, di personaggi, di visioni e di pensieri del protagonista che, in principio, lasciano in effetti il lettore un poco stordito e confuso – nonostante poi il plot narrativo sia assolutamente lineare, anche perché assolutamente cronologico… Ma se, come sopra detto, si fa’ di quello stordimento un pungolo per continuare la lettura e non per abbandonarla, lo stile di Hrabal, all’apparenza così da “fiato corto”, inesorabilmente conquista e avvolge il lettore, e nel leggere via via si acquisisce la giusta armonia tra piacere di lettura e coinvolgimento nella storia narrata, che contiene notevoli elementi di profondità quasi sociologica (o addirittura per certi versi di filosofia spicciola), sempre affrontati però in modo leggero, con un disincanto che può ricordare la scuola letteraria scandinava (la quale tuttavia non ha mai ritmi così incalzanti) e che nulla toglie alla riflessione sulle vicende narrate che sorge nel lettore in un modo così naturale e spontaneo… Ed è una storia, lo ribadisco, bella, divertente, sagace e ricca di sfumature storiche: notevolissima e molto forte è, ad esempio, la parte del libro ambientata nel periodo di occupazione nazista della Cecoslovacchia, quando per amore di una bella crocerossina tedesca il protagonista farà di tutto per apparire a sua volta tedesco anche umiliando tragicamente la propria vera natura (arrivando a storpiare il proprio cognome per renderlo di plausibile origine tedesca…), nel mentre che, intorno a sé, i connazionali vengono internati, torturati, uccisi e in genere considerati “razza inferiore” rispetto a quella germanica – e intuendo una tale tragedia, ma senza avere la forza di reagire per l’ottundimento amoroso/spirituale vissuto… Come è suggestiva e molto bella la parte finale, quasi surreale nelle immagini che al lettore la narrazione suscita e nella quale, in un certo senso, il protagonista risolve tutta l’esuberante e un po’ intricata elaborazione della vita vissuta, e degli eventi che l’hanno contraddistinta, ritrovando con un particolare e curioso ritorno alle origini la propria reale essenza, il proprio autentico “senso della vita” – invero un senso della vita di valore potenzialmente universale - probabilmente mai smarrito ma soltanto messo da parte, ignorato appunto per seguire sogni e illusioni che il tempo dimostrerà assai meno brillanti di quanto apparivano quand’erano ancora immagini del futuro…
Un bel libro, insomma, e consigliabilissimo - dacché penso che saranno ben pochi quelli a cui potrà non piacere, posto quanto scritto in principio – e che certamente mi indurrà a leggere, in futuro, altre opere di questo notevole e originale escrittore ceco.
Radio Thule #15 in download: “Intervistartista”: Clara Luiselli (con imprevisto dell’ultim’ora…) Maggio 13, 2008
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Radio Thule, anno IV, nr.12, lunedì 17 Marzo 2008: “INTERVISTARTISTA: CLARA LUISELLI”, ovvero: incontro e chiacchierata con Clara Luiselli, giovane e sempre più affermata artista bergamasca, con il “patrocinio” di Roberto Ratti di Traffic Gallery, imminente sede espositiva dell’arte di Clara…
Ospiti in studio: Clara Luiselli con Roberto Ratti.
N.B.: a causa di un contrattempo professionale dell’ultimissima ora, Clara Luiselli non è potuta essere presente in studio; è stato dunque compito esclusivo di Roberto Ratti presentare Clara, la sua arte e la prossima personale in Traffic Gallery, e posta l’occasione Radio Thule ha approfittato per sviscerare meglio alcuni argomenti sull’arte contemporanea già affrontati nella puntata # 11 dello scorso 3 Marzo, quando per la prima volta Roberto Ratti fu protagonista in studio. L’incontro – e la chiacchierata – con Clara e la sua arte è tuttavia solo rimandata, ad un prossimo e non troppo lontano appuntamento di Radio Thule…
Gli argomenti della puntata: Radio Thule torna con non poca emozione ad esplorare il mondo dell’arte contemporanea, grazie ancora alla preziosa guida di Roberto Ratti di Traffic Gallery di Bergamo (già ospite in radio lo scorso Marzo) che questa volta ci accompagna alla conoscenza dell’arte di Clara Luiselli, tanto giovane quanto originale e sempre più affermata artista bergamasca, che dal prossimo 15 Maggio e fino al 30 Luglio sarà ospitata proprio da Traffic Gallery con una propria nuova esposizione.
Nata a Clusone nel 1975, laureata presso l’Accademia di Belle Arti ‘G. Carrara’ di Bergamo nel 2000, Clara Luiselli vanta già molte mostre personali – Passatempo alla GAMeC, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo (2006), Viavai-Pontespositivo, Porta degli Angeli, Ferrara (2003); Reliques, Galleria Koma, Mons, Belgio (2002); Spazi aperti, Galleria Civica d’Arte Contemporanea, Siracusa (2000); Internos, Galleria Vanna Casati, Bergamo; Bachi da nylon, Expofil, Parigi (1999) – e collettive in numerose istituzioni e spazi espositivi pubblici e privati tra i quali: Targetti Light Art Collection at Mak, Vienna (2004); Chelsea Art Museum, New York (2003); Museo Civico ‘Antonino Olmo’, Savigliano (CN) (2002); Centre for Contemporary Art, Ujazdowski Castle, Varsavia (2002); Galleria Viafarini, Milano (2002); Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia (2000); J.W. Goethe-Universitat Institut fur Kunstpedegogik, Francoforte (1999) – e molto altro… Percorreremo le sue rotte artistiche, incontreremo le sue visioni, le sue aspirazioni, le idee alla base della sua arte e che da essa Clara vuole comunicare a chi la fruisce… - il tutto come sempre, in perfetto stile Radio Thule: con chiarezza, semplicità, un pizzico di necessaria ironia, e la consueta selezione musicale di alta qualità.
…E per i nostalgici, c’è sempre la “tradizionale” replica su RCI Radio ogni domenica alle ore 13.00!
N.B.: prossimo appuntamento con Radio Thule, lunedì 26 Maggio 2008.
Tutti proni e servili, la barbarie ci guida!!! Maggio 10, 2008
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Immagine tratta da: http://www.dailymail.co.uk/pages/live/articles/news/worldnews.html?in_article_id=564629&in_page_id=1811&ct=5
Come i nazisti, o gli stalinisti dei gulag. Punto.
Perché praticamente nessuno – almeno a livello ufficiale, come si dice in questi casi – ha il coraggio di dirlo? Perché ci si mette proni e si elegge a guida del mondo uno stato talmente bestiale? Perchè nessuno dice loro che sì, potranno essere la nuova nazione-guida del pianeta solo se dimostreranno di poter far evolvere la sua civiltà, e non di arretrarla ad uno stato così subumano? Perché tanti “celebrati” industriali che pur di far soldi si farebbero sterminare l’intera famiglia non si rendono conto che, a fare affari con “loro”, oggi forse ridono, ma domani se nulla cambia probabilmente piangeranno, e assai amaramente? E un bel pezzo di pianeta con loro?
E perché nessuno ha fatto, fa e farà nulla di concreto per aiutare il popolo birmano – ora nella terribile emergenza del ciclone Nargis ma anche per quella, storicamente peggiore, della loro condizione sociale? Risposta (risaputa): perché la Birmania (Myanmar, per chi ci crede) è fedele alleata della Cina, e la Cina non vuole. Punto. E guai a dire “ma”…
Povero mondo, povera umanità, veramente (come alcuni intellettuali illuminati sostengono) in moto a passo di gambero nella sua storia contemporanea – sempre più avanti nel futuro, sempre più indietro nella civiltà… Che schifo!…
Free Tibet
…e…
Buona fortuna Birmania (con un grazie a Medici Senza Frontiere)!
Consigli Thuleani: Astrid Serughetti da Estro, Paul Kostabi da Brera 1, gli incontri di Milanocosa e il buon ridere con Dado Tedeschi & amici… Maggio 8, 2008
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Fino al 16 maggio 2008 una nuova mostra è ospitata dall’Associazione Estro, la cui dinamica attività il blog segue con attenzione:
Astrid Serughetti - Attraverso mia madre
L’Associazione Estro presenta nel proprio spazio, a partire dal 2 fino al 16 maggio, la mostra della giovane artista bergamasca Astrid Serughetti.
Sono presenti in esposizione alcuni oli su tela, che, con toni terracei e intensi e dense spatolate di colore, rappresentano in maniera efficace ibridazioni tra mondo umano e animale che l’artista attinge da diverse mitologie tradizionali. Al centro delle tele, infatti, campeggiano materne creature dai tondi e fissi occhi da rana, oppure presenze infantili affiancate da anfibi: entrambi i soggetti si riferiscono alla figura del rospo, da millenni al centro di due opposte interpretazioni simboliche, che la riconducono di volta in volta all’idea del parto e della maternità, o alla figura del demonio.
L’artista ci conduce quindi con le sue rappresentazioni all’interno di questa duplice interpretazione - non solo dell’animale in quanto tale, quanto dell’idea stessa di maternità e di femminilità – comune a diverse culture.
Per infos:
Associazione Estro
Via Zambonate n.33, 24122 Bergamo
Tel.347/8685173, 348/2503497
associazioneestro@virgilio.it
www.associazioneestro.it

Torna con piacere in Cronache da Thule la Galleria Brera 1, eclettico e originale luogo d’arte di Corbetta - in quell’hinterland milanese sovente più bello e culturalmente vivace di quanto le sue architetture e la sua urbanistica possa far credere – che, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Corbetta e La Compagnia Dell’ Arte, ospita fino al 02 giugno la mostra personale di Paul Kostabi, artista americano che definire “particolare” è probabilmente riduttivo…
Paul Kostabi, pittore e musicista, nasce a Whittier, in California, nel 1962 e attualmente risiede a New York City. Dopo la scuola ha viaggiato per tutta l’America proponendo i suoi lavori a Los Angeles, Chicago, Canada e Francia. Dopo aver illustrato numerose copertine di libri, dischi e video, Paul ha orientato la sua pittura verso una scelta multiculturale. Mentre Paul viaggia attraverso il paese facendosi pian piano un nome, trova il tempo per insegnare ai bambini a suonare e a produrre dischi per vari artisti
Sue opere sono presenti in alcuni importanti musei internazionali tra i quali Patterson Museum New Jersey, Guggenheim Museum New York, Brooklyn Museum Connecticut, Millennium Museum e Chelsea Museum of Art. Tra le sue innumerevoli mostre in giro per il globo e anche in Italia, Paul ha già esposto a Bologna nel 2005.
Per infos: info@galleriabrera1.com o www.galleriabrera1.com oppure
> Scaricate qui la locandina in pdf dell’evento.

Il vulcano artistico-culturale di Milanocosa continua a eruttare una fluente lava di preziosi eventi dai quali non si può sperare altro che esserne sommersi… Quando si dice la “carica di fertilità” (culturale, dunque sociale, come rimarco sempre) che un terreno così ben fecondato ha in sé, così che su di esso crescano sempre più cose buone…:
Nuova Secessione
a cura del poeta Guido Oldani
Palazzo della Permanente
Via Turati 34, Milano
Giovedì 15 maggio 2008 – ore 18
Milanocosa
presenta
Concerto per poeti e sintetizzatore
Musica di Giuliano Zosi (consonanze e rifrazioni in prima esecuzione assoluta)
> Scarica qui la locandina dell’evento
eppoi…:
AttraversaMenti
Dopo l’incontro dell’8 aprile scorso per la Giornata Mondiale della Poesia alla Libreria Archivi del ‘900, dove con Abitare la Terra-Abitare la Parola, abbiamo proposto testi e riflessioni su Terra-Parola, AttraversaMenti prosegue con tre incontri di particolare interesse e con la collaborazione della rivista La Mosca di Milano; due con autori italiani residenti in America: il 23 maggio con Alfredo De Palchi (premio NOBELito 2008), e il successivo 3 giugno con Luigi Fontanella, alla Libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele II, entrambi relativi al campo Italia-America. Un altro incontro sarà con Tiziano Salari il 30 maggio prossimo alla Libreria Archivi del ‘900 (vedi locandina), occasione di approfondimenti nel campo Letteratura-Filosofia.
Con l’augurio che l’impianto generale e i singoli appuntamenti possano sollecitare ulteriori… attraversamenti.
> Scarica qui la locandina dell’incontro con Alfredo De Palchi
> Scarica qui la locandina dell’incontro con Luigi Fontanella
> Scarica qui la locandina dell’incontro con Tiziano Salari

E siccome ridere fa bene, soprattutto se fatto con intelligenza (perché è il cervello che deve ridere, mica il corpo, altrimenti un tal divertimento tutto corporale non è che uno dei tanti esempi di idiozia…), ecco un’ottima occasione di farlo bene:
Venerdì 9 Maggio 2008, ore 21.00
Teatro Tivoli, Via Massarenti, Bologna:
“NON NE HO IDEA…(CYRANO PERMETTENDO)”
Spettacolo di Dado Tedeschi, con la partecipazione di Marco Mezzetti e Pier Paolo Paganelli.
Nell’occasione sarà possibile acquistare i libri di Dado Tedeschi e Marco Mezzetti usufruendo di uno sconto sul prezzo del biglietto…
Tenebre da denunciare, luminosità da annunciare… Maggio 6, 2008
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Un indispensabile preludio, innanzitutto, per una reiterata, sconcertante evidenza tutta italiana…
Visto che da qualche giorno sulle TV di tal angustiato paese è ricominciato il solito bombardamento pubblicitario ipocrita e ingannevole, e visto che a Thule sconcerta sempre più la totale passività, soprattutto intellettuale, sulla quale le armi per quello stesso bombardamento si appoggiano per agire e colpire mentre, viceversa, si ritiene indispensabile trasformare la passività di cui sopra in buona e illuminante attività, Cronache da Thule si vede nella inevitabile e costringente necessità di unirsi a tanti altri e cominciare ad accendere qualche lume…:
…Ringraziando l’UAAR, dal cui sito sono attinti questi documenti (da leggere assolutamente), per l’opera meritoria di informazione – che, badate bene, non ha nulla di politico, anticlericale, blasfemo o quant’altro: chiedetevi, piuttosto, cosa diavolo c’entri la personale convinzione religiosa, la fede, il voler credere ad un dio e/o la spiritualità (oppure i “valori cristiani”, per chi li vuole ammettere) con una tale meschina cascata di soldi! E date un occhio a quanto viene realmente speso per la carità cristiana!… Altro che “con l’otto per mille avete fatto molto…”: sì, molto, ma non per chi aveva veramente bisogno!… E piuttosto datelo ai Valdesi, l’otto per mille, che certamente ne fanno un uso più chiaro, onesto e senza viscide ipocrisie…
Vabé, torniamo in ambiti più luminosi…

Elleni Galleria d’Arte in Bergamo è già stata più volte ospite del blog, e con merito assoluto vista l’altissima qualità delle sue proposte espositive, derivante da una ricerca artistica verso territori e artisti sempre particolari e originali, ovvero con qualcosa di peculiarmente proprio da mostrare: una qualità confermata anche con la mostra attualmente ospitata presso la galleria, particolarmente suggestiva e, per certi versi, emblematica:
Dal 03/05 al 31/05 2008
Franco Fontana
Verranno presentati 20 lavori dell’artista Franco Fontana, nato a Modena nel 1933 e considerato uno dei maestri della fotografia italiana contemporanea. Tutti i lavori presentati hanno come soggetto gli Stati Uniti d’America: la celebre route 66, mitica strada del film Easy Rider ed altri inseriti nel volume “Sorpresi da una luce americana” monografia con presentazione di Gianpiero Mughini. Sono più di quaranta le pubblicazioni dedicate al suo lavoro con edizioni italiane, francesi, tedesche, svizzere, americane e spagnole. Ha esposto in Musei pubblici e gallerie private di tutto il mondo, oltre quattrocento sono le mostre personali e di gruppo che ha finora tenuto. Sue opere figurano in importanti collezioni pubbliche citiamo tra le più importanti: International Museum of Photography Rochester, Museum of fine art Houston, Museum of modern art New York, GAM di Torino, Victoria and Albert Museum Londra, Museè d’art Moderne Parigi, The Israel Museum Gerusalemme, Metropolitan Museum Tokio, National Gallery Pechino.
Presso: Elleni Galleria d’Arte, Via Broseta n.32, Bergamo
Ogni utile infos presso: +39 035243667, +39 3477164147, +39 035243667 (fax), cristianocalori@tiscali.it o su www.galleriaelleni.it

E se già andrete o passerete per Bergamo, potreste fare un salto allo Spazio OLIM (via Pignolo, 9b), dove è esposta una mostra di disegni che illustrano lo sviluppo grafico e concettuale di un progetto architettonico. La proposta è quella di un parco della cultura a Bergamo che sfrutti l’area dismessa occupata dalla Caserma Montelungo e che comprenda l’area compresa tra via Pignolo, via San Tomaso fino al Parco Marenzi; gli autori sono Walter Barbero, Giuseppe Gambirasio jr. e Giorgio Zenon. Esposizione interessante, ma ancor più interessante e preziosa la proposta architettonica, dacché un “parco della cultura”, a Bergamo come in ogni altra località, è certamente qualcosa da sostenere e patrocinare, anche – da singoli cittadini – con la richiesta e la volontà espressa di vederlo edificato – anche solo per come potrebbe essere edificante per la comunità/società nella quale fosse aperto, qualsiasi essa sia!…
L’associazione culturale OLIM è stata fondata nell’anno 1990 su iniziativa di un ristretto gruppo di artisti e di estimatori delle arti visive. Essa ha per scopo “la promozione e la divulgazione dell’immagine comunque prodotta e comunque applicata con tutti i mezzi idonei: pubblicazioni anche periodiche, mostre, convegni, seminari, dibattiti e ogni altro”. L’associazione però incomincia a operare nel 1999 quando ottiene in affitto uno spazio idoneo a presentare mostre d’arte e a organizzare conferenze e dibattiti. Lo spazio espositivo, sobrio ed elegante, è ricavato dall’architetto Pier Carlo Ferrar da una vecchia e buia bottega nell’antico bordo di Pignolo bassa, nel centro di Bergamo.
Infos presso 035/216.444 (anche fax) o olim-bg@tiscali.it

Marco Mazzoni, Quod me nutrit me destruit, matite colorate su carta, 50×50 cm, 2008
A Legnano (MI), invece, fino al 5 Luglio 2008 possono essere ammirate le opere di un artista giovane tanto quanto (a mio parere) notevole, Marco Mazzoni:
Antropologia di un cannibale
Castello Visconteo
Viale Pietro Toselli
Legnano (Milano)
Una mostra dedicata al giovane artista (Tortona, 1982) con 18 lavori appositamente realizzati per il Comune di Legnano, che acquisirà uno dei disegni per la sua collezione permanente. Mazzoni ricupera come (pochi) altri (Omar Galliani il più noto, ora) la tradizione italiana del disegno, fornendone la propria personale interpretazione in opere veramente molto belle e assai suggestive, quasi sorprendenti per quanta sagacia grafica dimostrano…
Per infos: 0331/471.335, o su www.legnano.org
> Qui trovate da www.artsblog.it qualche notizia in più sull’arte di Marco Mazzoni

Qualche giorno fa ho avuto modo di conoscere di persona i ragazzi di Modo Infoshop di Bologna: beh, ho avuto la conferma che meritano tutta l’attenzione che il blog ha dedicato loro in passato, ed anzi la stessa sarà da accrescere in futuro, per cercare di stare dietro, quanto meno, alla loro bravura ed alla passione (intendete questo termine nell’accezione più ampia possibile) che mettono nel condurre la febbrile attività di Modo (nonché del locale accanto, il che permette di unire due delizie della vita: della cultura e del palato!)…:
Mercoledì 7 maggio 2008, ore 21.30
Macabre danze di sagome bianche
un libro di Marco Visinoni (Miraviglia editore)
ne parlano l’autore Marco Visinoni e Claudio Bisoni docente del Dams di Bologna.
Presso:
MODO Infoshop - Interno 4 Bologna
Via Mascarella 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
info@modoinfoshop.com
www.modoinfoshop.com
www.myspace.com/modoinfoshop

Ed ora un altro “chiodo fisso” di Cronache da Thule, Chew-z netlabel ovvero dove il futuro della musica è già qui, oggi…:
Chew-Z @ Homework Festival 6.0
Chew-Z Netlabel partecipa all’ Homework Festival 6.0 che si terrà a Bologna tra il 10 ed il 23 maggio prossimi, e presenta i seguenti artisti:
Eniac http://www.myspace.com/theeniac
Riga http://www.myspace.com/rigasound
Simone Pelliconi http://www.myspace.com/simonepelliconi
Eniac e Simone Pelliconi suonano Sabato 10 Maggio alla Mediateca di San Lazzaro (Bo), assieme a: Hawanna, CULINARIA ed ai visuals di Andreas Gysin e Sidi Vanetti.
Mediateca di San Lazzaro
Via Caselle, 22 - San Lazzaro di Savena (Bo)
Riga suoneranno Sabato 17 Maggio in
Vicolo Bolognetti - Cortile S. Leonardo a Bologna assieme a: Zebra Killers e Trif_o VS Pocosapiens con i visuals di Muthant Fish
Infos sul festival e programma completo:
http://www.homeworkfestival.net/
http://www.myspace.com/homeworkfestival
N.B.: Simone Pelliconi e Riga sono gli autori delle prossime pubblicazioni digitali di Chew-Z. Saranno disponibili sul sito http://www.chewz.net nelle prossime settimane.
Mikael Niemi, “Il Manifesto dei Cosmonisti” Maggio 2, 2008
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Ho conosciuto Mikael Niemi, uno dei più celebri e venduti scrittori svedesi, un paio d’anni fa, con Musica Rock da Vittula, lettura che mi lasciò un ricordo assai piacevole; dunque, appena qualche settimana fa ho notato in libreria questo suo nuovo Il Manifesto dei Cosmonisti (edito come il precedente da Iperborea), non ho esitato ad acquistarlo… Poi, per pura casualità, e come saprà chi segue il blog, prima di Niemi ho letto e recensito Douglas Adams e la sua Guida Galattica per Autostoppisti, che Iperborea stessa cita, nella quarta di copertina de Il Manifesto…, come ispirazione della nuova opera di Niemi: a tal punto la sua lettura era ormai diventata inevitabile…
Il Manifesto dei Cosmonisti – cito ancora dalla sua quarta di copertina – è un “pastiche fantascientifico”, ovvero una raccolta di racconti aventi come trait d’union le cronache di un ipotetico nuovo mestiere del futuro, quello di “cosmonista” appunto, facilmente intuibile come il camionista dello spazio, in viaggio qui e là per la galassia trasportando le cose più disparate su navette spaziali che, in effetti, ricordano in tutto e per tutto gli attuali TIR – anche nel fatto di essere sovente delle improbabili carrette che viaggiano nel cosmo per puro miracolo… Un soggetto, dunque, lontano anni luce (qui in senso proprio!) da Musica Rock da Vittula, nonostante le peculiarità della scrittura di Niemi – che sono poi in molti casi quelle tipiche della letteratura scandinava contemporanea – ci sono tutte a partire dallo stile, il solito leggero ma non superficiale, distaccato ma non freddo (come il classico luogo comune sul Nord e le sue genti lascerebbe supporre…), sempre ironico, mai volgare e semmai, ove capita, colorito, ma, appunto, con quella particolare narrazione tipica degli scrittori scandinavi, per i quali scrivere di gioiose meraviglie o di drammatiche tragedie è un buona sostanza la stessa cosa… - cosa tuttavia veramente positiva in tale stile, che lo rende di lettura godibilissima come altrove raramente accade. Inoltre è da citare, anche ne Il Manifesto…, le immancabili pagine dedicate ad una leggera, delicata ode alla Natura - qui soprattutto nel primo racconto – sempre presente come vero e proprio “personaggio” nella letteratura scandinava ed elemento primo di nostalgia per i “cosmonisti” spersi per le più improbabili rotte cosmiche…
Vorrei tornare ora a quella definizione data all’opera di Niemi da Iperborea, “pastiche fantascientifico” (definizione che deriva poi dai giudizi critici apparsi sull’opera in Svezia dopo la sua primaria pubblicazione), che ne connota certamente e in modo piuttosto chiaro l’essenza, ma che di contro rivela forse anche la sua più evidente (almeno per me) lacuna: infatti, pur se come detto la maggioranza dei racconti rimandando al soggetto “cosmonistico”, ve ne sono alcuni che, comunque gradevoli, appaiono un poco come pesci fuor d’acqua, cioè non esattamente relazionati e relazionabili a quel soggetto comune che il libro vorrebbe esprimere… Più in generale, ho avuto l’impressione che l’opera soffra di una certa mancanza di coesione, forse anche di una vaga confusione che se da un lato non inficia la gradevolezza della lettura, dall’altro rende più vacua la compattezza letteraria dell’opera nonché il suo spessore culturale, che non manca, ma è come troppo diluito in una tale forma progettuale che Niemi ha dato al volume. Ripeto: lo stesso è assai piacevole da leggere, divertente, per certi versi istrionico e dotato di alcuni spunti notevoli (cito ad esempio Fermo!, Androidi, 0,002…); in fondo della Guida Galattica… di Adams c’è l’ispirazione iniziale e poco altro, e della fantascienza “classica” c’è solo l’ambientazione oggettuale e in parte soggettuale, il tutto comunque passato nel caratteristico setaccio letterario scandinavo. E’ un libro gradevole, insomma, ma qui, ora, su due piedi, se dovessi consigliare qualcosa di Mikael Niemi da leggere, beh, prima de Il Manifesto… ci sarebbe sicuramente Musica Rock da Vittula: e solo chi sa apprezzare quest’opera può meglio comprendere e recepire quanto di essenziale verrà dalla lettura de Il Manifesto dei Cosmonisti…
Una primavera di quadri, versi, libri, musica… Aprile 30, 2008
Posted by rota in Di buone letture, Di buoni ascolti, Di cose belle.add a comment
Nel gergo giornalistico, quando si è assolutamente nel clou di un certo evento tanto da poterlo raccontare nel modo più pieno possibile, si usa l’espressione “stare sulla notizia”… Beh, con lo stesso principio, mi viene da dire che evvivanoè esposizioni d’arte, la galleria di Cherasco che già i frequentatori del blog conoscono bene, con la mostra delle opere di Silvia Bertola è un esempio perfetto di cosa potrebbe significare l’espressione “stare sulla stagione”! Credo che raramente, con simile forza suggestiva, la primavera possa essere compendiata su una tela pittorica come ha saputo fare Silvia Bertola: opere tanto “semplici” quanto vive, vere e proprie istantanee pittoriche della particolare dimensione primaverile, e non solo in senso “fisico” ma anche e soprattutto emozionale e profondamente sostanziale… Osservarle è come immaginarsi in mente il più meraviglioso campo fiorito primaverile e camminarci attraverso, ma restando in quell’ambito mentale…
A voi:
”Risveglio di Primavera”: a Cherasco sbocciano le tele di Silvia Bertola
Dal 26 aprile al 25 maggio 2008 la galleria “evvivanoè esposizioni d’arte” presenta le opere della pittrice torinese Silvia Bertola. L’esposizione dal titolo “Risveglio di Primavera”, a ingresso libero, è curata da Sara Merlino ed è organizzata in collaborazione con l’associazione culturale “E’ Arte” e l’Assessorato alla cultura della Città di Cherasco e con il contributo della Banca di Credito Cooperativo di Cherasco.
Le sue opere hanno una prerogativa fondamentale: rappresentano esclusivamente fiori.
Quelli prediletti dall’artista sono i papaveri, di un rosso intenso e grandi, tanto grandi da invadere una nuova tela, quasi il loro rigoglio fosse incontenibile. Ma anche le calle, bianche e regali, dall’aspetto austero, e i principeschi tulipani, nei più svariati colori esistenti in natura. Sulle sue tele fanno quindi capolino anche candide e schiette margherite o rustici e gioiosi girasoli nonché –novità del 2008- la provenzale lavanda.
Tele bianchissime e pure fanno da fondale e il colore acrilico denso e corposo viene steso con la spatola, dando vita a un gioco di sfumature e di rilievi; una matericità fluida, scintillante che attira lo sguardo e invoglia addirittura il tatto. E -osservando questi fiori attentamente- pare quasi di avere di fronte una galleria di ritratti in cui i protagonisti effigiati mostrano ciascuno un piglio diverso: chi da gran signore, chi da animo semplice e puro, chi da nobile e altero.
Per maggiori informazioni visitare il sito www.evvivanoe.it o contattare lo spazio espositivo cheraschese al numero 0172-489508.

Ricevo&segnalo da Luciana Bianchi Cavalleri, la curatrice dell’originale blog Comoinpoesia, lo spazio web (già presentato in Cronache da Thule) che desidera presentare Como ed il Lario attraverso la poesia, e divenire - in tale veste - un semplice punto di ulteriore diffusione e conoscenza delle ricchezze artistiche, storiche, tradizionali, culturali di cui ampiamente la città, la provincia e il territorio lariani dispongono – segnalo, dicevo, la nascita della newsletter del blog, che ne completa la funzionalità d’intenti sopra esposta facendolo ancor più spazio virtuale aperto a chiunque non solo voglia parteciparvi, ma anche e più semplicemente visitarlo per puro diletto…
Nella homepage di comoinpoesia troverete il link per iscrivervi alla newsletter – e complimenti a Luciana per la fruttuosa dinamicità che dimostra!

La prima volta in cui, nel blog, presentai l’Associazione Culturale Milanocosa, intitolai il post “Da cosa nasce… Milanocosa”, riprendendo e modificando un celebre adagio popolare… Beh, mai titolo fu più azzeccato, nonostante debba essere modificato in tal maniera: “da Milanocosa nascono un sacco di cose!” – vista la fremente attività culturale che Adam Vaccaro, mentore dell’associazione e persona di rara preziosità – soprattutto per la società nella (e per la) quale egli opera – dimostra sempre più, peraltro con eventi di qualità assolutamente elevata…
Ecco di seguito qualche dritta sui prossimi appuntamenti:
Caffè Letterario
Viale Monza 224, Milano (MM 1 Precotto, bus 51)
Martedì 6 maggio 2008, alle ore 21
propone
Serata Milanocosa
a cura di
Adam Vaccaro
Milanomondo
Volti e sguardi dalla storia e dal presente
con poeti e artisti di Milanocosa:
Claudia Azzola, Fabrizio Bianchi, Luigi Cannillo, Laura Cantelmo,
curatori nel 2007 della serie di incontri Il Castello: Storia e immaginazione, alla Libreria del Castello di Milano, propongono un percorso che si sofferma su periodi significativi – da quello leonardesco a quelli dell’Inquisizione e della caccia alle streghe, dei Moti di Indipendenza e della Scapigliatura – con sguardi e testi dell’età contemporanea.
Sulle tematiche proposte dalla serata saranno poste in visione opere degli artisti:
Daniela Dente, Donatella Bianchi, Fausta Dossi, Emanuela Mezzadri, Arianna Loscialpo, Pierluigi Boschetti, Giuseppe Orsenigo, Elisabetta Sperandio.
Ingresso libero
Info:
Caffè Letterario – Renato M. Fondi – tel. 02/2550664 – 333/6889071
Associazione Culturale Milanocosa – c/o Adam Vaccaro, Via Lambro 1 – 20090 Trezzano S/N
Tel. 02/3889474; 347/7104584 - e-mail: info@milanocosa.it; adam.vaccaro@tiscali.it
* * *
Biblioteca Vigentina
Corso di Porta Vigentina, 15 – Milano
Lunedì 12 maggio - ore 18,15
Incontri in Biblioteca
Come Quando Poeti
A passo tra le parole
A cura di Cesare Vergati
in collaborazione con Milanocosa
con
Claudia Azzola, Guido Oldani,
Adam Vaccaro e Cesare Vergati
Incontriamo i poeti in aperto dialogo e piacevole aperitivo poetico; ingresso libero.
Info: Biblioteca Vigentina, Tel. 02/88462823
* * *
Libreria eQuilibri
Via Farneti, 11 – MILANO
(MM1 LIMA; bus 90-91)
Venerdì 23 maggio – ore 18,00
Milanocosa
presenta in
AttraversaMenti: Italia-America
a cura di Adam Vaccaro
Con la collaborazione della rivista La Mosca di Milano
Viviamo in un’epoca di contraddizioni che paiono irresolubili, da un lato una globalizzazione (detestata o esaltata) che tende ad appiattire le identità specifiche, dall’altro reazioni, anche retrive e violente, in difesa di culture e interessi localistici. Un incrocio che ha fatto parlare di glocalizzazione. Apparenti o reali rotture di barriere e disgregazioni che toccano le relazioni più prossime; tendenze ad azzerare il senso di una comunità in cui i singoli possano riconoscersi e, dall’altro, sensazioni di essere cittadini del mondo.
Entro tali contraddizioni, vogliamo proporre più serie di percorsi che, tra memorie e testimonianze del presente, possano favorire aperture ed esperienze di incontro tra differenze, al di là di ogni ideologizzazione. Il progetto generale è aperto e verrà articolato in più campi di approfondimento relativi ad attraversamenti non solo geografici, ma anche di altri confini e diversità (di cultura, esperienza, sesso etc.).
Info:
Associazione Culturale Milanocosa – c/o Adam Vaccaro, Via Lambro 1 – 20090 Trezzano S/N
Tel. 02/93889474; 347/7104584 - e-mail: info@milanocosa.it; adam.vaccaro@tiscali.it

Infine – ma, come sempre, last but non least – ottimi suoni musicali da Chew-z netlabel:
R E G I O M A N I C O M I O
1st Turin Industrial Fest
3 maggio 2008 ore 20.30
B A N D S
Santa Agostino - myspace.com/santaagostino
Wournos Aileen - myspace.com/wuornosaileen
Sala delle Colonne - myspace.com/saladellecolonnecronache
Aethere - myspace.com/aethere
D J S E T and A F T E R P A R T Y (Industrial e Neo folk)
Sandblasting - myspace.com/soundterrorist
The November Man - myspace.com/thenovemberman
V I S U A L S
TO Horror Film Festival
D I S T R O and L A B E L Z O N E
Nil by Mouth - exoteric-zine.com/nilbymouth/
Rustblade - rustblade.com/
Chewz - chewz.net/
E X P O S Y N T D I Y
Noisecollective - noisecollective.net/
V E R N I S S A G E
Esposizione fotografica Industriale a cura di:
Gilly Sephira - myspace.com/gilly_sephira
‘Cremisi et Lithium’ Sogni apocalittici a cura di:
danaeL - myspace.com/libashan
C E R T I F I C A T O di I N S A N I T A ‘
Ingresso Gratuito, Consumazione Facoltativa, No Tessera
L O C A T I O N
P a d i g l i o n e 1 4 -
Parco della Certosa Reale,
Corso Pastrengo ang. via Tampellini
Collegno - (bus 33 - metro 1)
I N F O L I N E
xartemisiax@hotmail.it
http://www.myspace.com/regiomanicomio
Radio Thule #14 in download: “La Biblioteca di Thule” Aprile 29, 2008
Posted by rota in Di buoni ascolti, Di tutto di più!.add a comment
Radio Thule, anno IV, nr.14, lunedì 28 Aprile 2008: “La Biblioteca di Thule”, ovvero: idee, spunti, consigli e raccomandazioni per qualche lettura di valore, tra libri seriosi e impegnati e libri allegri e informali, insieme a qualche divagazione più o meno (im)pertinente sul tema…
Gli argomenti della puntata: ecco, in questa puntata, un altro degli appuntamenti periodici fissi di Radio Thule, come è stato nelle scorse stagioni e come sarà nelle prossime, per quanto Radio Thule potrà durare… L’intento di questi appuntamenti è ugualmente comune, e già ribadito nei precedenti: tra innumerabili cretinate massmediatiche che inondano le menti di noi uomini contemporanei, i libri restano ancora, in molti casi, un’isoletta felice, una delle poche àncore di salvataggio che la nostra civiltà può e deve mantenere per potersi definire civile, ovvero colta, cioè capace di generare e coltivare una buona cultura… Ma siccome di queste piccole isolette, molte hanno già perso la propria felicità per accogliere in sé la stessa dabbenaggine radicata ormai in molti altri aspetti della vita quotidiana, smarrendo quindi anche la capacità di produrre cultura (in Italia pubblicano libri cani e porci, con la qualità che di conseguenza diventa spesso solo un aspetto secondario e fortuito: è il contagio da una malattia tipicamente televisiva, purtroppo…), Radio Thule si pone l’obiettivo di fornire qualche spunto per navigare verso quelle isolette ancora veramente felici, dacché ve ne sono e anche molte, basta solo avere l’intuito per scoprirle, che spesso sorge con un semplicissimo gesto: spegnere la TV, e rendersi conto di come il proprio divano sia molto più comodo, in certe sere, se occupato leggendo un buon libro!…
…Il tutto come sempre, in perfetto stile Radio Thule: con chiarezza, semplicità, un pizzico di necessaria ironia e la consueta selezione musicale di alta qualità.
…E per i nostalgici, c’è sempre la “tradizionale” replica su RCI Radio ogni domenica alle ore 13.00!
N.B.: prossimo appuntamento con Radio Thule, lunedì 12 Maggio 2008.









